WiMax all'italiana
[29/12/2006 10.49] Il ministro della difesa Arturo Parisi e quello delle Comunicazioni Paolo Gentiloni hanno siglato oggi un accordo per lo sviluppo di una nuova tecnologia che dovrebbe rendere l’accesso wireless e superveloce ad internet una realtà diffusa in Italia entro i prossimi cinque anni (Reuters).
Non lasciamoci prendere da un eccesso d’ottimismo. La notizia è positiva e sembra che finalmente qualcosa si muova per portare questo vecchio e malconcio scarpone nell’era digitale, quella dove la rete delle reti, onnipresente, ci accompagnerà in ogni nostra attività quotidiana. Ancora siamo lontani da sperimentazioni come quella di San Francisco, dove Google ed EarthLink si sono impegnate a dotare gli abitanti della città di connessione internet senza fili. Ma, se tutto va bene, tra qualche anno avremo anche noi a disposizione un accesso wireless veloce alla rete in pieno centro a Roma o a Milano, così come in un piccolo paesino di provincia o in qualche sperduta campagna.
In Francia, Altitude ha lanciato un offerta WiMax a 4/4 Mbps a 59 euro al mese ed, in Germania, My Qube sta per lanciareun’offerta Wi-Max 3/3 Mpbs, a 20 euro al mese. Entrambe costituiscono una minaccia al dominio, sino a questo momento, incontrastato dell’ADSL. Figuriamoci una concorrenza del genere in Italia, un paese dove Telecom con la sua rete in rame la fa da padrona. Anche operatori come la 3, che hanno investito moltissimo sul lancio delle standard DVBH per offrire la TV sul cellulare, se la dovranno vedere con questo nuovo canale. Grazie al WiMax scaricheremo in streaming video le trasmissioni presenti online (a breve sarà possibile ritrovare la TV alla quale siamo abituati e molto altro su Internet) e, tramite il VoIP, potremo effettuare tutte le chiamate (anche video-call) che vorremo senza costi di canone, né, tanto meno, di bolletta.
Comunque, quel che ci dovrebbe far riflettere, anzi fantasticare, per il momento, è il tipo esperienza in rete che si verrebbe ad ottenere grazie al WiMax. Gli attributi chiave sono: maggiore velocità, ubiquità e mobilità. Banda larga per tutti, dovunque si trovino e ovunque stiano andando sarebbe come dire che Internet sarà sempre più una rete capillare di utenti costantemente interconnessi tra di loro, dove virtuale e reale si mescolano confondendosi. Quasi una protesi per il navigatore del futuro. Il web di domani è più vicino di quanto possiamo immaginarci e, politica/interessi permettendo, dovremo presto cominciare a pensare futuri approcci di MARCOM entro questi nuovi scenari.
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