Nuovo Utente?   Iscriviti   |   Login   |   Supportaci   |   Contatti
email
password
| Password persa
Home | Cronaca | Cultura & Società | Politica | Scienza | Sport | Rubriche
Estera | Italiana
Qual è la sinistra?
[22/02/2007 17.03]
Nove mesi, come un bambino. Il governo Prodi, in fasce dopo la faticosa vittoria del 10 aprile 2006, si ritrova senza il suo presidente, dimissionario dopo la quasi annunciata sconfitta parlamentare sulla politica estera. C’è poco di cui sorprendersi. I suoi detrattori di centro-destra lo avevano pronosticato fin da subito, smaniosi di riattaccarsi alle loro vecchie poltrone ministeriali come uno sciacallo che non attende altro se non un leone che gli faccia il lavoro sporco per poi aggredire la solita carcassa. Gli stessi vincitori si erano immediatamente resi consapevoli del difficile status quo del Senato, la cui maggioranza risicata li avrebbe costretti a ripetute gare di apnea. Dopo un po’, anche il miglior Pellizzari deciderebbe che è il caso di tornare in superficie. Così, battuti per la seconda volta in poche settimane sulla missione in Afghanistan, gli alleati di Prodi si fanno un baffo dei numeri e provocano la crisi di governo.
I senatori a vita, così indispensabili in altre occasioni vedi approvazione della Finanziaria 2007, stavolta contribuiscono alla disfatta ed è puerile, per non dire demenziale, accusare i suddetti come se fossero loro e soltanto loro gli artefici dell’autogol. L’autogol è stato segnato dalla sinistra intera, ma la coalizione di Prodi si può ancora chiamare sinistra? O meglio: si può ancora chiamare?
Si legge spesso – ed è stato scritto anche in questa sede da chi scrive - che uno dei più gravi e gravosi problemi della sinistra starebbe nell’enorme sforzo che è costretta a profondere, al fine di governare il paese Italia, dalle frange ricattatrici: ovvero sinistra cosiddetta massimalista e sinistra cattolica. Se, però, della prima fanno parte PRC; PdCI e Verdi e della seconda Margherita e UDEur, restano fuori DS, Italia dei Valori e Rosa nel Pugno. A rigor di logica, dunque, questi tre movimenti rappresenterebbero la sinistra pura e semplice, quella di riferimento, quella ricattata.
Quali valori, principi, programmi comuni porterebbero in dotazione i tre dell’Ave Maria? Non è dato sapere. I DS, al loro interno, soffrono di una tremenda crisi d’identità. Convivono esponenti del Correntone, Riformisti (cioè?), Liberali. Ovvero convivono tre modi distinti di concepire la politica di un solo partito. Chi vuole il partito unico, chi preme per la centralità dei DS, chi propone alleanze e politiche marcatamente socialiste, strizzando l’occhio ai ricattatori massimalisti. Quale operazione politica di rinnovamento può iniziare e portare a termine cocciutamente un solo partito così eterogeneo?

L’Italia dei Valori consta di diciassette deputati e di cinque senatori e di un programma interno affascinante. Si legge, infatti, nello statuto che “il partito si riconosce nell'insieme delle grandi culture riformiste del Novecento: la cultura cattolica della solidarietà sociale e familiare, la cultura socialista del lavoro e della giustizia sociale, la cultura liberale dell'economia di mercato, della libertà individuale e del buon governo, attraversate dalle grandi tematiche dei diritti civili, della questione morale e dei nuovi diritti di cittadinanza alle quali i grandi movimenti ambientalisti, delle donne e dei giovani hanno dato un contributo essenziale. L'Italia dei Valori vuole integrare i tradizionali valori di libertà, uguaglianza, legalità e giustizia con i valori nuovi del nostro tempo: pari opportunità, sviluppo sostenibile, autogoverno, solidarietà e sussidiarietà, responsabilità, iniziativa, partecipazione ed europeismo, nel quadro di un sempre più avanzato federalismo europeo”. Il che vuol dire tutto e non vuol dire una beneamata mazza. E’ ragionevole credere che, a livello puramente teorico e programmatico, gli obiettivi indicati da questa commovente enunciazione siano gli stessi che si auspicano di raggiungere i DS e qualsiasi altro partito politico in un paese democratico, corrente anno 2007 D.C.

