Riganò, Amauri e Bianchi: la rivolta degli schiavi.
[01/12/2006 17.27] Spartaco scappò da una scuola di gladiatori nel 73 a. c., radunò un esercito di schiavi fuggitivi e sconfisse le truppe romane. Riganò può essere il nuovo Spartaco del campionato italiano che si ribella al potere dei “soliti noti”? La classifica dei marcatori nelle primissime giornate ha sempre qualche sorpresa inaspettata sia in senso positivo, un attaccante semisconosciuto che segna diversi gol, che in negativo, uno o più grandi attaccanti che non tengono fede alle aspettative. Ma quest’anno, dopo 13 partite, è necessario sottolineare quella che appare come una vera e propria rivoluzione. Sono scomparsi i big dai primi posti lasciando spazio a dei veri e propri outsider. Nessuno si sarebbe aspettato che, arrivati a più di un terzo del campionato, i primi tre gradini del podio fossero occupati da Riganò (9 reti), Bianchi e Amauri (7 gol a testa). L’unico big che tiene il passo è Francesco Totti (7 reti) che si è potuto dedicare soltanto alla Roma ed è tornato ai suoi livelli migliori nelle ultime giornate. I tre outsider citati hanno almeno tre caratteristiche comuni: una fisica, l’altra relativa alla squadra in cui giocano e la terza che riguarda il loro recente passato. I tre attaccanti sono fisicamente dotati: Riganò è alto 1,91 cm, Bianchi 1,88 e Amauri 1,86. Giocano in squadre del sud non blasonate (Messina, Reggina e Palermo) e nella scorsa stagione non hanno ottenuto grandi risultati. Nel 2005/06 Riganò, all’Empoli, ha realizzato 5 reti in 33 presenze, Bianchi un solo gol in nove partite e Amauri, il migliore dei tre, 11 gol nelle 37 partite giocate al Chievo. Riganò e Bianchi giungono all’onore della cronaca in modo del tutto inaspettato mentre l’esplosione di Amauri era più prevedibile per gli addetti ai lavori. E i big? I big sonnecchiano quando non dormono completamente. Due dei maggiori protagonisti degli ultimi campionati, Trezeguet e Shevchenko, non sono più in serie A. Gilardino ha segnato soltanto 1 gol e paga, oltre alla sua pessima vena, le difficoltà di una squadra che ha ridotto in maniera drastica i cross pericolosi dalle fasce. Adriano vive un’involuzione tattica che Mancini non è riuscito ad arginare e adesso sta cercando di ritrovare lo smalto dei bei tempi passati. Inzaghi da diverse stagioni ormai non lotta per il titolo di marcatore principe a causa di infortuni vari. Lucarelli ha giocato poco, è partito titolare solo 7 volte ed ha segnato 4 reti. Riusciranno a mantenere questo ritmo i nostri tre splendidi e inaspettati bomber? Riganò riuscirà a ripercorrere quelle stagioni straordinarie che Hubner fece nel finale della sua carriera? Amauri e Bianchi esploderanno completamente dando continuità agli sprazzi talentuosi visti finora? Ai poster l’ardua sentenza. P.S. A Spartaco e agli schiavi ribelli non andò molto bene. Spartaco fu ucciso in battaglia nel 71 a. c. e 6000 schiavi furono crocifissi lungo la via Appia: gli antichi romani erano più vendicativi di Totti.
|