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2006:Cronache di un anno di Cinema
[15/01/2007 16.49]
Dopo lo stentato 2005 si chiude un ben più soddisfacente 2006. Cinamatograficamente parlando.
Il 2006 è stato caratterizzato soprattutto da due fattori:il primo sicuramente un aumento di pubblico rispetto al 2005, il secondo un notevole aumento di qualità media dei film.
Il box office parla chiaro: rispetto al 2005, c’è stato un aumento del 9.5% (su scala mondiale), dovuto soprattutto all’effetto DaVinci. Il fenomeno mediatico dell’anno è stato indubbiamente il criticato, discusso ma altrettanto amato “Codice DaVinci”.
Il bestseller di Dan Brown è stato portato sul grande schermo da Ron Howard, con Tom Hanks a prendere le veci di Robert Langdon, il risultato in termini di pubblico è stato prodigioso.
Il film è stato campione di incassi in diversi paesi tra cui anche l’Italia, totalizzando nel suo complesso quasi 500 milioni di dollari.
Parlando di Blockbuster non si può non citare “Pirati Dei Carabi”.
La seconda avventura corsara, ha avuto un risultato superiore al “Codice DaVinci” risultando addirittura come il terzo maggiore incasso di tutti i tempi con circa 1 miliardo di dollari incassati in tutto il mondo. Ci sono stati anche altri film che sono andati benissimo al box office come “Il Diavolo Veste Prada”, “X-Men Conflitto Finale” e “Superman Returns” tutti film che hanno contribuito notevolmente alla crescita di si parla sopra. Ma il 2006 fortunatamente è stato anche altro.
I grandi maestri del cinema moderno sono tornati dimostrando ancora che il loro cinema non invecchia anzi in alcuni casi è un cinema che si rinnova. Come nel caso più eclatante di Woody Allen.
Il maestro americano ha strabiliato la critica quando è uscito il suo film più cupo, “Match Point”.
Osannato anche dal box office con uno dei suoi risultati migliori di sempre, ha dimostrato a dispetto di alcuni detrattori che è un artista tutt’altro che sul viale del tramonto. In ottobre è uscito anche “Scoop”, ritorno tradizionale al suo cinema: la commedia.
Se Pedro Almodovar con “Volver” e Alejandro Gonzales Inarritu con “Babel” hanno realizzato probabilmente i migliori film visti a Cannes, lo stesso può ritenersi soddisfatto Ken Loach con il suo “Il Vento che Accarezza l’Erba”.
Il tanto criticato Brian De Palma con “The Black Dahlia” è tornato prepotentemente sulla cresta dell’onda, lo stesso Steven Spielberg con il suo “Munich” ha dimostrato di essere un autore anche coraggioso affrontando temi scomodi.
E che dire di Spike Lee? Con il suo “Inside Man” da molti considerato il miglior film dell’anno, è ritornato al cinema che pìù gli compete, dimostrando che il talento è una cosa che non gli manca.
Dopo 9 anni è tornato al cinema anche Terrence Malick con “The New World”, suscitando l’ira dei più e la gioia dei meno.
Nel nostro paese oltre a film del calibro di “Romanzo Criminale”, “Il Caimano”, “L’amico Di Famiglia”, si è tenuto a consacrare star, attori del calibro di Riccardo Scamarcio, Silvio Muccino, Laura Chiatti, tanto per far capire in che acque navighiamo.
L’anno si è chiuso alla grande con le pellicole di grandi registi come Clint Eastwood e il suo “Flags Of Our Fathers”o, dello specialista d’azione Michael Mann con il suo “Miami Vice”.
Ovviamente come non parlare del ritorno di Martin Scorsese con il suo”The Departed” film che probabilmente aspira al titolo di migliore dell’anno.
Il 2006 come detto è stato un grande anno di cinema e con tutti i film in produzione, anche per il 2007 si prospettano grandi film, oltre ovviamente a grandi soldi che i produttori incasseranno.
Oramai è la metafora del cinema moderno:un film che fa vendere pop-corn, equivale poi alla realizzazione di 3 film che fanno vendere emozioni.

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