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Estera | Italiana
Ha 'dda tornà il diritto
[05/02/2007 16.35]
Hanno parlato tutti, tranne uno: Napolitano, Prodi, Bertinotti, Pancalli, Petrucci, Matarrese, Melandri, i dirigenti, i giornalisti, show men & women, sociologi, psicologi, scrittori, tifosi, ultras. Di tutto: stadi sicuri, curve violente, società complici, giocatori istigatori, tv subdole, disagio sociale, rispetto, amore, odio.
I risultati di questo commovente dibattito si sapranno fra poco, nel senso che fra poco torneremo a parlarne per un altro episodio simile, per un altro morto, per altre guerriglie. Non cambierà niente, semplicemente perché all’Italia fa comodo che queste cose accadano. Salterebbero in aria, altrimenti, palazzoni di soldi e di affari che hanno trasformato lo sport nazionale in una bestiale rappresentazione dell’umana idiozia.
Ma non c’è solo questo, ovviamente: un paese che riesce a intitolare, per mano dei suoi rappresentanti, una stanza del Parlamento nazionale a un ragazzo che un giorno partì per Genova con l’intenzione di fare guerriglia e che si trovò morto proprio a causa della guerriglia e viene tuttora celebrato come un eroe dei due mondi, non è un paese normale e soffre, evidentemente, di problemi serissimi e laceranti.
Questi problemi vanno affrontati, ma non all’italiana, perché l’Italia è il paese, oltre che di Pulcinella, degli indignati, dei minuti di silenzio e nient'altro. Sarebbe stato troppo impopolare (quindi, per la massa, populista), sospendere i campionati di calcio a causa dell’assassinio barbaro di un dirigente di terza categoria. Licursi? Chi è ‘sto carneade? Che ce ne frega? Noi abbiamo da giocare. Se la vedessero loro, in Calabria, coi loro delinquenti, qui ce in ballo lo scudetto, il primo scudetto pulito dopo diciotto anni; c’è in ballo la zona Champion’s che mette in palio una tonnellata di euro; ci si deve salvare perché l’anno prossimo la serie B, se non ci saranno più Juve, Napoli e Genoa, non beccherà un soldo bucato.
Il problema va affrontato secondo diritto. Parlare di giustizia è l’esercizio più inutile che l’umanità porti avanti da quando è nata. La giustizia non esiste e non è pessimismo cosmico. E’ che un uomo non può materialmente far rivivere un altro uomo, non può restituire alla Terra esseri che biologicamente non esistono più, non può rifondere un pensionato risparmiatore coi milioni che ha perso per mano di un imprenditore criminale, perché prima di lui vengono coloro (banche e altri imprenditori) che possono vantare crediti privilegiati, roba che con gli interessi vuol dire miliardi, e quando toccherà al pensionato i soldi dovrà darli lui al criminale.
Allora che giustizia si può fare? Applicare la legge, il diritto, l’equità, non gettare alle ortiche secoli di evoluzione dottrinale e di cultura giuridica, di guerre civili e di Costituzioni. La legge dice fin troppo chiaramente che chi uccide un uomo va rinchiuso in galera e in certi casi non ne deve uscire mai più. In Italia, questo non succede.
I soldi, quelli che secondo il governo di turno non ci sono e che quindi vanno gentilmente spillati dalle tasche dei lavoratori, vengono investiti, da noi, in opere pubbliche fatiscenti, inutili, dannose, orribili e puntualmente non completate. Perché? Perché gli appalti di queste opere pubbliche profumano di soldi, di capitale, di interessi, di tangenti, di insabbiamenti, di giudici che chiudono uno, due e a volte tre occhi, di politici delinquenti che fanno il bello e cattivo tempo. Alla città serve un parcheggio sotterraneo? Va bene, iniziamo i lavori, contrattiamo con chi di dovere, aspettiamo che ci passi sottobanco qualcosa, dopodichè, se il parcheggio ci sarà o no, non è importante. Le case farmaceutiche ci ricattano perché hanno in mano la sanità regionale? Ok, lasciamo che gli ospedali pubblici muoiano, e pazienza se con loro muoiono anche i degenti, l’importante è che chi deve operarsi lo faccia in quella casa di cura privata perché al titolare abbiamo promesso tante di quelle cose che se non manteniamo la parola lui non ci fa rieleggere.
Poi, quando i cineasti alla Veltroni visitano le carceri e scoprono che ci si vive malissimo, al limite dell’umano, scoppia il problema delle carceri. Che fare? Costruirne di nuove no, perché i soldi li abbiamo dovuti spendere per quel contratto di appalto. Facciamo un bell’indulto, e chissenefrega se usciranno di galera anche persone come il mostro di Foligno che ha ucciso due ragazzini. Tanto qualche sociologo farà il nostro gioco. Infatti: il mostro di Foligno ora legge Kafka, quindi ha capito e merita la libertà.
Invece non la merita. Due omicidi premeditati, con l’aggravante, per uno di essi, della violenza sessuale che già di per sé dovrebbe bastare a schiaffare il reo in galera per qualche decennio, in qualunque paese cosiddetto civile non lasciano speranze di luce al colpevole per l’eternità, sia che egli provi a redimersi leggendo Kafka sia che lo faccia guardando “L’onorevole con l’amante sotto al letto”.
Tornando al calcio che, comunque, non è il problema principe dell’Italia, dopo i mondiali, due parole d’ordine cavalcavano l’onda dello sdegno: “chi ha sbagliato paghi” e “no amnistia”. Giusto, ma per ben altri motivi che non gli arbitri appecoronati. Stavamo parlando di un sistema sportivo ormai logoro perché concepito dai sedicenti mecenati dello sport come una fogna di scarico dei soldi sporcati altrove, che commetteva reati a profusione coperto dall’assordante silenzio della politica complice e della magistratura, che alla fine si mordeva la coda. “L’avversario è storicamente aiutato dagli arbitri allora io falsifico i passaporti”; “tu falsifichi i passaporti allora io gli arbitri comincio a chiamarli al telefono per assicurarmi qualcosa”, “tu chiami gli arbitri allora io falsifico anche i bilanci”, “mentre voi fate tutto questo io falsifico le fideiussioni e spalmo i debiti in tot anni così non fallisco”; “ah, è così? Allora perché avete fatto fallire noi mandandoci in C2? Facciamo così: ci fate tornare in B saltando la C1, poi noi torniamo da soli in A e se non vi sta bene anche noi faremo qualcosa per tutelarci, perché con noi in serie A, io venderò più scarpe ai toscani mentre voi farete camminare le macchine torinesi con le gomme milanesi. Siamo tutti imprenditori, no? Fra di noi ci si capisce; i piccioli servono a tutti quanti e non li possiamo perdere”. “Ah, fai il duro? Allora ti rimandiamo in B”. “Ah, sì? Io vi scateno la piazza, picchieranno qualche fotografo, marceranno su Roma per far valere le nostre ragioni e ci rimanderanno in A”. Così è andata e pare che alla fine sia stato bene a molti, quasi tutti.