La Rosa nel Pugno è un caso a sé: ha fondamentalmente fallito le elezioni dell’anno passato e denuncia una incapacità facilmente preventivabile di stare al governo. Unitamente a ciò che resta delle ceneri del PSI, vi sono i Radicali che, per vocazione, nascono movimento e non partito eventualmente di governo. Da sempre e come spesso ricorda un Marco Pannella visibilmente in panne, portano avanti battaglie civili e libertarie, smascherando non di rado le contraddizioni e le ipocrisie di un paese bigotto e sufficientemente ottuso come il nostro. E però, hanno iniziato anche loro a beccarsi reciprocamente come galline zitelle, non avendo i numeri per dire la loro quando si tratta di dare concretezza alla centralità parlamentare in materia di leggi. Diciotto deputati sono relativamente pochi, ma lo zero al Senato è assai più emblematico del fallimento elettorale, riverberatosi sul Governo con la presenza della sola ministra Bonino.
Dunque, questi tre soggetti pluricefali sarebbero ricattati da altri. Al momento di stringere le fatali alleanze, però, DS, IdV e Rosa nel Pugno sapevano fin troppo bene con chi avrebbero avuto a che fare. Prova ne sia che i Radicali, cioè la vera RnP, promuovono da anni referendum liberali e anti-clericali ottenendo puntualmente lanci di pomodori e insulti farisaici dagli stessi margherini e mastellini con i quali si sono uniti nel 2006. I DS, per loro conto, conoscono i loro antenati comunisti, essendolo stati per decenni. Sulle missioni militari e i corrispondenti finanziamenti, non potevano ignorare quanto estrema e radicale fosse la loro posizione e i connessi rischi da correre in Aula. Di Pietro e company, allo stesso modo, lo sapevano e hanno puntualmente riscontrato oggettive discrasie allorché si sono seduti a parlare di indulto. Alla fine, il provvedimento di clemenza non ha prodotto che danni, così come i DICO sono stati frutto di forzature estreme per accontentare tutti, provocando un ddl che apre più questioni di quelle che intendeva chiudere. Così come la finanziaria 2007 ha aperto feroci discussioni interne alla coalizione per assoluta incompatibilità fra il testo legislativo e le intenzioni di una larga fetta dei partiti di maggioranza. Per non essere da meno, anzi per aggravare la situazione, la politica estera deposta nelle mani di un abile comunicatore quale Massimo D’Alema si è trasformata in un boomerang viaggiante a velocità doppia di un TAV – altro motivo di contesa -, finendo per dare il colpo di grazia a un coacervo impresentabile di posizioni, idee e volontà.
Qual è, allora, la sinistra? I DS liberal-socialisti? I Dipietrini? I Radicali? I Verdi? I Comunisti? I Cattolici anti-berlusconiani? Se tutti ricattano tutti e se il partito-guida fa la parte di un ubriaco al volante, la risposta rimane un mistero.

Forse la sinistra non c’è più, e sarebbe opportuno che i suoi stessi esponenti ne prendano atto mediante una drastica politica di drenaggio e, in certi casi, di commiato. Qualche buon esponente la sinistra già ce l’ha, ma non basta. Le serve linfa nuova, cioè un gruppo dirigente fresco e, possibilmente, credibile e compatto. Le serve una svolta finalmente socialista, che significa, in sostanza, non solo dire, ma anche fare qualcosa di sinistra. Necessita di un secco rifiuto delle logiche lobbiste, troppo spesso dai DS biasimate e altrettanto spesso accettate o, peggio, fatte proprie specie a livello locale. Scegliere Ottaviano Del Turco come Presidente della Regione Abruzzo, per esempio, vuol dire continuare a fare male a quella regione, già provata da gravissime connivenze politiche nel recente passato. La sinistra si deve rendere credibile, e mai lo sarà se continuerà a considerare unico buon motivo per stringere alleanze, l’esistenza di un nemico comune.
Le serve, ma questo serve più in generale al paese, una nuova e decente legge elettorale che, in ottica comunque proporzionale, persegua lo scopo principe di questo sistema, ovvero la rappresentatività. Tradotto: le “liste bloccate” vanno gettate nel macero. Al cittadino che vorrebbe Giulio e Sempronio in qualità di suoi rappresentanti, non si può imporre di accettare Caio e Tizio. Non solo, urge una consistente percentuale di sbarramento, che neghi la possibilità per i partiti-ombra, del tutto inutili anzi dannosi, di mantenere una sia pur minima rappresentanza parlamentare in grado di condizionare l'intera politica di un qualsivoglia governo.

