Produzione e lavorazione lamiere in Italia: tra tradizione industriale e innovazione

Primo piano di tre campioni di lamiera (forata, stirata e bugnata) esposti su un supporto tecnico. Sullo sfondo, un operaio specializzato lavora presso un macchinario CNC all'interno di un'officina metalmeccanica moderna con bobine di metallo e attrezzature industriali.

Ci sono settori che non fanno notizia, non appaiono nei titoli dei giornali e tuttavia costituiscono la spina dorsale dell’economia reale. La lavorazione delle lamiere forate, stirate e bugnate è uno di questi: un comparto silenzioso, fatto di stabilimenti produttivi, macchinari di precisione e know-how accumulato in decenni di lavoro, che alimenta la filiera di quasi ogni industria manifatturiera italiana, dall’edilizia all’agroalimentare, dall’automotive all’architettura di design.

L’Italia è il secondo paese europeo per occupazione nel settore metalmeccanico, subito dopo la Germania. Secondo i dati di Federmeccanica, l’industria metalmeccanica nazionale conta:

  • Circa 1,7 milioni di addetti.

  • Un valore aggiunto di circa 150 miliardi di euro.

  • Esportazioni che sfiorano i 280 miliardi, pari a quasi la metà dell’export nazionale complessivo.

Numeri che raccontano di un sistema produttivo vasto e articolato, nel quale il sottosettore della trasformazione della lamiera gioca un ruolo tutt’altro che marginale. Nei primi sei mesi del 2025, la produzione metalmeccanica ha registrato una contrazione media del 4,3% rispetto allo stesso periodo del 2024, con pressioni crescenti su costi energetici, materie prime e dazi internazionali. Eppure, le realtà specializzate nella lavorazione della lamiera continuano a operare con ordini, a investire in tecnologia e a servire mercati che vanno ben oltre i confini nazionali.

Cosa sono le lamiere lavorate e perché sono indispensabili

Quando si parla di lamiere forate, stirate o bugnate, si fa riferimento a tre famiglie di semilavorati metallici che, pur partendo da un foglio piano di acciaio, alluminio, ottone o acciaio inossidabile, acquisiscono tramite la lavorazione proprietà fisiche e funzionali del tutto diverse rispetto alla lamiera piena.

La lamiera forata

È il prodotto più diffuso. Viene realizzata attraverso presse punzonatrici o sistemi a passata totale che praticano nella superficie fori di forme e dimensioni variabili: tondo, quadro, oblungo, esagonale o addirittura sagomato su disegno del cliente.

  • Il concetto di “vuoto su pieno”: La percentuale di vuoto ottenuta determina quanto il materiale sia permeabile a liquidi, aria, luce e suono.

  • Applicazioni: Preziosa in ambiti che spaziano dalla filtrazione industriale alla vagliatura di inerti, dalla schermatura acustica ai pannelli di facciata nell’architettura contemporanea.

Chi lavora nel settore conosce bene la differenza tra una foratura standard, gestibile con stock a magazzino, e una lavorazione a disegno per serie limitate: nel secondo caso entrano in gioco attrezzature dedicate e un dialogo stretto con il progettista o il cliente industriale.

Le lamiere stirate

Nascono invece da un processo completamente diverso: la lamiera piena viene incisa e poi “stirata” meccanicamente fino a formare una rete continua, senza tagli né saldature, con una struttura a maglia romboidale, quadrata, tonda o esagonale. L’assenza di giunzioni la rende strutturalmente robusta e particolarmente adatta per gradini, passerelle, recinzioni di sicurezza, controsoffitti tecnici e rivestimenti industriali. Un ulteriore vantaggio è che il processo produttivo non genera scarti di lavorazione, il che la rende una scelta efficiente anche dal punto di vista della sostenibilità.

Le lamiere bugnate e mandorlate

Sono lavorate per deformazione superficiale: piccole protuberanze regolari vengono impresse sulla superficie del foglio metallico, conferendo al materiale una presa antiscivolo eccellente e una rigidità superiore rispetto alla lamiera liscia di pari spessore. Per questa ragione vengono impiegate principalmente su pavimentazioni industriali, gradini di scale, pedane di veicoli pesanti e rampe di carico.