Gli interessi finanziari si intrecciano fatalmente con un altro grosso problema. Il reato soffre di stress, è stanco e fuori forma. Va ringiovanito, gli serve un lifting. Così le regole sono state riposte nel cesso perché di ostacolo alla nuova dottrina penale secondo cui la vittima del reato è il reo, perché la società non lo ha aiutato a capire. La persona offesa di un omicidio è l’assassino, quella di un furto è il ladro, quella di un falso in bilancio è il falsificatore che deve difendersi dagli sciacalli quindi delinque a sua volta.
Picchiare un fotografo, per esempio, non si potrebbe fare, ma se serve a far tornare in serie A una squadra, chi picchia a sangue viene arrestato, chiama un avvocato, poi patteggia ed esce dopo pochi minuti con una condizionale appiccicata sul cappotto, perché, in fondo, non è che sia così pericoloso, era esasperato dalle ingiustizie del calcio, non è riuscito a tenersi a freno, o magari era un disagiato sociale, non si rendeva conto, non aveva altro da fare perché questo mondo non offre via di scampo ai disagiati.
Nossignore, non va bene così. L’anno scorso, un ragazzino di Ascoli entrò al Del Duca a cinque minuti dalla fine con un razzo nautico dentro le tasche del giubbino, lo sparò a fine gara da curva a curva e per poco non uccise una donna di Fano che aveva l’enorme colpa di tifare Sampdoria. Si scoprì, poi, che egli, il disagiato sociale, era un figlio di papà, ma invece di rinchiuderlo per qualche mese dietro due sbarre egli uscì, processato alla buona dal Tribunale dei minori in quanto minorenne e da disagiato figlio di papà continuerà ad usufruire dei benefici di una vita da figlio di papà.
Se vogliamo fare giustizia, cioè applicare il diritto, il figlio di papà non lo si può considerare un disagiato sociale, non merita attenuanti di nessun tipo, anzi: in certi casi esiste l’aggravante dell’aver agito per futili motivi. Invece niente, anche un miliardario è un disagiato sociale e va capito.
La nuova teoria del reato sembrerebbe suffragata dalla lettura dell’art. 27, comma III, della Costituzione, secondo cui la pena deve tendere alla rieducazione del condannato. Invece, questa norma è puntualmente strumentalizzata da una politica trasversale (che va da Ferrando ai Casinisti) al fine di giustificare le disfunzioni del sistema globale. C’è un piccolo dettaglio che i cosiddetti garantisti-innocentisti non prendono in considerazione: il dettaglio che il povero disagiato sociale, meglio conosciuto in società come mariuolo, in certi casi getta nella disperazione una famiglia e che l’ordinamento prevede a chiare lettere che chi distrugge la vita altrui non può che finire in galera e lì deve essere rieducato: non ai giardini pubblici o allo stadio o ai concerti di Laura Pausini, ma in galera.
Allora torniamo da capo. Le famiglie (anche di fatto) che soffrono e piangono lo fanno in silenzio, perché soffrono sul serio e chi ha l’anima distrutta non fa casino perché non ne ha la forza. In Italia, chi non fa casino non fa testo. Ricordiamo l’episodio di Enzo Baldoni. Questo giornalista fu ucciso in Iraq poco dopo il suo rapimento, il 26 agosto 2004. Non ci fu, quindi, neanche il tempo di intavolare trattative con i rapitori, cioè di rastrellare il denaro sufficiente per lasciarlo andare come invece è successo con i tre compagni di Quattrocchi, con le due Simona, con la Sgrena. La famiglia si presentò davanti ai microfoni, due parole due, poi si rinchiuse in sé stessa a piangere. Non fece casino, non mobilitò la piazza, non aprì bocca per commuovere. Risultato: lutto al braccio di italiani e iracheni nella partita più predestinata della storia del calcio, in quel di Atene Olimpiadi 2004, e di Baldoni oggi non ci si ricorda più.
Le vittime (quelle vere, cioè i morti, gli stuprati ecc…) non fanno casino, non fanno vendere, non alzano gli indici di ascolto. Ecco perché bisogna “cambiare vittima”. Raciti, da oggi in poi, sarà morto e basta. Non potrà più parlare né far parlare. Parlerà la terza camera parlamentare di Raiuno e gli avvocati dell’assassino, a loro modo: incapacità di intendere e di volere, attenuante della provocazione perché quand’era piccolo un poliziotto lo multò ché viaggiava in motorino senza casco, disagio sociale: magari è figlio di un cardiochirurgo di Catania che non gli ha insegnato il rispetto del prossimo, impegnato com’era a salvare una vita in ospedale, attenuante dell’aver agito in preda al panico, perché era in mezzo a una folla di pochi criminali e ci si è ritrovato, poverino, e non si è reso conto di ciò che faceva. La moglie e i figli di Raciti, come quelli di Licursi, come quelli di ogni morto ammazzato, invece, si rendono conto fin troppo di ciò che è successo, ma non faranno casino e non serviranno più.
La società democraticamente omologata fa finta di indignarsi perchè alcune nullità viventi vanno allo stadio per inneggiare a una guerra civile, per esporre svastiche, per cantare e scrivere offese contro i morti, in barba alla sconosciuta locuzione “parce sepulto”. Ma si ferma lì, senza che nessuno, incluse le società di riferimento di quei tifosi, inclusi i giocatori che continuano ad alzare saluti romani e pugni chiusi, muova un dito per denunciarli e spazzarli via. L’eroe non è chi muore nell’adempimento di un dovere; l’eroe è il delinquente a cui un attaccante dedica una maglietta dopo il gol, il genitore che ammazza il figlio e diventa scrittore, il terrorista che si affranca dagli anni di piombo e diventa professore. Chiamiamo eroi la feccia della società.
Allora, cosa ci vogliamo aspettare da questo paese? Un paese la cui capitale è per qualche metro quadro appartenente ad un altro Stato sovrano, che pare consideri un crimine non sposarsi o divorziare. I suoi rappresentanti tolgono i sacramenti, rimproverano e minacciano di peccato mortale chi si tromba un uomo o una donna sposati, allungano il dito inquisitorio se ci si azzarda a considerare un uomo sposato e adultero di pari dignità di chi non è sposato eppure ha cura dei propri figli e li educa a comportarsi bene e ad andare allo stadio per divertirsi senza insultare l’avversario e senza tirare razzi nautici. A chi spezza le famiglie (quelle fondate sul matrimonio), a chi parte da casa per uccidere un altro uomo, promettono invece che in caso di pentimento, di ostie non gliene daranno una, ce lo faranno ingozzare.
Cosa vogliamo da un paese che, per mezzo dei terroristi mediatici stile Sandro Piccinini, dà ancora la parola agli ultras chiamandoli controparte (!!!), permettendo loro di dichiarare che un poliziotto, per dieci euro di straordinario, si deve aspettare di morire perché il calcio è una guerra?