Ad ogni buon conto, nell’immediato, la probabile scelta di Napolitano di ridare l’incarico a Prodi non convince. La maggioranza al Senato, se così si può chiamare, resterebbe quella che ieri non c’era, e coi DICO in agguato, considerando il verosimile no di Andreotti e dei tre senatori di Mastella, il problema sorgerebbe di nuovo.
Così lo stesso Mastella, astutamente, ha proposto di cancellare i DICO dall’agenda, perchè il Ceppalonide, in fondo, tiene alla poltrona come qualsiasi altro e non esita a sfruttare la crisi per fare il gioco suo e di qualche suo omologo con la tonaca. Delle tre l’una: o si sceglie di rischiare un’altra volta, o si cede all’ennesimo ricatto, o si cambia e si va a un governo tecnico. Ciò che in questo delicato momento rappresenta la soluzione migliore per la coalizione e per il paese non è chiaro.
Di chiaro c’è, però, che la sinistra, per prima e da sola, deve cambiare e lo deve fare da capo a piedi.

postato da Vincenzo Carusi
Commenti (3)
24/02/2007 da Vincenzo Carusi
ebbene
sulla legge elettorale vorrei dedicarci un approfondimento a parte, ma devo leggere bene alcune cose visto che avrebbe un che di pretenzioso per non dire presuntuoso :) E’ indiscutibile che vadano fatte alcune leggi fondamentali, e quella elettorale e sul conflitto d’interessi lo sono. Dovrebbero, però, cambiare prima di tutto gli uomini. Ecco perchè io speravo intimamente che Ciampi, prima di andarsene, mandasse tutti quanti a fare in culo. Uno della sua reputazione, secondo me, avrebbe dovuto osare molto di più, specie a fine mandato, con le parole, a costo di essere volgare. Che ne so: ”Fate schifo, l’Italia non vi merita” o cose simili. Ha preferito fare il presidente fino alla fine, però qualcuno con una storia personale simile alla sua certe cose dovrebbe dirle in pubblico, giocarsi la propria immagine.
Sull’IdV sono abbastanza d’accordo, perchè alla resa dei conti, quantomeno, si batte per la legalità. Però non so quanto crederci, alle belle intenzioni. Spero che Di Pietro, almeno lui, non ceda di un millimetro a nessuno, anzi: spero che metta il becco anche sulla riforma dell’ordinamento giudiziario che, guarda un pò, rallenterà il suo iter causa crisi di governo.
23/02/2007 da AndreaC.
Bene
Bellissimo articolo, acuto e intelligente come al solito. Unica piccola pecca: potevi parlare dell’effetto dell’attuale legge elettorale, che propone sbarramenti facilmente eludibili.
In secondo luogo direi che il programma dell’Idv, che voto (con pieno diritto di critica come suole ad ogni persona che sente di avere le mani completamente libere) è un una nullità assoluta. Ma alla prova dei fatti l’Idv dimostra di essere (per qualche verso) quella Destra moderata che manca all’Italia, e che io vado cercando da quando è morto Giolitti.
Scherzi a parte, si può dire tutto e il contrario di tutto, ma fatto sta che non si può cambiare maggioranza senza la legge sul conflitto d’interessi e la legge elettorale. Si è, come al solito, giocato prima e ancora non si è pensato alle regole del gioco. Berlusconi è più forte che mai, e i suoi lacché non mostrano cedevolezza, checché possa sembrare. La sinistra italiana risente dell’influsso della cultura berlusconiana per cui tutto sembra normale, quindi volemose bene. Le leggi vergogna sono ancora lì, la riforma TV sul modello BBC non c’è...manca tutto!
E Mastella, appena insediata ha ricattato la maggioranza con il suo pericoloso (per la sicurezza e per l’anticorruzione) indulto, neanche segnato nel programma.
Non c’è che dire, un bel quadretto da schifo.
Ma toccherà ancora una volta turarci il naso e sostenere questi nauseabondi allocchi, per non finire un’altra volta nel baratro.
Ecco, come diceva Montanelli, in cosa consiste il pericolo di regime.

