Donne? Tududù
[07/03/2007 18.30] Viste da un finestrino sembrano tutte uguali. Le ruote camminano lente in mezzo alla città e hai modo di osservarle, di scrutarle. Loro non ti vedono. Indaffarate, prese dai propri pensieri; ognuna con la sua storia, un posto in cui andare, forse; un posto dal quale fuggire o semplicemente allontanarsi. Le vedi sorridenti, serie, ben pettinate o trasandate. Alcune parlano al cellulare, altre camminano spedite custodendo sotto il braccio una preziosa borsetta firmata. Occhiali scuri per nascondere occhi gonfi o per seguire l'ultima moda e poi le gonne. Gonne e donne, binomio inseparabile o forse un pò scontato. Lunghissime, corte, così mini da lasciare poco all'immaginazione. Vanità e incoscienza. Belle gambe in mostra o "mostre" che si esibiscono in abiti improbabili. Piccole, grandi; bambine e nonne, figlie. Generazioni a confronto che passeggiano indisturbate in questa giornata di sole. E parlano, fumando una sigaretta e agitando mani ben curate o "smangiucchiate". Rossetti fuoco, unghie laccate e con sfiziosi bassorilievi; jeans scoloriti e tacchi a spillo; scarpe da tennis o stivaloni aggressivi. La più bella sfilata alla quale si possa assistere. Così varia e vera. Quella donna laggiù aspetta l'autobus. Avrà cinquant'anni. Mezza esistenza e una busta della spesa tra le mani. Pesante. Chissà quanti ricordi, quanti affetti e quante speranze. Per un attimo sorride senza motivo e improvvisamente sembra quella bambina grassottella che gioca con il cane e con l'amica. L'amica ha le guance rosse dell'infanzia e un paio di calze a rete che stonano un pò con la sua giovane età. Ma è bella così. Reale. Reale come quella quasi-nonna con i capelli d'oro e la giacca rosa confetto; reale come quella pelliccia che cammina ingioiellata e come quella bella ragazza vestita da uomo, un manager forse. Dal finestrino ora si dissolvono i loro volti e appare la campagna. L'ultimo ricordo è una signora anziana seduta su una panchina. Calze spesse per nascondere l'arcobaleno delle sue gambe stanche e tanta malinconia sotto un caschetto di capelli ricci e bianco latte. Poi alberi, case, prati e strada. La strada. Quella che queste donne percorrono tutti i giorni. Con forza e coraggio, con le loro fragilità, le paure, i dubbi; con più o meno intelligenza, spensieratezza, simpatia; con più o meno bellezza al loro comando, arma con cui difendersi o bersaglio di cattiveria gratuita. Sono lì; diverse e simili perchè tutte donne, dolcemente complicate e spesso incomprese a torto o a ragione. Una razza affascinante da studiare, criticare e amare, almeno un pò, sempre.
postato da Silvia Saccomanno
|
Lascia un commento
|
|
|
 |
| NEWSLETTER |
| Iscriviti alla Newsletter di vocedalbasso.com, riceverai ogni settimana il magazine con i migliori articoli pubblicati. |
 |
| - Leggi i numeri inviati |
|
|