postato da Vincenzo Carusi
Commenti (25)
15/02/2007 da Vincenzo Carusi
certo
So che la mia è solo utopia, ma se la cosa partisse dai giocatori (altra utopia) sarebbe possibile far ritornare il calcio ad essere soprattutto uno sport. La morte di un poliziotto è stata solo un evento ulteriore e fortuito, nel senso che ciò che è successo a Catania sarebbe potuto benissimo succedere, per esempio, a Napoli in occasione di Napoli-Verona. In quel caso non si sa cosa fu trovato in possesso degli ultrà napoletani: bombe carta- bombe molotov, petardi, bastoni e chi più ne ha più ne metta. Fosse successo a Verona, avremmo sentito i soliti lamenti ipocriti: sono sempre loro, sono razzisti, sono anti-meridionali. Punendo a dovere qualunque tentativo eversivo nel momento in cui va fatto, cioè dopo ogni singolo episodio del genere, sarebbe già un passo avanti. Ripeto, però, che il problema è sfaccettato e va risolto a livelli diversi. A livello calcistico, mi auguravo una mossa concreta dei giocatori, che non ancora c’è stata. Comunque fa piacere anche a me vedere le papere di Cannavaro :)
14/02/2007 da AndreaCaso
Poliziotto morto
Non hanno chiuso gli stadi per un poliziotto morto. E’ che i bagni non erano in regola con la nuova legge. Nel paese della legalità le regolamentazioni dei cessi sono al primo posto. Ecco perché ci occupiamo di calcio.
14/02/2007 da Riccardo Ga
sI puo chiudere???
Ma si ti pare che si possa chiudere il calcio per un poliziotto morto? ma Nn scherziamo.Allora torniamo a casa dall’Iraq per un americano morto? Allora chiudiamo un cantiere se muore un operaio? Allora andiamo a pezzi tutti. Piuttosto chiudiamo le curve. MA non chiudiamo il calcio. Come faccio a vedere le prodezze di Rooney o le papere di Cannavaro?
13/02/2007 da Vincenzo Carusi
ciao
C’hai ragione al 100%, purtroppo però c’è gente che non lo concepisce più come un gioco e gli stessi calciatori fanno poco o niente per farlo tornare tale. Io speravo vivamente che Maldini, Costacurta, Del Piero, Peruzzi, i ”vecchi” insomma, lanciassero un segnale devastante in questi giorni. Non le solite parole di rito del tipo ”no alla violenza”, ma qualcosa di più drastico. Che so, ”scioperare” ma non contro le porte chiuse, bensì contro la violenza, le polemiche, i ”Controcampo”, i cantori del nulla della domenica sera. Farli restare senza argomenti per un annetto circa, insomma. Gli unici che possono rianimare il calcio sono loro, con i fatti, però. Se non si muovono loro non cambierà mai niente, perchè loro per il sistema sono macchine da soldi e nessuno dei dirigenti li considera sportivi che offrono uno spettacolo. Nessun cittadino gode del diritto di vedere una partita alla domenica, il calcio non è un diritto. Stando fermo, l’unico diritto è il rimborso degli abbonamenti. La Scala è stata chiusa per parecchio tempo per lavori, il calcio si può chiudere allo stesso modo. Si farà qualcos’altro, la domenica.
13/02/2007 da Silvia Saccomanno
Ridimensionarsi
Il fatto che tanta gente si raccolga con tutta questa passione attorno ad uno sport è veramente bello, positivo...
Magari le persone dovessero discutere animatamente solo quando si parla di sport...il fatto è che il ”calcio” nello specifico ha un tantino superato il limite.
Per quanto si possa amare una squadra, per quanto si voglia sostenerla anche contro attacchi ingiusti o comportamenti sleali...bisognerebbe sempre tenere a mente che si tratta di un gioco, di uno sport.
Capisco anche il giro di soldi che aleggia dietro un campo verde, ma a volte mi fermo a pensare...strano, ma è così, e vedo:
Un calciatore strapagato che dopo una partita, in cui magari ha anche perso, torna a casa serenamente e scopa con la velina di turno mentre per strada un branco di gente impazzita si prende a sprangate in bocca.
Forse le persone dovrebbero rallentare un pò, ridimensionare il tutto e iniziare a guardare le cose da un’altra prospettiva.
Perchè finché si gioca e si scherza va bene, ma quando addirittura si arriva a privare una bambina del padre...

