Conta i crediti che ti passa
[18/11/2006 15.33] Tutto ha un peso, un valore preciso che influenza la nostra preparazione: il “credito”. Persi nell'estenuante rincorsa di “numeri” da raggiungere dimentichiamo il senso di quello che stiamo facendo. La laurea ormai è diventata un gioco a punti. Cinque crediti se segui questo esame, altri due se partecipi alla conferenza, uno se vieni all'incontro.Ma noi cosa vogliamo? Ci serve un pezzo di carta da sventolare il prima possibile o stiamo cercando di costruire qualcosa? Seduti in fondo all'aula per fuggire il prima possibile, giusto il tempo di lasciare una firma che testimonia una presente assenza. Vagabondi tra le aule, facce “appese” che ascoltano persone di cui non ricordano il nome. “Ma che lezione è questa?” “E la conferenza di domani, quella da tre crediti, su cos'è?” Poi all'intervallo abbiamo anche il tempo di uscire per la sigaretta a parlar male di questa università. Di questa università che non serve a niente, che è troppo teorica, poco pratica; di questa università organizzata male. Il fatto è che non ci interessa fare in modo che le cose vadano in maniera diversa. Non c'è passione per quello che si fa, non c'è dedizione, mancano idee e progetti. Assecondiamo tutto quello che ci si prospetta senza spirito critico e senza proporre cose nuove. L'iniziativa personale è qualcosa di sconosciuto perché siamo troppo abituati ad accettare le cose senza combattere. Generazione di giovani senza spina dorsale e con poca ambizione. Forse abbiamo paura di assumere posizioni, responsabilità, impegni. E allora è più facile stare in cortile, cercando di progettare qualcosa di interessante per la sera (magari quella si salva) e continuare a criticare. Del resto, si sa, la via più semplice è sempre quella più affollata. E poi chi lo sa; lamentandosi oggi, lamentandosi domani, magari le cose cambiano. O forse, più probabilmente, no.
postato da Silvia Saccomanno
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