Battisti, Leghisti e Comunisti
[20/03/2007 12.44] "Copacabana, copacabana. Terra di arrivisti tutti dietro a una sottana." Così canta Stefano Bollani prendendo in giro Paolo Conte. E andare dietro ad una sottana è costato caro a Cesare Battisti, terrorista pluriomicida condannato in contumacia, che è stato catturato nella nota spiaggia di Rio De Janeiro mentre aspettava di incontrare una donna del suo comitato di sostegno che doveva consegnargli dei soldi. "Sarebbe interessante", scrive GlobalPress, "conoscere quest’organizzazione che fornisce sostegno e denaro a pluriomicidi. Perché lo fa? Per un ideale? O per poter avere burattini da manovrare in particolari occasioni di operazioni sporche?"
Ora Cesare Battisti è stato catturato ma la richiesta di estradizione avrà come al solito tempi lunghi. La storia parte nel lontano '78, quando due persone sparano all maresciallo Andrea Santoro, comandante delle guardie del carcere giudiziario di Udine. Poi è la volta del gioielliere milanese Pierluigi Torregiani e il macellaio Lino Sabbadin, colpevoli di aver sparato ai rapinatori dei loro negozi. Gli omicidi vengono rivendicati dai PAC (Proletari armati per il comunismo), come segno di solidarietà alla "piccola malavita" che "con le rapine porta avanti il bisogno di giusta riappropriazione del reddito e di rifiuto del lavoro". L'anno dopo è la volta di Andrea Campagna, guardia di Pubblica Sicurezza in servizio presso l'ufficio Digos del Raggruppamento Guardie di P.S. di Milano. Andrea Campagna viene ammazzato in un agguato sotto il portone della abitazione della sua ragazza, con colpi di pistola in pieno volto. Di tutti questi omicidi è accusato e condannato Cesare Battisti, che evade però nel 1981 dal carcere di Frosinone, scappa in Francia diventando uno scrittore noir, e dopo varie vicissitudini viene catturato in Brasile.
Nella Francia di Mitterand gli intellettuali si danno da fare per farne un mito, vittima delle pregiudiziali politiche della magistratura italiana, che vent'anni dopo sarà accusata di essere un fascio di toghe rosse. Battisti trova in essi pure un comitato di sostegno financo economico. Egli si dichiara vittima di una persecuzione, sebbene sia stato condannato a quattro ergastoli. Sembra troppo difficile spiegare agli illustri pensatori che in uno Stato democratico, chi rifiuta di farsi giudicare scappando e dichiarandosi innocente, non è una vittima, ma un latitante.
Oggi, dopo la cattura del terrorista, non mancano i pareri dei politici italiani di turno, che vomitano assurdità e partigianerie, appellandosi alla scarsa memoria dei cittadini, e alla loro deboluccia capacità logico-deduttiva. Russo Spena, di Rifondazione Comunista, cerca di fare la figura del liberale chiedendo di chiudere i conti con un amnistia per i reati connessi all'eversione di destra e di sinistra. Mettere una croce sopra agli anni del terrorismo è sicuramente una buona idea, se non fosse per il fatto che l'amnistia è un pessimo servigio perché diventa un provvedimento "ad personas" che toglie la pena a chi è stato latitante, e contribuisce a creare quel senso di impunità in chi ha compiuto o desidera compiere dei reati. Una disfatta per lo Stato, che si suicida e si dichiara volontariamente impotente.Sarebbe invece meglio riconoscere che i tempi sono cambiati e che il terrorismo politico è ormai una tragica storia da mettere nei libri, e che la nostra nazione ha ora ben altro a cui pensare. Invece interviene l'ex ministro della Giustizia Roberto Castelli, che ci regala le sue emozioni sulla "doppia morale della Sinistra" sugli eversori di destra, dimenticando la sua doppia morale: "In un paese civile chi subisce una condanna sconta la sua pena", dice Castelli, ma Umberto Bossi, segretario della Lega Nord e Roberto Maroni, ex ministro del Lavoro, non risultano aver scontato proprio nulla, sebbene condannati in via definitiva rispettivamente per tangenti e resistenza a pubblico ufficiale (ma non era un reato da comunisti questo?). Castelli per di più nel 2005 aveva inoltrato una richiesta alla Procura generale di Venezia perche' esprimesse parere positivo al trasferimento in Spagna di Carlo Cicuttini, terrorista nero latitante dal '72, che avrebbe però così potuto beneficiare di un amnistia. E la Corte ovviamente si era pronunciata negativamente.
Invece di far parlare polisti e leghisti con facce e fedine da impuniti (Lombroso ducet) e intellettualoidi di sinistra in fibrillazione impunitaria, che godono se i reati sono commessi in nome del popolo, sarebbe ora di fare parlare le famiglie delle vittime, che sono stanchi di sentir parlare di Sofri come intellettuale e di Cesare Battisti come scrittore. Proprio così, Battisti è anche un giallista noir, e nel 1993 ha pubblicato in Francia un romanzo dal titolo "Travestito da uomo". Probabilmente è un autobiografia.
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