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28 novembre 2006 Italia del volley ko, è quasi fuori Il mondiale dell'Italia, purtroppo, è in pratica finito. Il Brasile ci batte 3-0, dominando l'incontro e confermandosi bestia nera degli azzurri. A questo punto, prima di scendere in campo domani contro la Francia, per sperare ancora occorre che la Bulgaria batta il Brasile, possibilmente concedendogli pochi punti; poi dovremmo essere noi a lasciare alla Francia le briciole. Tradotto in soldoni, siamo quasi fuori. La partita di oggi ha dimostrato ancora una volta come, per sconfiggere i brasiliani, non bisogna sbagliare nulla e, soprattutto, bisogna sfruttare i pochissimi errorri che commettono loro. Invece, il primo set combattuto punto a punto lo abbiamo perso perchè non abbiamo sfruttato due passsaggi a vuoto dei carioca e ne abbiamo concessi due a loro che puntualmente li hanno tradotti nei due punti che hanno deciso il parziale. Dopodichè, il Brasile ha come sua consuetudine cavalcato l'onda dell'entusiasmo e ha devastato la nostra difesa con ogni tipo di attacco. Gli azzurri, un pò scoraggiati, non hanno più retto in difesa e hanno iniziato a sbagliare molte schiacciate; la partita, così, se n'è andata via in pochi minuti. Superiori in ricezione, a muro e in attacco, i brasiliani hanno trovato in Giba il solito terribile killer: impressionanti la rapidità di braccio, di movimento e di precisione in difesa del martello di Cuneo. Tra i nostri, male Corsano, benino Cisolla, buona la partita di Fei che ha retto finchè ha potuto. Semenzato ci ha provato con coraggio e il suo turno di battuta è stato sempre il più prolifico per la squadra. Purtroppo, le difficoltà incontrate in ricezione non hanno permesso a Vermiglio di sfruttarlo di più in attacco, così come è rimasto in ombra Mastrangelo. In fin dei conti, l'Italia paga la sconfitta di apertura contro la Bulgaria. Il quinto set di quella partita ci ha tolto in pratica quattro punti: i due in meno per noi e i due in più dei bulgari che sono già in semifinale dopo aver battuto la Francia, raggiungendo osì un traguardo per loro storico. A differenza della nazionale femminile, gli azzurri di Montali, hanno affrontato un secondo girone durissimo che hanno condotto alla grande fino ad oggi. Non entrare in semifinale, in questo caso, non equivale a una bocciatura. Diversamente dall'ultima World League, il gruppo è stato compatto e ha lottato con decisione. Anche il futuro può essere roseo: alcuni giovani stanno crescendo, i più esperti sono ancora integri e il Brasile non può vincere sempre. A Pechino torneremo a lottare per la quarta medaglia olimpica consecutiva; nel frattempo cercheremo il terzo titolo europeo di fila e un pronto riscatto in quella World League che per un decennio abbondante abbiamo tenuto in bacheca praticamente ogni anno. Auguri agli azzurri, sempre che domani i bulgari non facciano il miracolo.
Vincenzo Carusi
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