08/02/2007 da Vincenzo Carusi
bruuejj
Allora: sono comunque dell’idea che ognuno risponda delle proprie azioni, anche un minorenne che non è decerebrato solo perché ha diciassette anni e mezzo invece di diciotto. Chiaro che gli ultras fanno casino da soli, ho scritto spesso anche alla Gazzetta su questo argomento, e sono state le uniche volte in cui hanno apprezzato oltre a quelle in cui parlavo male della Juve :) :(.
Piccinini però è stato a dir poco indelicato. Il diritto di cronaca non significa consentire a un ospite di dire puttanate o di minimizzare un evento tragico. Il problema è che dirige un teatrino patetico che, se da un lato sembra una bettola di ubriaconi, dall’altro si spaccia per testata di approfondimento. Il suo celebre “puntata speciale di Controcampo” è speciale, per lui e per il Mentana di “Serie A”, perché c’è da far vedere sessantotto errori arbitrali che poi con la moviola, fra indecisi e contrari, si riducono a due. Mettici che come ospite fisso chiama un altro venduto, un ex arbitro che pare non vedere l’ora di sparlare dei suoi ex colleghi…Così i tifosi di certo non si placano, però poi ci viene a raccontare la storiella che il calcio è esasperato, chissà da chi... Con quella sua faccetta pura da intellettualoide delle ripartenze e dei fuorigioco di rientro, di calcio non parla mai. Però tiene lezioni di giornalismo per gli inquirenti. Mah, W Tonino Carino.

