Socrate e Saddam Hussein
[27/12/2006 14.43] CRITONE: Ciao, Socrate! Hai sentito? Finalmente giustizieranno quel tiranno di Saddam Hussein, tutti gli uomini giusti possono gioire di questo!
SOCRATE: Ciao Critone, ho sentito. Ritengo tuttavia che gli uomini giusti abbiano maggiori motivi di preoccuparsi che di gioire.
C: Ma come? Non lo sai che il Raiss si è reso colpevole di atroci crimini contro l’umanità, che ha ordinato persecuzioni, stupri, torture e assassinii contro esseri umani che avevano la sola colpa di essere invisi al regime per le loro idee o addirittura per nascita? Non ti riconosco più, o Socrate! Io sono un uomo di pace, l’idea di uccidere mi ripugna, ma in questi casi…
S: Allora discutiamo insieme come siamo soliti fare, Critone, e vediamo di scegliere il ragionamento che fra i tanti giudichiamo come il migliore. Tu sei uomo di pace e, in astratto, l’idea di togliere la vita ad un altro ti ripugna, è così Critone?
C: Te l’ho appena detto, o Socrate.
S: E perché ritieni che uccidere sia sbagliato?
C: Perché la vita umana non è un bene di cui si possa disporre come gli altri. Io sono religioso e credo che solo gli Dei possano togliere ciò che ci hanno donato, tuttavia anche molti amici miei e tuoi che non hanno la benedizione della Fede sostengono che, essendo questa vita la sola che ci è concessa, sarebbe impensabile concedere a chicchessia la facoltà di toglierla a piacimento.
S: Infatti in passato abbiamo sempre sostenuto che se una cosa è sbagliata lo è sempre e non in alcuni casi sì e in altri no: perciò uccidere un altro essere umano o è giusto o non lo è. Sei d’accordo con me, Critone, o facevamo così tanto per parlare?
C: Sono d’accordo con te, o Socrate. Ma ci sono crimini di fronte ai quali non si può soprassedere, amico mio, non riuscirai a convincermi del contrario.
S: Non vorrei mai usarti violenza, carissimo, nemmeno coi discorsi. E in questi casi chi dovrebbe decidere se e quando comminare l’esecuzione, e su quali basi?
C: A decidere la morte dovrebbe essere una sentenza emessa da un tribunale legittimo sulla base di una provata colpevolezza, possibilmente con la garanzia data dalla presenza di una giuria di pari.
S: Pensavo che credessi che è compito divino togliere la vita, non umano. Sei tuttavia d’accordo con me nel sostenere che è proprio solo della Divinità il non cadere mai in errore, mentre l’essere umano può sbagliare?
C: Certo, Socrate.
S: E i tribunali e le giurie sono fenomeni che concernono la Divinità o l’essere umano?
C: L’essere umano, Socrate, mi pare ovvio.
S: Allora potresti concedermi che un tribunale e una giuria di pari potrebbero emettere una sentenza di morte sbagliata, che in questo caso significherebbe la morte di un innocente. Riesci ad immaginare crimine peggiore che colpire un innocente?
C: Certo che no, Socrate, infatti sono proprio i crimini commessi contro gli innocenti che mi portano a desiderare la morte del dittatore, e qui ti volevo: per discutere in maniera generale tu evadi il particolare, cioè il fatto che il Raiss è certamente colpevole. Se anche dovessimo rigettare sempre la pena di morte per ogni ragionevole dubbio di innocenza in questo caso saremmo comunque autorizzati a procedere.
S: Ma Hussein non ha commesso personalmente i crimini di cui viene accusato.
C: Ma li ha direttamente ordinati!
S: Allora non dovrebbero essere puniti anche gli esecutori?
C: Per gli Déi, certo!
S: E non dovrebbero altresì essere puniti coloro che, assistendo al massacro, non hanno fatto niente per impedirlo pur potendo?
C: Dovrebbero, Socrate!
S: Allora non dovremmo punire anche tutte le democrazie occidentali che pur disponendo di eserciti e arsenali non hanno fatto niente per evitare la morte di quegli innocenti per anni? E dopo non dovremmo punire anche gli elettori che hanno dato il potere in mano ai correi?
C: Ma quelli siamo noi, Socrate!
S: Infatti temo che se dovessimo cominciare a colpire tutti quelli che in una maniera o nell’altra si rendono colpevoli di causare sofferenze agli innocenti, a restare fuori dal nostro reciproco furore di giustizia sarebbero davvero in pochi. Forse dovremmo semplicemente cercare di fare quello che è giusto ed evitare ciò che non lo è. Forse non dovremmo mai uccidere nessuno, anche quando ad un esame superficiale ci pare la cosa migliore.
C: Ok, Socrate, adesso mi sono proprio stancato: per quel che mi riguarda quando avranno ammazzato quel maiale dormirò più tranquillo. Io vado via che stasera vado a ballare con Aristippo al nuovo locale di Briatore. Che fai, vieni con noi?
S: Ehm… no, mi dispiace, il mio Demone non vuole…
postato da Marco Luzzi
|