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Un consiglio per capire
[01/12/2006 18.19]
Dopo che, con la Giornata Nazionale contro la violenza sulle donne del 25 novembre, sono emersi dati sconvolgenti sulla realtà femminile del nostro paese, in cui la prima causa di morte o invalidità permanente delle donne tra i 15 e 45 rimane una violenza compiuta da un familiare o dal partner stesso, in cui c’è ancora bisogno di spronare l’opinione pubblica alla partecipazione femminile, in cui ci sono solo sei ministri donne e in cui cala ancora un silenzio medievale quando si parla di aborto o fecondazione assistita, è utile “rispolverare” un libro che ha fatto la storia della “riscoperta” (se mai c’è stata una scoperta) dell’universo femminile.
Per questo, dopo molto tempo, è giusto proporre << Una donna >> di Sibilla Aleramo.
Questo romanzo, del 1906, è la cronaca della giovinezza dell’autrice stessa, in cui viene descritto un percorso di coscienza storica e di liberazione, sempre dettato da una perpetua ricerca della felicità. Una felicità che è sentita come sicura e vicina durante un’infanzia agiata, colma di cure e di studi nella buona società borghese del nord Italia, (la protagonista è ,infatti, figlia di un giovane imprenditore la cui carriera si prospetta brillante) ma che viene sempre più messa in discussione col trasferimento di tutta la famiglia in un paesino del Meridione. La ragazza viene, suo malgrado, invischiata nella logica del matrimonio “obbligato” con un ragazzotto gretto e approfittatore, che lavora come dipendente nella fabbrica di suo padre; da questo momento, in un susseguirsi di avvenimenti che trasformano tutto il suo mondo, come la malattia nervosa della madre, o il sospetto di un’ infedeltà del padre, il quale per lei è sempre stato un “monumento di integrità”, la prospettiva della serenità si trasforma in una profonda disperazione, consolata soltanto dalla nascita di un figlio, che, per i seguenti dieci anni, rappresenterà “l’unico vincolo che la tiene legata alla vita”.
E’ sola, condannata a subire la soffocante atmosfera del paese, l’egoismo, la violenza, la repulsione per la cruda sessualità del marito, costretta a vivere chiusa in casa, non le resta che dedicarsi al suo unico passatempo: la scrittura. Proprio questa passione le permetterà di passare un breve periodo di tranquillità, lavorando a Roma per una rivista velleitariamente femminista, ma non di liberarsi dall’oppressione che la circonda.
La sua lotta e l’autodeterminazione che ogni individuo ha per la sopravvivenza la porteranno dinanzi a una scelta terribile, che non la condurrà, comunque, a vivere in modo compiuto, ma, semplicemente, ad osservarsi vivere.
Da molti considerato il primo libro femminista, questo romanzo ritrae ,invece, solo in secondo piano le vicende che accadono realmente negli anni in cui i fatti si svolgono; quando si finisce di leggerlo rimangono, effettivamente, la sensibilità e il senso di inadeguatezza di una donna che ha pagato per tutta la vita le conseguenze dell’avere idee troppo moderne per l’epoca in cui è vissuta.


postato da La Pasionaria
Commenti (10)
12/12/2006 da Mario Mazza
rispondo al simpatico matteo e alla Pasionaria
Innanzitutto scusate se non ho risposto prima, sono stato un pò impegnato.

Per matteo: sei stato molto simpatico, però una motivazione sarebbe necessaria per il tuo di commento. Se sei chi penso io ti ribadisco che fare una battuta va benissimo, ma il tuo senso del gusto e della decenza spesso non si sposa col discorso, soprattutto per chi non ti conosce.

