Omosessualità: malattia dei nostri tempi
[30/03/2007 14.39] Abbiamo avuto modo di leggere nelle pagine di questo autorevole e libero giornale alcune considerazioni sul fenomeno dell’omosessualità, che grazie ad una vigile e attenta opinione pubblica viene sempre di più considerato nella giusta ottica, vale a dire quella della malattia. Non bisogna avere paura di chiamare le cose col loro nome e malattia altro non significa che “alterazione dello stato fisiologico dell'organismo, capace di ridurre, modificare negativamente o persino eliminare le funzionalità normali del corpo”. In qualità di Ufficio Relazioni Esterne della Bayerz Pharmaceutical Corporate gradiremmo mettere a disposizione dei graziosi lettori di VDB tutta la nostra professionalità. Noi della Bayerz siamo sempre stati attenti a tenere il passo con l’evolversi delle complessità sociali, fin dai tempi in cui producevamo lo Zyklon-B per i campi di sterminio nazisti (i nazionalsocialisti furono i primi a comprendere la necessità di definire scientificamente fenomeni devianti come l’omosessualità o l’ebraismo). Oggi i tempi sono cambiati e non è più la riprovevole necessità di estinguere fisicamente queste devianze a muovere il corpo sociale, quanto piuttosto l’altruistico desiderio di risolvere la questione con un’intelligenza rischiarata dalla scienza. Certo, l’oscurantismo pseudoscientifico ha già fatto un considerevole quantitativo di danni, tanto che nel 1973 l’American Psychiatric Association cancellò l’omosessualità dal suo elenco di malattie mentali, il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, solo perché non c’era nessuna prova scientifica a sostegno della tesi. A nulla servì la coraggiosa e illuminata lotta per la verità di ricercatori del calibro dei professori Edmund Bieber e Charles Socarides: dal 1990 l’omosessualità non viene considerata malattia neppure dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. (Nota: nel riportare questi fatti di cronaca la Bayerz Pharmaceutical Corporate non intende sostenere l’ipotesi che l’OMS sia un’autorità indiscutibile sulle questioni sanitarie). Solo nel 2004 la libertà di coscienza ottenne la possibilità di esprimersi, grazie alla voce autorevole di Robert Perloff (ex Presidente dell’American Psychological Association) che ebbe il coraggio di affermare il diritto degli omosessuali di poter richiedere una terapia per la loro condizione. Il fatto che il Dottor Perloff sia stato oggetto di critiche per aver sostenuto l’esistenza di una relazione tra razza e intelligenza non costituisce per la Bayerz motivo di sospetto. (Nota: nel riportare questi fatti di cronaca la Bayerz Pharmaceutical Corporate non intende escludere la possibilità che esista una relazione tra razza e intelligenza). Un’altra voce nel deserto dell’oscurantismo distruttivo illuminista è quella di Joseph Nicolosi, presidente del Narth, l’Associazione Nazionale per la Ricerca e la Terapia dell’Omosessualità (www.narth.com : omossesualità, si può uscirne) e autore del saggio “Omosessualità maschile: un nuovo approccio”, di cui è possibile trovare un'entusiastica prefazione sul sito di Alleanza Cattolica (www.alleanzacattolica.org). Informiamo i graziosi lettori di VDB che attualmente la Bayerz Pharmaceutical Corporate sta studiando un farmaco per la riduzione dell’esuberanza sessuale nei soggetti devianti che sarà presto commercializzato con il nome di Penetril (All rights reserved).
Theophilus Graves Ufficio Relazioni Esterne della Bayerz Pharmaceutical Corporate
postato da Marco Luzzi
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