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Children Of Men - I Figli Degli Uomini
[24/11/2006 20.56]
Il futuro. Quale argomento per trarre film è stato sfruttato di più in questi ultimi anni, se non il futuro? Spielberg e i suoi “Artificial Intelligence” e “Minority Report”, o ad esempio il recente “V Per Vendetta”dei Wachowsky Brothers, quelli per intenderci dei vari episodi di “Matrix”, sono solo alcuni dei film più recenti. Philip K.Dick( di cui recentemente Richard Linklater ha tratta l’omonimo “A Scanner Darkly”) è lo scrittore di fantascienza più “usato” dal cinema, i suoi racconti sono incubi, raccontano di un futuro cupo e in lotta perenne con robot o macchine di ogni tipo. Alfonso Cuaron, il regista di “I Figli Degli Uomini” racconta un futuro neanche troppo lontano(il film è ambientato a Londra nel 2027), lo racconta estremizzando i peggiori incubi già insiti nel nostro presente, l’invecchiamento della popolazione che diventa infertilità mondiale. L’incipit del film infatti, parla dell’uccisione di Diego Ricardo, l’essere umano più giovane sulla faccia della terra, dalla “tenera età” di 18 anni. Per un non precisato motivo, le donne non possono più avere figli, Clive Owen interpreta Theo un ex democratico, che viene spinto dalla sua ex moglie, capo rivoluzionario di un movimento chiamato i Pesci, a compiere una missione di grande importanza: permettere di portare fuori il territorio inglese l’ultima donna rimasta miracolosamente incinta, la profuga Kee. In Inghilterra vige un regime ostile contro gli emigranti, proveniente da ogni parte del mondo, così la missione di Theo diventa sempre più rischiosa, visto che nel frattempo esplode la guerra civile. Se le differenze con il romanzo da cui il film è tratto(di P.D.James) sono molte, ad esempio il libro si sofferma di più sulla condizione sociale di Londra, Cuaron regista eclettico e discontinuo, è stato bravo a sfruttare le sue carte.
Ad esempio la recitazione sottocorde ma estremamente convincente di Clive Owen, antiero d’altri tempi, ma comunque consapevole del suo destino, e sopperisce ad una sceneggiatura a volte un po’ banale: basti pensare al finale messo apposta per far commuovere il pubblico. Cuaron dimostra ancora di saper girare bene un film di grosse proporzioni, come aveva egregiamente fatto con il terzo episodio di Harry Potter. Julianne Moore e Chiwetel Ejiofor completano il cast, arricchito dall’ennesima prova magistrale di Michael Caine, attore inglese dal grande talento. Caine interpreta un uomo hippy che cercherà di aiutare Owen a compiere la sua missione, giusto per far capire che si tratta di futuro, ma un futuro molto vicino.

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