Per la Pasionaria:
Innanzitutto mi scuso perchè in effetti tutta questa lamentela nel tuo articolo non c’è. Sono stato spinto non tanto dalle tue parole quanto da quelle di tante mie amiche con le quali ho avuto discussioni proprio in quei giorni. Farei meglio a leggere meglio la prossima volta ;)
Poi, sarà pure un caro luogo comune da parrucchiere di provincia, ma il fatto che le donne si impegnino meno in politica è, appunto, un fatto. La banalità di un fatto non lo rende meno vero. Conosciamo bene la scarsa presenza di donne nelle liste nazionali, e ti posso assicurare che conosco benissimo la ridotta presenza femminile nella mia realtà locale. Non continuiamo a nasconderci dietro un dito e affrontiamo invece il problema vero: cercare di coinvolgere di più le donne in politica, e assolutamente non demolire il principio democratico (come ha ribadito Andrea)!!
11/12/2006 da Aldo
ovvio
Il commento di Matteo, non sarà, ovviamente accettato.
In genere, vengono ”passati” tutti i commenti, gli insulti, assolutamente NO.
11/12/2006 da Andrea Caso
Rispondo
Riesumo dalla tomba l’aggrazziato sermone di Maurizio Costanzo.
Non litighiamo!
Che le donne si interessino poco di politica non so se sia vero, bisognerebbe fare un censimento. La cosa di cui sono terribilmente preoccupato non è di ”chi” parla di politica, ma che cosa dice questa gente.
Ho notato tra i miei compagni di scuola una disinformazione sfrenata sugli argomenti di attualità e una spiccata propensione al giudizio veloce, acritico, banale e distruttivo. (Mamma mia, teribbile!)
Dunque sarebbe ora di informarsi e di parlare con cognizione di causa. Maschi e femmine.
Per quanto riguarda le quote rosa, poi, sono d’accordo con Mario. Si sa, noi conservatori (in italia ci chiamano comunisti perché siamo un pochino più illuminati) siamo convinti che il ruolo della donna nella scoietà non si faccia violando il principio della meritocrazia. Le quote rosa, oltre che violare palesemente un principio di costituzionalità (sempre che la Corte Costituzionale, più competente di me, non dica altrimenti), sono un’emerita stupidità.
Smettiamola con le quote rosa e parliamo di legalità, che è più utile, più bello, più intelligente.
Poi vorrei rispondere a Mario. E’ vero, le pupe saranno pure puttane, come le chiami tu.
Ma la verità è essenzialmente questa: darla via non fa male, purché questo non influenzi e corrompa la condotta pubblica. Punto e basta. Ad esempio, nel nostro elettorato baciapreti, il caso dell’insegnante che si scopava un ragazzo a scuola ha destato scalpore. Il problema era la presunta pedofilia. Sbagliato: il problema sta nel fatto che l’insegnante doveva valutare le prestazioni scolastiche dell’alunno, e non poteva farsi corrompere sessualmente. Punto.

Bene, ora faccio un paio di altri appunti:

A) CHI NON HA MESSO LA FOTOTESSERA LO FACCIA SUBITO SUBITO SUBITO SUBITO!!!

B) Non ho pubblicato (e spero che Aldo faccia altrettanto) un commento di tale Matteo che offende un nostro articolista.. Io non so se questo idiota scherzi, ma in tutti i casi si identifichi con nome e cognome, e sia un pochino più coraggioso e abbia la forza di criticare in maniera più costruttiva
Grazie

09/12/2006 da La Pasionaria
disgustata risposta a Mario Mazza
E’ con immenso piacere che ”li rompo” a te, carissimo Mario, tanto per iniziare la tua frase ”le donne si interessano meno di politica” sarebbe da mettere nel guinness dei primati dei luoghi comuni da parrucchiere di provincia (con tutto il rispetto per la categoria), in secondo luogo la mia non voleva essere una lamentela ma l’esposizione di un dato di fatto, tanto per presentare un buon libro, che comunque, date le tue scarse capacità di comprendonio, ti sconsiglio vivamente.
Complimenti per l’apertura mentale e salutoni ai compagnucci della parrocchietta
09/12/2006 da matteo
risposta a mariomazza
MARIO MAZZA SEI UN IDIOTA! Una motivazione al commento sarebbe troppa grazia per te.
07/12/2006 da Mario Mazza
Se non li rompo ad Andrea non sono contento... ;)
Caro Andrea, dato che 3 su 3 hanno concordato, mi toglie un pò la voglia di dire anche a me tutto ok.
Innanzitutto non mi è piaciuto molto come hai dipinto la chiesa che, secondo te, ”rendendo la società una mandria di arrapati repressi e rincoglioniti”. La società è comunque una mandria di repressi e rincoglioniti, qui come nel resto del mondo anche extracattolico.

Secondo: tu chiami benefattrici tutte quelle ragazzine che la danno via facilmente. Per i loro coetanei lo sono sicuramente, ma definirle puttane ricordati che non fa una grinza, perchè poi queste ”benefattrici” crescono, e rimangono benefattrici, o come le si vuole chiamare.
Hai presente le pupe di Italia1? Tante benefattrici.

Ok, questo commento sta diventando troppo scurrile, torno ad essere un pò più serio.

