I valori del nostro Movimento
[14/12/2006 12.28] ''Si parla di accanimento terapeutico e consenso informato, nulla a che vedere con l'eutanasia e il testamento biologico'', ci tranquillizza il chirurgo DS Ignazio Marino in Aula. Ma noi del Movimento per la Vita ci arrabbiamo e facciamo il diavolo a quattro. Perché la vita è di Dio, che può decidere quando togliercela. O può in alternativa decidere quando i macchinari non debbano funzionare più, perché Welby, trent'anni fa, forse sarebbe già morto. La vita è di Dio, e non dell'uomo, ma in assenza di Dio, decide il Papa. Piergiorgio Welby è solo un pover'uomo, costretto dalle circostanze a valorizzare con la sua sofferenza l'umanità. Il grido di dolore che ha lanciato ieri il nostro amatissimo Benedetto XIV vi sembra meno pregnante di quello di un malato terminale? Vi sembra che il Papa non soffra per l'umanità? Il nostro punto di riferimento è Giovanni Paolo II, che ha accettato di portare la croce, e soprattutto di portarla in mondovisione, per la gioia di tutti i cattolici del mondo, una gioia che i propagandisti della morte chiamano "voyeurismo", un termine coniato dalla massoneria che combatte la nostra religione. E che dire ancora della piaga che più fa soffrire in Italia, la mancanza di presepi nei negozi? Il caso Welby non è centrale, e tradisce lo spirito gioioso del Natale. "E' Natale, arriva Gesù. E' Natale non piangere più". Noi siamo contro l'eutanasia e contro l'accanimento terapeutico, ma non conoscendo bene la linea che separa l'una e l'altro (attenzione, non è relativismo questo), preferiamo che tutto vada avanti così. Perché chi vuole l'aborto, l'eutanasia, il coito interrotto, il sesso prematrimoniale, è contrario alla nostra morale. Bisogna resistere alla tentazione di liberare i corpi dalla loro anima con queste condotte. Una bella mortificazione del corpo, condotta in tutti i modi, è necessaria per combattere il residuo di paganesimo che corrompe la nostra effimera carne. La mortificazione del corpo tramite la sofferenza, e tramite l'astinenza da cibo e sesso è la scelta giusta per noi cattolici. A chi ci accusa di obbligare i cittadini dello Stato a subire un sopruso facciamo presente che anche lo Stato ci obbliga a pagare le tasse, contro la nostra volontà. E la scelta etica di non accettare queste prevaricazione da parte della realtà laicista è assolutamente lecita, e soprattutto rispettosa delle libertà religiose individuali. L'agnosticismo e l'ateismo, peccati mortali che condurranno le anime dei praticanti nel fuoco dell Geenna, non sono religioni e pertanto non necessitano di nessuna autorizzazione per le loro pratiche immonde e ingiuste. Teniamo in vita Welby, decidiamo il prezzo per i diritti televisivi. Il momento in cui il malato si soffocherà sarà di utilità per tutti noi cattolici, che impareremo finalmente il valore della sofferenza. La politica risponda a questo grido di dolore. La Casa delle Libertà ha già rispondo con un "no" unanime in nome del "diritto alla vita". Ora aspettiamo che la trucibalda maggioranza faccia prevalere la sua componente sana per fermare l'orrore stesso di questa discussione, che va troncata il prima possibile. I giornali dedicano troppo tempo alla vicenda. I radicali poi, i peggiori della loro squadra, cavalcano l'onda dell'indignazione per propagandare le loro proposte immorali: la realtà è che sono avari; vogliono staccare la spina, ma solo per risparmiare la corrente.
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