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13 marzo 2007 Lettera all'Osservatore Romano Caro Osservatore,
grazie per i consigli che ci dai, ogni giorno, ogni momento della nostra vita. Grazie per la tua discrezione, per la tua umanità, per i tuoi affettuosi rimbrotti quando sgarriamo e perdiamo la retta via. Insegnaci a respirare, a mangiare, a bere, ad amare, a leggere, a scrivere. Insegnaci a fare le leggi, a non offendere il Santo Padre, a manifestare, a criticare, a usare le parole giuste in ogni attimo. Adoperati per salvare il mondo dalla minaccia gay, per scongiurare l’ipotesi terribile di un cosmo senza famiglie fondate sul matrimonio, per arginare la valanga laica.
Aiutaci a capire che il nostro 800 per mille dev’essere devoluto alla Chiesa Cattolica, e che il restante 200 lo dobbiamo depositare alla Banca Vaticana. Del resto, il Dio che tu sostieni, per mezzo di suo Figlio, ci disse un giorno di tanti anni fa che non di solo pane dobbiamo vivere. Intercedi per i nostri peccatori presso il tuo zelante amico, ministro della giustizia della Repubblica Italiana, affinché, se dovessimo sbagliare, ci tiri fuori dai guai con un altro bell’indulto, ma che, di grazia, resti inflessibile nel negare qualsiasi diritto ai culattoni e, soprattutto, ai divorziati, ai separati che per caso dovessero decidere di ricominciare daccapo con un’altra persona.
Chiediamo Hatù – ops! scusa, a te, di indicarci anche per quale squadra dobbiamo tifare. Sai com’è, ultimamente non riusciamo a trovarne una che risponda ai precisi canoni etici di lealtà, probità e correttezza. A proposito, mi raccomando, occhio alla vostra Clericus Cup. Chissà che, anche lì, spunti fuori qualche telefonata di troppo. Poi come fareste? Interdizione di cinque anni con proposta di radiazione per Bertone?
Ti scongiuriamo di continuare a ignorare quei subumani di ex-jugoslavi. Se possibile, stanno peggio di prima, ‘sti zingaracci. In Bosnia, le madri, mogli, sorelle, cugine, zie, nonne dei morti della guerra civile, per protesta contro la sentenza della Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja, hanno abbattuto gli ottomila alberi che simboleggiavano i loro caduti. Il paese è di nuovo sull’orlo della catastrofe, nonostante i nostri sforzi di pacificazione a ritmo di Rock ‘n’ Bombs in Kosovo, in Bosnia, in Serbia. Ignorali, quei miscredenti!
Ti chiediamo, infine, di porgere i nostri omaggi al vostro figlio prediletto, al secolo Giulio Andreotti. Integerrimo costituente, lottatore indefesso contro la vile offensiva di uomini senza Dio e senza coniuge. Ci piange il cuore pensare che proprio lui è stato l’unico uomo in Italia (o forse in Terra) condannato per mafia a causa di un dolce bacio ad un altro uomo (ce lo ha fatto notare Maurizio Crozza, quello che dipinge il Santo Padre come un Untersturmfuhrer).
Insomma, ti chiediamo di non scassarci più.
Vincenzo Carusi
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