Per la Pasionaria: c’è una cosa che odio profondamente: le donne che si lamentano che ci sono poche donne in politica. Se vuoi ti illumino: le donne si interessano meno di politica rispetto agli uomini. Ora, sperando che questa banale verità non ti abbia sconvolto troppo, vorrei ricordare anche che per legge in Italia esiste la partià dei sessi. Se le donne non si candidano è solo colpa loro.
Poi non vengano a lagnarsi che le donne non si sentono rappresentate.
Vergogna delle vergogne: la richiesta delle quote rosa, che mirava a demolire dalle fondamenta il principio democratico delle elezioni. Ci sono i candidati (o meglio, c’erano i candidati, ora ci sono solo i partiti) e uno vota chi ritiene migliore, senza fare discriminazioni di sessi! Ma siamo matti!!
06/12/2006 da Anita
..vero concordo in peno con le parole di Andrea
Se ci fosse un pò più di tolleranza nei confronti di chi vuole vivere una vita fuori dai soliti schemi e meno indifferenza o meglio meno omertà nei confronti di chi subisce violenze si vivrebbe meglio..
E poi diciamola tutta, mi ritrovo a chiacchierare pesso con i miei amici o con quelli di mio fratello che sono tartassati ai cellurari da sms e squilli di ragazzette più volte minorenni che hanno voglia di darla cosi come se niente fosse..per poi rischiare di essere minacciati di aver abusato della loro benevolenza...bhe assurdo!! Io denuncerei i loro familiari..e registrerei sms e chiamate ”intercettazioni”?? bhe si in quest casi le sgamerei cosi...
06/12/2006 da La Pasy
compiaciuta risposta
Sono molto contenta che il mio articolo ti abbia dato modo (e spero non solo a te)di esprimere le tue opinioni (da me peraltro condivise). Ci tengo a dire che il libro dell’Aleramo è un libro di lotta e lo si capisce dalla fine, che non ho voluto citare per non togliere a nessuno il gusto di leggersela, la giornata contro la violenza sulle donne mi ha solo dato modo di introdurre i dati sconvolgenti che sono emersi in questi giorni, per il resto condivido il concetto in base a cui non si deve ”dichiarare” di essere contro la violenza, ma solo agire di conseguenza.
grazie per il tuo puntuale commento, continuerò con i miei consigli molto più assiduamente , promesso!
Cristina La Pasionaria
04/12/2006 da AndreaCaso
Si Comment
Ciao Pasy, è un po’ che non scrivevi!:)
Beh, bentornata.
Per fortuna mi hai anticipato, altrimenti avrei scritto uno dei miei soliti caustici e sprezzanti articoli sull’ultima manifestazione femminista.
Per carità, la violenza sulle donne è una schifezza, siamo d’accordo. Ma ne abbiamo viste di tutti i colori! Innanzittuto la pacchianata di mettersi la coccarda bianca al petto per dire: ”io non violento le donne”. Poi la retorica maleodorante e noiosa di questa giornata, che fa la gioia dei pasticceri e dei ciarlatani e poi non risolve proprio nulla. Come non risolve nulla la giornata dedicata ai padri separati che protestano contro le vessazioni delle mogli isteriche (e ce ne sono). I discorsi sulla sessualità andrebbero fatti a tutti i preti e i loro amici piuttosto che in piazza: la repressione sessuale che opera il cristianesimo da millenni ne combina di tutti i colori, rendendo la società una mandria di arrapati repressi e rincoglioniti. Basta guardare che il paese con meno stupri in assoluto nel mondo, il Giappone, ha una libertà sessuale completa. E poi, cara Cristina, smettiamola di dipingere le donne come esseri inermi ed indifesi, che pregano con il velo in testa il ritorno degli uomini cattivi che vanno in guerra perché l’hanno voluta. Le donne le ho viste in azione per anni e sanno essere perfide, violente, intolleranti e ignoranti più degli uomini (e ce ne vuole perché gli uomini sono purtroppo tutto questo).
E poi, per tornare a bomba in tema di libertà sessuale, il nostro paese soffre di una sorta di schizofrenia: si educano le bambine a farsi guardare e a mettersi minigonne tovagliolo, poi però quando si tratta di sesso si fa il moralismo più becero e retrivo.
Adesso basta! Basta vedere come i giornali hanno dipinto l’ultima storiella che è avvenuta nella mia città natale (Ancona) sul presunto stupro di una tredicenne. Ma se queste ragazze sono spesso consenzienti !!! Tutto questo moralismo fa solo il danno di chi poi viene stuprata per davvero, o di chi subisce violenze seriamente.
La mia critica inoltre, non risparmia neanche noi uomini, maledetti opportunisti schifosi: è uso, per esempio, chiamare puttana una ragazza che la dà via molto facilmente! E invece (non scherzo), costei è una benefattrice, non una puttana, sempre che metta in chiaro sin da subito che per lei si tratta di divertimento. Invece noi schifosi la chiamiamo ”puttana” perché non ce l’ha ancora data! Vergogna vergogna vergogna!
Abituiamoci ad essere più aperti nei confronti di chi vuole essere sessualmente libero e ancora più intolleranti nei confronti di violenta. Sarà un mondo migliore. Almeno credo.
02/12/2006 da mannaz
BRAVA
Brava, ci voleva proprio in un momento in cui la parità sessuale è data troppe volte per scontata

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