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14 febbraio 2007 Blood Diamond Recentemente molte illustre star del mondo del cinema, hanno deciso di realizzare film, per sensibilizzare alcuni problemi più o meno gravi, che incorrono nel mondo. Oltre all’acclamato “Traffic” di Steven Soderbergh, film del 2000 con tema il traffico di droga, il recente “Syriana” ha sollevato la questione sul conflitto mediorientale. Oggi Leonardo Di Caprio presta la sua immagine e il suo talento, ad un’ altra causa molto scomoda e delicata: il traffico illecito di diamanti dalle regioni africane. Il film è ambientato nel 1999: in Sierra Leone vige la guerra civile, uno schiavo di nome Solomon Vandy, addetto alla raccolta di diamanti, trova un diamante dalle anomale dimensioni e dopo aver nascosto accuratamente la preziosa pietra, riesce miracolosamente a scappare dai mercenari che lo controllano. La fuga però dura ben poco perché viene catturato e imprigionato. In prigione fa la conoscenza di Danny Archer, trafficante di diamanti senza scrupoli, che saputo della scoperta del suo nuovo “amico”, fa di tutto per convincerlo a recuperare la pietra. Nella missione, Archer farà la conoscenza di Maddy Bowen, una giornalista che gli solleverà dubbi sulla moralità delle sue azioni. La regia del film è curata da Edward Zwick, uno specialista di film d’avventura come “Glory”, o recentemente con “L’Ultimo Samurai” dimostra ancora una volta i suoi limiti: se la direzione degli attori è impeccabile, la coerenza tra regia e materiale narrativo è abbastanza incompiuta, anche se c’è da dire che la sceneggiatura è proprio il punto debole del film. La storia infatti si prefissava come obbiettivo primario la denuncia del traffico diamantifero, ma vuoi per l’alto tasso di azione, o per i clichè di cui è pieno il film(come lo scontato pentimento finale di Archer) risulta una storia piuttosto banale e incompleta. Il film però ha anche dei meriti. Come spesso accade nei suoi film, Zwick ha l’ottima capacità di ottenere il massimo delle performance dai suoi interpreti. Jennifer Connelly che interpreta Maddy Bowen, è molto convincente, Djimon Hounsou è straordinario nel delineare il suo personaggio, un ruolo che gli è valso la candidatura al premio oscar come miglior attore non protagonista. Gia eccezionale era stato in “Amistad” e nel “Gladiatore” qui l’attore di origini africane, da il meglio di sé soprattutto nelle scene drammatiche. Leonardo DiCaprio è sensazionale nel rappresentare uno spacciatore privo di scrupoli, ma in fondo con un pizzico di umanità che emergerà nel finale. Anche per lui nomination al premio oscar come miglior attore protagonista, anche se probabilmente la meritava di più per il suo ruolo in “The Departed”. Il film come detto è riuscito a metà, anche se ci si diverte guardandolo e si riflette su questo spinoso problema. Il divario tra le due cose però e troppo ampio. L’ago della bilancia, tende troppo verso il divertimento puro e semplice, i produttori speravano invece nella denuncia sociale. Una buona occasione andata male.
Michele Mori
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