08/02/2007 da Suonatore
Punto.
concordo con Dario. Nella mediocrità Piccinini è in mezzo...su Travaglio passo.Nella mediocrità lui si eleva ma nulla d più. Ricordate che più si va controcorrente più si scopre che si è più in corrente di altri..
08/02/2007 da Dario
...
Vinz...c’è una cosa che non capisco...ho una certa difficoltà a credere che il giornalismo (tra cui Piccinnini) sia capace in quanto tale a scatenare odio o quant’altro. Io penso che gli ultrà facciano quello che fanno a prescindere dalle trasmissioni sportive, quale che ne sia il livello. Francamente non trovo poi così scandaloso permettere a un ultrà di comparire in un pubblico dibattito...anche loro hanno le loro, vere e supposte che siano, ragioni, e hanno diritto in quanto tali di essere ascoltate come quelle di altri. Su Piccinnini non capisco il tuo fervore...io l’ho sempre detestato ferocemente...ma il suo modo di fare giornalismo si piega a logiche un po’ generali, presenti in tutta Italia. Di Travaglio,purtroppo(in Italia)ce n è solo uno.
08/02/2007 da Vincenzo Carusi
mmmh
Preferirei scambiare due chiacchere sul calcio con te. Nè con Biscardi perchè non ci capisce niente, nè con Piccinini perchè, torno a dire, fomenta l’odio che poi gli ultras politicizzati sfogano agli stadi., dice un terzo della verità ogni volta, lascia che i suoi ospiti sparino cazzate senza contraddirli, fa il De Filippi con l’aggravante. Nel suo ultimo libro, Travaglio spara a zero sui giornalisti maggiordomi (Vespa, Floris & co.), che ospitano i politici ma non fanno i giornalisti. Se incontro Piccinini prima di tutto gli chiederei questo: se si considera un giornalista o un anchorman (trad. ancora uomo) da talk show.
08/02/2007 da Suonatore
LANDO
Lando avresti quasi ragione se non fosse che in determinate curve il razzismo e l’intolleranza verso colui che è diverso sono in voga. Nella curva dell’Inter sono nati ( come diceva il corriere ieri) gruppi eversivi come Zona Nera e altri. Mieli dimentica che all’interno della curva Nord è nato il fronte Skin di tutta la Lombardia come in quello di Verone è nato il Fronte sKin heads Veneto. Tutti gruppi molto organizzati con centinaia di iscritti e che almeno nei loro capi riflettono determinate ideologie.E’ vietato sventolare svastiche ecc. ma ciò non vuol dire che non sia presente in certe curve elevati livelli di politizzazione.
Lando è chiaro che sicuramente tutti non hanno letto Evola Junger Mishima o Brasillach, ma certe idee solidaristiche fra simili e social corporative sono comunque presenti. Il fenomeno Destroide alla stadio è presente e va di moda solo per una ragione: certe volgari iniziative di estrema destra vanno a braccietto con l’ideale ultras di odio verso chi è diverso e di ”Comunità di spiriti liberi” che tanto piaceva a molti evoliani di Avanguardia o terza posizione. Poi ovviamente si è cavalcato come su ogni cosa.
Vincenzo su Piccinini io sono un pò meno drastico.Seguo il calcio da parecchi anni anche se ne ho solo 23 ora ma ti dico che ci sono elementi peggiori. Mazzocchi, Volpi, Ravezzani e combricola varia, Biolchi quando faceva diretta stadio e alcuni elementi alla Corno o alla Crudeli. Piccinini forse non ti piace perchè vuole apparire quello che non è, ma diciamocelo.Preferiresti andare a fare due chiacchere di pallone con Piccinini o Biscardi?
un Saluto
08/02/2007 da Vincenzo Carusi
x il lando
Guarda che sono d’accordo al 200%. L’esempio di delinquenti destroidi che ho fatto riguarda le svastiche. Quando ho parlato di chi inneggia alla guerra civile mi riferivo ai livornesi durante Italia-Croazia dello scorso agosto (non sono gli unici, ma mi riferivo a loro). Dei fasci non ho paura così come non ho paura dei pugni chiusi. Sono loro che dovrebbero avere paura delle istituzioni, ma poiché le istituzioni sono peggio di loro, si ritrovano la via spianata. Per esorcizzare il tuo timore, leggi anche il mio commento “chissà” a fondo pagina.
07/02/2007 da il lando
piccolo comento antipatico
Piccolo appunto di un ignorante che non ha neanche letto tutto il tuo articolone (davvero ben fatto):

