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Interviste alla società civile diretta da Andrea Caso |
29 novembre 2006 Incontro con un futuro sacerdote Alla vigilia del delicato viaggio del Papa in Turchia, abbiamo deciso di sentire una voce interna alla Chiesa in questi giorni di frementi dibattiti sul conflitto religioso e sul ruolo della fede. Alfredo Giordani è un ragazzo di ventisette anni che, il prossimo 7 dicembre, verrà ordinato diacono presso l'Arcidiocesi di Fermo. Una scelta, la sua, che in quest'epoca suona molto originale e ardita. Si parla di crisi di vocazioni, di progressivo distacco dei giovani dai principi cristiani, di dilagante perdita del senso della morale.
- Alfredo, ti ricordi, per caso, cos’è che ti ha spinto ad entrare in seminario? La passione che nutro per l’uomo e per Dio.
- Hai avuto momenti o periodi di crisi e se sì, come li hai superati e con l’aiuto di chi? Certamente sì. Li ho superati con l’aiuto di persone che non si sono scoraggiate davanti alla mia disperazione.
- E’ difficile, oggi, essere cristiani. Perchè quello di Cristo è l’insegnamento più arduo da concretizzare, o perché da più parti la religione è tornata ad essere (se mai aveva smesso di esserlo) un instrumentum regni ed il cristianesimo pare, sul piano politico, più debole di altre religioni? E’ l’insegnamento più difficile da mettere in atto. Va contro la logica umana dell’ “occhio per occhio”. Il Corano asseconda di più la nostra natura. Ho letto un libro di Joachim Gnilka, biblista, che confronta Corano e Bibbia cercandone la radice comune. Emerge soprattutto, da quel libro, la debolezza politica del Vangelo.
- Perché le democrazie occidentali presentano nuovi fermenti religiosi immanenti all’azione politica? Guarda i repubblicani americani, o la pretesa della Chiesa di inserire le radici cristiane dell’Europa nel preambolo del trattato costituzionale dell’UE. Ai Repubblicani, semplicemente, perché conviene. Fanno leva su questioni morali a cui, ipocritamente, gli USA si sono sempre appigliati. Quella della Chiesa, più che una pretesa, è un richiamo alla storia. Nel preambolo si fa riferimento all’Illuminismo che è, alla fine, il contraltare del Cristianesimo. Dalla cultura classica si passa all’Illuminismo obnubilando molti anni fondamentali di storia, per esempio tutto il Medioevo, in cui la Chiesa dei poveri e degli emarginati ha svolto un ruolo chiave nel progresso civile dell’Europa. Non che l’Europa sia cristiana, però è cresciuta anche grazie al Cristianesimo. - Pare che la Chiesa metta in atto un’ingerenza politica, a volte a mò di ricatto morale, sull’esercizio di alcuni diritti democratici da parte dei cittadini, in particolare quelli italiani. Non è che ci sono troppe lobby pseudo-cattoliche che dirigono sottobanco le operazioni legislative? Sì, pseudo-cattoliche. Contesto la parola “ingerenza”, è semplice impegno civile di alcuni cittadini.
- Si può dire che uno dei problemi più gravi della Chiesa sta nell’esagerato ed immorale potere economico di cui godono alcuni gruppi laici, come CL, Fides Vitae, Opus Dei, neocatecumeni? Certi gruppi a volte si rivelano inopportuni nelle loro azioni.
- Non è troppo dogmatica la Chiesa Cattolica? Perché non riesce a sganciarsi da principi alcuni dei quali non promananti da Cristo? La Chiesa non ammette il relativismo; Cristo ha detto “Io sono la via, la verità, la vita”. Detto questo, Cristo esiste anche in un ateo, come riconosciuto dal CEV II a dispetto di qualcuno che voleva riaffermare il principio “Extra ecclesia nulla salus”. Prima bisogna conoscere Cristo, poi ci si potrà avvicinare a un dogma, che per definizione non è dimostrabile se non con la fede.