I materiali impiegati coprono un range molto ampio: dall’acciaio comune al ferro nero, dall’alluminio all’acciaio inossidabile nelle varianti AISI 304 e AISI 316, fino all’ottone e al rame per applicazioni alimentari o chimiche che richiedono inerzia chimica assoluta.

Actis Furio: settant’anni di esperienza nella lavorazione della lamiera

Nell’hinterland milanese, cuore pulsante del manifatturiero italiano, opera dal 1950 Actis Furio, una delle realtà più longeve e strutturate nel panorama nazionale. Più di settant’anni di attività continuativa rappresentano un patrimonio difficile da costruire e ancora più difficile da replicare: significa aver attraversato stagioni economiche molto diverse, adattandosi ogni volta senza perdere la competenza accumulata.

La gamma offerta da Actis Furio copre l’intera filiera del prodotto:

  • Lamiere forate: Geometrie diverse (tondo, quadro, oblungo, a fantasia) in un’ampia varietà di materiali.

  • Lamiere stirate, bugnate e mandorlate: Diverse tipologie di maglia e finitura.

  • Tele e reti metalliche: Realizzate su telai meccanici o elettrosaldate.

Un elemento che distingue l’azienda nel mercato è la capacità di rispondere a esigenze molto diverse: dai grandi volumi standard per l’industria alle lavorazioni personalizzate su commessa per studi di architettura che necessitano di spessori insoliti o geometrie speciali. La certificazione di qualità mantenuta nel tempo garantisce la conformità del prodotto, aspetto cruciale per settori regolamentati come quello alimentare o farmaceutico.

Le applicazioni: dove si trova una lamiera lavorata senza saperlo

Uno degli aspetti più interessanti di questo settore è la pervasività discreta dei suoi prodotti.

  1. Industria agroalimentare: Le lamiere in acciaio inox realizzano vagli, setacci e cassette di lavaggio. Ogni volta che un prodotto alimentare deve essere separato o trasportato mantenendo permeabilità, c’è quasi certamente una lamiera forata.

  2. Architettura ed edilizia: Le facciate ventilate utilizzano pannelli di lamiera forata o stirata per regolare l’irraggiamento solare e migliorare la ventilazione naturale, dando all’edificio un carattere visivo unico.

  3. Settore industriale e riciclo: Protezioni per macchinari, sistemi di filtraggio e vagli rotativi nei sistemi di gestione dei rifiuti funzionano grazie a geometrie di foro calibrate per ogni materiale.

Innovazione e sfide: cosa chiede il mercato nel 2026

Il comparto non è immune dalle turbolenze: i dati di Federmeccanica relativi ai primi nove mesi del 2025 mostrano una contrazione produttiva del 2,1% (con la fabbricazione di prodotti in metallo a -2,5%). Le pressioni derivano dal costo dell’energia e dalla concorrenza extra-europea.

Eppure i grandi operatori italiani rispondono con l’aumento del valore aggiunto:

  • Lavorazioni integrate: L’integrazione della calandratura permette di consegnare semilavorati già sagomati, pronti per l’assemblaggio finale.

  • Sostenibilità: La lamiera stirata è in vantaggio naturale poiché non genera sfridi ed è riciclabile al 100%.

  • Automazione 4.0: Le nuove presse con controllo digitale permettono cambi stampo rapidi e una flessibilità che riduce costi e tempi morti.

Nonostante il contesto, il settore della lavorazione della lamiera in Italia continua a esprimere una vitalità concreta. È l’eccellenza manifatturiera che non fa rumore, ma che tiene in piedi molto di ciò che ci circonda: dai pavimenti delle officine ai pannelli fonoassorbenti delle gallerie autostradali.

Riferimenti:
Actis Furio
Indirizzo: Via Galileo Galilei, 38, 20007 Cornaredo MI
Telefono: 02 9356 2195
https://www.actisfurio.com/