L'Italia ha lasciato il segno
[27/02/2007 22.46] L'obiettivo era quello di "lasciare il segno" e l'operazione è totalmente riuscita (in senso negativo) poichè dovevamo comunicare qualità non ci siamo riusciti proprio. Questa è l'attuale situazione che traspare dalla rete a seguito del lancio del nuovo marchio per l'Italia. Un'opinione che all'unanimità ha bocciato severamente il logo vincitore che dovrà nei prossimi anni rappresentare l'Italia all'estero in quanto a paese di qualità. Attualmente la rete è in subbuglio, dal blog dell'ADCI (Art Directors Club Italia) si critica l'accaduto con un titolo "Se questa è qualità…", il portale Libero.it ha ricevuto numerose segnalazioni a seguito di un suo articolo (tratto da un blogger), un illustre della comunicazione come Oliviero Toscani ad una intervista è stato molto critico e deluso di un marchio "Italia" simbolo di un'attuale situazione nazionale: presuntuosi e poco consistenti [...], un marchietto.
Oltre l'insoddisfazione per un carente potere comunicativo l'opera viene accusata di parecchie similitudini con marchi già esistenti, dall'altra parte ancora non si è vista una risposta o replica dall'agenzia che ha vinto la gara (la LANDOR statunitense con sede anche in Italia, Milano) o di committenti quali politici italiani.
La storia non finisce qui. Dopo l'annuncio del logo Italia fatta dal Ministro per i beni e le attività culturali Francesco Rutelli ed il premier Romano Prodi viene lanciato on line il portale (se così può essere definito) Italia.it. In pochi istanti girano per rete segnalazioni riguardanti la scarsissima qualità del portale in termini di standard di navigazione, accessibilità e contenuti.
Tutta l'operazione si sta dimostrando disastrosa, connotata da sprechi economici non indifferenti dato che si parla di 45 milioni di euro di cui 100 mila assegnati all'agenzia Landor vincitrice per la creazione del logo (il bando era stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 settembre e prevede un compenso massimo di 100.000 euro. Per poter partecipare alla gara è necessario inviare alla Presidenza del Consiglio, entro il 16 ottobre, la documentazione comprovante i requisiti richiesti) ed altri milioni di euro versati in corso d'opera.
Ennesima storia di sprechi e delusioni dove il tutto è gestito in maniera disorganizzata, purtroppo questa volta l'abbiamo fatta grossa dato che si trattava dell'immagine di una nazione.
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