Andrea Caso
23/02/2007 da francesco
sinistra...
la sinistra si è presentata sin dall’inizio senza un’idea compatta di governo.... una maggioranza risicata è stato solo il preludio a cio’ che poteva succedere.... ovvero questo...!

Lascia un commento
UNISCITI A NOI
Diventa collaboratore di vocedalbasso.com
Iscriviti e inizia a far sentire la tua voce
Dicono che Beeeeeeeeep è cattivo...
[26/10/2011] È senz’altro difficile formare una band, scrivere musica, girovagare per locali con la speranza che prima ...
intercettarsi un pò!
[7/10/2011] Mentre l'Europa fa conti su conti e cerca di tirare avanti, mentre la Grecia sprofonda ogni giorno di più, ...
Made in China
[14/9/2011] Finalmente si cominciano a vedere gli effetti positivi che un’ennesima saggia ed oculata manovra porta al nostro ...
D'Alema e i matrimoni gay, contestato alla Festa dell'Unità a Bologna
[14/9/2011] Tutto è iniziato con la pubblicazione su internet delle dichiarazioni che Massimo D'Alema ha rilasciato in occasione ...
Habemus manovram
[6/9/2011] Finalmente è finita! La manovra, non senza qualche inevitabile difficoltà, è stata definitivamente ...
Anche l'Europa contro la manovra finanziaria italiana
[2/9/2011] L'Europa se la prende col governo in merito alla manovra economica italiana e ai suoi relativi emendamenti. L'Ue pone ...
Voglia di gridare ''BASTA''
[1/9/2011] A volte viene voglia di gridare "BASTA". Da giorni infatti si assiste a schermaglie tra maggioranza e opposizione, tra maggioranza e parti sociali, tra magioranza e maggioranza. Tutto per ...
Estorsione ai danni del premier
[1/9/2011] Sono stati arrestati Giampaolo Tarantini, imprenditore, e la moglie, accusati di estorcere denaro al presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Ricercato è pure il direttore del'avanti Walter ...
L'altalena dei mercati
[31/8/2011] Ogni inizio settimana gli operatori di mercato si alzano dal loro letto e vanno ad affrontare il loro lavoro sapendo ...
La politica italiana nel caos
[31/8/2011] La politica italiana è davvero nel caos. La manovra finanziaria, e nello specifico le sue ultime modifiche, sono ...
... ma non chiamiamola censura!
[31/8/2011] A breve Max Laudadio, volto noto della televisione italiana, inviato di striscia la notizia, tg satirico in onda dopo ...
Incontro tra Bossi e Berlusconi: ""Silvio, ricuciamo?""
[29/8/2011] Oggi è il giorno decisivo per saperne di più sulla manovra finanziaria che uscirà infine dal parlamento. Infatti è previsto in giornata l'incontro tra Bossi e Berlusconi ...
Leggi anche...
09/11/2011
Sotto a chi tocca! Ma a chi tocca?
26/10/2011
Dicono che Beeeeeeeeep è cattivo...
07/10/2011
intercettarsi un pò!
14/09/2011
Made in China
14/09/2011
D'Alema e i matrimoni gay, contestato alla Festa dell'Unità a Bologna
06/09/2011
Habemus manovram
02/09/2011
L'Italbasket: buona la terza!
02/09/2011
Calciatori di serie A: che fa iniziamo a giocare?
02/09/2011
Anche l'Europa contro la manovra finanziaria italiana
01/09/2011
Voglia di gridare ''BASTA''
NEWSLETTER
Iscriviti alla Newsletter di vocedalbasso.com, riceverai ogni settimana il magazine con i migliori articoli pubblicati.
Email:
- Leggi i numeri inviati
HOME    |    Archivio    |    Redazione    |    Login    |    Iscriviti    |    Newsletter    |    Condizioni del Servizio    |    Supportaci    |    Contatti
Imposta come Home Page         Aggiungi ai preferiti