da buon montanelliano vedo un pò troppa paura dei fasci e della destra mussoliniana, un tremore di un tempo che fù che il giornalista aveva sempre.
No accanirti sull’ignoranza popolare cogliendo dal cesto esempi Casualmente destroidi. Ci sei mai stato allo stadio???
I pezzi di merda che fanno casino non sono fascisti..o almeno non sono solo loro... Omologarli secondo un criterio politico mi sembra scorretto. Sono di bologna e ti assicuro che è pieno di cacche rosse che tirano bottigliette nei posti laterali dove ci sono bambini. Chi scrive ”morte allo sbirro” non ha la foto del Duce in tasca.


07/02/2007 da Suonatore
PER ANDREA
Non volevo essere cosi noioso. Erano solo battute.Certo che non si può dire nulla eh..
A parte che se Berlusconi guadagna voti a me non interessa nel senso che io mi mettevo solo nei panni del Cav.
Per quanto riguarda la censura da un punto di vista moral-giornalistico hai perfettamente ragione.Ci sono stati tanti studi promossi da vari think-thank americani ( Cato-Aei e un’altro che non ricordo) che analizzando il fenomeno Berluscononi hanno fatto una dettagliata analisi costi-benefici della censura degli uomini di Stato sulle Tv. Risulta assai negativo limitare la visione di certe trasmissioni per coprire dei propri interessi . E’ una specie di Laffer al contrario.Dimostrando che la parzialità del programma favorisce il danneggiato e svilisce il danneggiante, risulta molto interessante vedere questa inversione proporzionale di stampo economico-politico. Ricordo solo che per fare dei casi italiani, nel 2001 la vittoria del centro-destra è stata favorita oltre che da Rutelli anche da Santoro e da Luttazzi.( Sondaggi alla mano si è dimostrato la tendenza verso il centro destra dopo una serie di trasmissioni chiamiamole di ” parte”). Con questo non voglio dire che non hai ragione. Anzi.CI mancherebbe che uno censuri per interessi di altri.Dico solo che l’analisi è un pelino più complessa anche per il mio povero inglese. :-))) Un’autore che parla di questo è anche il buon Stille in Citizen Berlusconi mi pare.
Mettendomi nei panni di Berlusconi ti posso anche dire che Vespa è assolutamente parziale, e anche da questo punto di vista ci sono stati studi sul metodo inusuale diciamo di Vespa nel condurre Porta a Porta. Ovviamente Vespa è chiaramente Berlusconiano e anti-popolare.Chi non ricorda i commenti dopo la nascita dei popolari con Martinazzoli. Chi non ricorda le uscite sulla virata a Destra di Buttiglione e Casini? Vespa è furbo, forse troppo per qualificarlo come democristiano. Per quanto riguarda Ballarò sinceramente Floris mi sembra abbastanza bravo. Ballarò è meno interessante.Anche qui spero non ci siano problemi sulla differenza Floris - Ballarò.
Un saluto.
07/02/2007 da Vincenzo Carusi
Giuliani e Piccinini
Il filmato lo vedrò. Già oggi, comunque, sappiamo tutti che bisogna elevarsi a un certo livello per meritare riconoscimenti pubblici come un’ Aula Giuliani. Suo padre, appena morto, ci mancava poco che lo disconoscesse, l’anno seguente il figlio era già un martire. I martiri sono altri. Massima pietà per i morti, ma nulla di più.
Su Piccinini avrei da dire un’altra cosa: non riesco proprio ad accostarlo alla De Filippi. E’ vero, il pubblico fa la Tv e non viceversa, per cui spero che dal 50% gli ascolti di Controcampo scendano fino a sottozero. Però, a differenza del signor De Filippi, Piccinini fa sfoggio di sapienza, di cultura generale e sportiva, cose che non ha mai avuto a differenza del padre. Soprattutto fa l’ipocrita di mestiere: ha mangiato, bevuto, sbavato e, spero per lui, fumato insieme a Moggi per decenni, come tutti del resto. Quando la bava gli è arrivata sopra il livello di guardia, Moggi ha pensato bene di scomparire, così Piccinini gli ha fatto processi mediatici e campagne d’odio per sei mesi. E’ più viscido di un litro d’olio, ma purtroppo chi dovrebbe farlo tacere, cioè l’Ordine professionale a cui appartiene, non muove un dito.
07/02/2007 da Andrea C.
Chi ha mafiato?
Il Cav. ha fatto male a censurare, e se censura di più perde voti...ho capito bene?

Quindi significa che

a) Sei contento che Berlusconi guadagni voti
b) Censurando meno si prendono più voti

Spero di aver capito male...:)

La prima è un’opinione, per quanto strampalata. Vabbeh, rivogliamo Berlusconi?
La seconda, passami il termine, è palesemente un’idiozia. Se uno censura lo fa per un interesse, e non tanto perché è un buontempone. Censurando si coprono i fatti. E i fatti parlano. Male.
Quindi chi censura lo fa per non far sapere agli altri quello che combina. Semplice, banale, ma è così.

E poi che c’entra il discorso sinistra, centro, destra?
Vespa è un pessimo presentatore non perché è berlusconiano (tra l’altro non è vero), ma perché è l’uomo diversivo per i fatti scottanti. Santoro non dovrebbe comparire di più in TV perché è di Sinistra, o robe di questo tipo, ma perché i suoi programmi informano e non fanno le tribune politiche. Ballarò e Floris sono insopportabili, a mio parere.
Mi sono spiegato?