- Il tanto citato dialogo Chiesa-Islam, secondo me, è un falso problema. La religione, o meglio la fede, è una cosa intima che non si può ridurre a dibattito pubblico - Giovanni Lindo Ferretti ha dichiarato di essere divenuto un cattolico praticante senza pretendere di imporre la sua conversione agli altri -. Secondo te? La religione non si deve imporre e non bisogna farla strumento politico, così come non andrebbe pubblicizzata perché così si banalizza. Però, se ne deve parlare per farla conoscere.
- Preservativi, divorzio, aborto, pacs, staminali. Dimmi: a) perché è peccato avere rapporti protetti. Un rapporto sessuale, per la Chiesa, persegue due fini: uno unitivo e l’altro procreativo, ma è un discorso che vale specialmente, anzi solo per i cristiani. Il sesso non è strumento di piacere, cedere su questo punto significherebbe cedere su molte altre cose. b) se è giusto che un omicida possa comunicarsi con Dio dopo essersi pentito mentre un divorziato incensurato non lo può fare. E’ una materia così ampia che non può liquidarsi in fretta. c) se non si può definire quantomeno umana la decisione di una tredicenne stuprata di abortire. Certamente umana, non cristiana. Anche questa, però, è una questione delicata. Si tratta di un canone ad interpretazione stretta che non vale per minorenni e per chi non ha consumato un rapporto liberamente. d) se è cristianamente giusto che due persone innamorate che non vogliono sposarsi non possano godere di alcuni diritti garantiti dalla nostra laica Costituzione e, ne sono sicuro, secondo Cristo. Anche qui si strumentalizza. E’ solo una questione ideologica e nominale, un altro falso problema. e) se tentare di salvare persone malate sfruttando il progresso scientifico con la ricerca sulle cellule staminali sia una tale blasfemia o, peggio ancora, un crimine, da costringere un arcivescovo a scendere in campo per invitare i cittadini di un altro Stato sovrano a non andare a votare un referendum, istigando così all’inerzia civica. Ennesimo falso problema. Quelle provenienti da embrioni sono cellule scientificamente più instabili di quelle adulte. Dietro ogni aborto, c’è un interesse economico. Il referendum voleva abrogare l’assunto della legge n. 40 secondo cui un embrione è essere umano dal momento del concepimento.
- A pelle e secondo la tua personale visione del mondo, chi ti sembra più adatto al ruolo: Giovanni Paolo II o Benedetto XVI? Mi sono ripromesso di non fare confronti. Sono due personalità molto diverse che per vent’anni hanno collaborato. L’elezione del secondo, azzardo, è stata preparata dal primo.
- Il primo sembrava entusiasta quando i papa-boys intonavano per lui cori da stadio, il secondo pare invece non soffrirli troppo. Era per caso il primo un po’ populista? No, sono semplicemente diversi di carattere. Wojtila ha sempre amato il mondo giovanile, a tal punto che so di alcune conversioni avvenute dopo la Giornata Mondiale della Gioventù.
- Maurizio Crozza imita Ratzinger alla stregua di Joachim Peiper, colonnello delle SS. Padre Georg Gaenswein si è lamentato di Fiorello che lo imita a W Radiodue e dello stesso Crozza. Qual è il confine fra la satira e l’ingiuria, in questo caso? Il rispetto. Crozza non lo sopporto perché non ha rispetto, non tanto del Papa quanto di chi si identifica con alcuni valori che il Papa esprime con la sua vita, condotta in modo del tutto opposto a quella del colonnello Peiper. Per Padre Georg la polemica non la vedo proprio, forse è stata un po’ montata. Fiorello dovrebbe affrontare certe tematiche con delicatezza, ma a me diverte parecchio.
- Grazie dell’intervista; che possa proseguire il tuo cammino di fede in pacs. Grazie a te, buona convivenza.
Vincenzo Carusi
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