Andrea
07/02/2007 da Suonatore
PER ANDREA
hai ragione sulla mafia. Ha fatto male a censurare tutto il Cav. Anche perchè meno censura, meno c’è confronto a suo sfavore e più guadagna voti. Direi meno Vespa e più Santoro o Annunziata. Non dico Ballarò perchè ormai è al ”centro..
07/02/2007 da Suonatore
Punto.
facciamo vedere cose in tv ben + gravi di un ultras incappucciato.E se non basta la tv c’è internet. Ma vi pare che ci possiamo indignare per un banale ultras che dice che non risponde se prova pietà per un poliziotto? Non scherziamo. Teniamo le indignazioni per cose ben + gravi.
Non condivido la critica a Piccinini come non condivido un’eventuale critica alla De Filippi. E’ il pubblico che crea la tv ( purtroppo)..Piccinini fa quello che gli dice la gente e la gente lo guarda per quello anche se gli ascolti sono dimezzati rispetto all’anno scorso. Mughini è intelligente ma dice cavolate. Lo pagano per questo però. Lo farei anche io Tu no?
. Quindi come vedi non mi stupisco di niente. Come dici tu è L’ITALIA.( Durante i mondiali su abc c’era Lalas che commentava i mondiali...W USA)


07/02/2007 da Dario
povera patria...
l’Italia è sempre stato un paese torbido, popolato da gente torbida. Il passato(stragismo di stato, BR, finanza vaticana, DC, PSI PCi etc etc) non è meglio dell’oggi. Non cadiamo nell’errore di ripensare ’ai bei tempi andati’, perchè anche nell’Italia ingenua degli anni 50-60 c’era la mafia e c’era la corruzione e c’erano le speculazioni edilizie che hanno annientato quello che era il paese più bello del mondo. Siamo noi a essere fatti così. Il calcio è solo un aspetto che riflette una realtà ben più tragica. Aggiungo anche che il fenomeno ultrà non lo ritengo peggiore certo (anzi) del fenomeno dei presidenti corrotti e dei bilanci truccati.
siamo un popolo torbido, ambiguo,profondamente ipocrita, cattolico nel senso più degenere, che considera la furbizia un merito, e non una colpa(nelle società protestanti invece il lavoro è sudore e l’onestà è ripagata a livello sociale ed è strumento di esaltazione spirituale).
Io penso che andarsene via non sarebbe affatto una sconfitta..ma un modo per respirare aria più pulita. Nei paesi anglosassoni (U.S.A. escluso, per altri motivi), in quelli scandinavi,in Giappone (faccio esempi) l’etica è una cosa seria, la società funziona, i sistemi sanitari e previdenziali funzionano, e non c’è un papa che mi rompe le scatole ogni giorno mentre cerco di consumare in santa pace il pranzo o la cena).
riguardo però Giuliani...ti consiglio di vedere un documentario della Comencini (Carlo Giuliani, ragazzo, lo trovi su you tube anche, credo)...secondo me sul caso Giuliani vanno dette alcune cose che forse si sanno poco.

07/02/2007 da Vincenzo Carusi
chissà
Per Andrea: il PM di Catania si è indignato della puntata di Controcampo che sembrava porre sullo stesso piano polizia e ultras. Piccinini ha risposto che ha semplicemente fatto il suo dovere di giornalista. Conoscendo il gionalista Piccinini non mi sono stupito della definizione di controparte, Controcampo vive grazie all’odio che fomenta lui, insieme ai semi-ultras Dotto, Rossi, Ferri, Canalis (!?&%$£). E’ un bar della stazione vestito da studio TV, andrebbe raso al suolo, ma ha il diritto di parlare quindi sparla. Sì, funziona un pò come funziona la TV del contraddittorio obbligatorio, anche se una delle due parti è un mafioso. In Italie c’est plus facil.
Per il Suonatore: anch’io mi auguro che cambi qualcosa, ma non ci credo perchè gli uomini che governano il calcio saranno gli stessi che hanno contribuito a ridurlo così. Tu affideresti un paziente ferito a colui che l’ha ferito? Io no e spero che Amato non abbia pietà per nessuno; da Matarrese a Moratti devono tacere possibilmente per sempre. Nella Melandri alias Gabriele Paolini della Nazionale non ci spero per niente.
In quanto agli ultras, io faccio il mea culpa per non averne parlato prima, perchè qualche volta in curva (di varie squadre) ci sono stato e mi sono venuti puntualmente i brividi. Il bello è che si insultano a morte, ma quando tocchi uno di loro diventano tutti amici e solidali. Pare che chi ha ucciso a Catania fosse “esponente” di Forza Nuova, voglio vedere adesso, se è vero, gli ultras bolscevichi del Livorno quale bersaglio sceglieranno di insultare: il poliziotto o il fascista. Allo Stato non deve importare niente che gli ultras siano vittime della perversione, cioè gli dovrebbe importare prima, in modo che allo stadio non ci arrivino per nulla. Quando i buoi scappano vanno comunque acciuffati e rispediti nella stalla.

07/02/2007 da Suonatore
Punto.
Si sa come è fatta l’Italia. Avrei qualche dubbio sul ” nn si farà nulla”. Mi sa che qualcosa cambierà...( me lo auguro)..Il calcio non è un gioco ( Sconcerti), e purtroppo la logica del profitto ha preso il sopravvento sui campi d’erba e sugli schemi Sacchiani. Ma da questo a demonizzare tutto il sistema c’è ne passa.Ricordiamo che la polizia è il braccio armato dello Stato, e non delle società E ricordiamo che gl ultras sono violenti in quanto vittime della perversione e dell’inconscio, e non in quanto tifosi.E ricordiamo pure che c’è una competizione globale da onorare per cui bisogna essere al passo del Barcellona, o del Manchester, o del Chelsea. Non mi stupisco se è meglio comprare Ronaldo rispetto ad agevolare la costruzione del quarto anello. Non mi stupisco se compriamo Wihlemsson piuttosto che aumentare gli Stewart allo stadio. Mica siamo in uk o negli U.S.A. vuoi tutto? illuso.
07/02/2007 da AndreaC.
La controparte...
Non ho seguito la storia della ”controparte” di cui tu parli alla fine dell’articolo ma questa storiella ricorda tristemente la censura delle puntata sulla mafia in piena era berlusconiana, quando la puntata in questione fu soppressa perché mancava il contradditorio. Cioè Riina?
E pensare che c’è gente che continua con una laconica certezza ad affermare che tutto ciò è legittimo e plausibile. Assolutismo in chiesa e relativismo per lo Stato. C’est l’Italie!
06/02/2007 da Mario Mazza
omonimia e omologia
Ciao omonimo! Cavolo, oltre all’omonimia anche l’omologia! Era solo per specificare che siamo due Mario diversi, ciao ;)
06/02/2007 da Mario
Bello
Lungo, ma ne valeva la pena.
06/02/2007 da Vincenzo Carusi
non lo so neanch’io
grazie dei complimenti. In effetti sono stato lungo, ma non sono riuscito a scrivere di meno perchè i pensieri venivano a getto continuo. Ti faccio l’in bocca al lupo per l’avventura, la terza categoria è un ambientaccio specie perchè ci giocano un sacco di persone alla soglia dei quaranta, represse perchè non hanno sfondato, e maleducate verso gli arbitri che considerano come maggiordomi al loro servizio. I giovani spesso vengono tritati dalla loro violenza anche verbale. Non so quale sia la soluzione dei mali, ovviamente. Falli comunque rigare dritti, mi raccomando :)
05/02/2007 da Mario Mazza
che futuro mi attende?
Devo dire che non volevo leggere il tuo articolo, dato che è lughetto. Poi però mi sono dedicato questi 10 minuti, e devo dire che ne è valsa davvero la pena. Mi è piaciuto tantissimo quello che hai scritto e come l’hai scritto. Schietto, arrabbiato e riassuntivo. Grazie davvero per aver aperto l’articolo con Licursi, un morto ”di terza categoria”, poveretto, non si è potuto nemmeno permettere di essere un morto di serie B. Ti dico grazie perchè tra un paio di settimane diventerò arbitro di calcio, e il mio futuro sarà proprio in terza categoria.
Niente guardalinee, quarto uomo, servizio d’ordine e, se va bene, niente tifosi. Se va male gambe levate e correre!
Concordo pienamente che la prima cosa da fare non sono nuove norme o chissacchè, ma un nuovo modo di rispettare le norme vigenti. Siamo ormai assuefatti da condotte illegali eppur accettate, a volte perfino approvate per legge, dato che il falso in bilancio non è più reato in Italia.
La vittima deve essere riconosciuta vittima e il colpevole colpevole. Il colpevole è chi ruba e per evitare il carcere si fa le leggi ad hoc, non il giudice che segue il caso! Il colpevole è quel dirigente che se la prende con l’arbitro mentre fuori dallo stadio succede il finimondo, non l’arbitro! I colpevoli sono quelli che vanno allo stadio per menarsi e per distruggere, non gli spettatori che amano il calcio!! I criminali sono quelli che colpevolizzano gli arbitri sezionando un episodio dubbio 20 volte alla moviola, invece di prendersela col giocatore che si tuffa!!!

Che futuro mi attende? Non lo so, so soltanto che per ora la rabbia è tanta...

PS:
senza nulla togliere alla violenza del caso di Ascoli vorrei precisare che il ragazzo che ha tirato il razzo è di S. Benedetto del Tronto, che odia calcisticamente Ascoli. Nella follia idiota degli ultras si arriva anche a questo per danneggiare una squadra rivale.

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