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Santa Censura
[14/11/2006 20.57]
Don Georg Gaenswein non l'ha presa bene. E riprendendo le critiche dell'organo di regime "L'Avvenire" si dedica ad alcune velate minaccie in stile squisitamente squadrista: "Ho preso atto della polemica e spero che trasmissioni di questo tipo smettano [...] d'accordo la satira, ma queste 'cose' non hanno livello intellettuale e offendono uomini di Chiesa. Non sono accettabili, spero che smettano subito". Di cosa sta parlando il prete? Dellle imitazioni di Fiorello e di Maurizio Crozza, colpevoli di prendere in giro il Papa e il suo segretario dalle rispettive trasmissioni "Viva Radio 2" e "Crozza Italia". Basta sostituire lo "spero" con un "dispongo", che tra l'altro s'intona bene al discorso, e si può prendere in considerazione il fatto che questo sia un foglio del Ministero della Cultura Popolare, di fascistissima memoria.
E così anche il Vaticano si dedica alle bordate così tanto care al nostro precedente governo, che amava distinguere tra satira "buona" e satira "cattiva". E chi fa quella "cattiva" naturalmente lo decidono proprio loro.
Ma ormai l'appetito vien mangiando, e sul tavolo del giornaletto che sostiene la finanza bianca e contribuisce ad intasare le edicole di giornali diocesani, arrivano le lettere al direttore Dino Boffo, l'uomo più cerchiobottista del panorama internazionale. Qualcuno, in vena di giudizi universali, assolve la coppia di comici e non se la prende così tanto: in fondo se prendono in giro Papa Ratzinger "vuol dire che gli sono affezionati". Bisognerà dunque portarli in tribunale e decidere se sono veramente cristiani, mettendo agli atti quante i due comici vanno a messa e, in caso il responso fosse negativo, si procederà poi all'incriminazione. Il processo avverrà in tutte le sue fasi nell'aula dell'Inquisizione, a Roma. Don Tullio Salvetti continua, dando una bella lezione a tutti quanti: "Ho l'impressione che questi nuovi eroi facciano i gradassi con il Papa e i cristiani mentre i 'coraggiosi e i loro amici' si indignino con chi osa irridere l'Islam e i suoi simboli, perché temono le reazioni che ben conosciamo dei musulmani, che non vanno tanto per il sottile". Mancava solamente un delicato invito a bruciare lo studio di "Viva Radio 2" e "Crozza Italia" per completare gli anatemi e saremmo stati in linea con il fanatismo islamico. Si sa, tra chi ha mandato a macellare il proprio cervello nel culto gerarchico e feticista, ci si intende a meraviglia. Chissà che in futuro non si riesca a trovare un accordo. Il Papa e la Santa Sede giocano poi a fare i poveracci, gli incompresi, come se non bastassero i miliardi nelle casse della Chiesa e degli affiliati a colmare questo vuoto di potere. Il solo vestito del Papa ha un prezzo così alto che, se rivenduto, potrebbe adottare dieci bambini a distanza. Gli anelli e le croci che ha Ruini in camera da letto e indosso, se fossero state consegnate come "oro della patria" nel Ventennio, ci avrebbero fatto vincere la guerra. Secondo l'imbarazzante gerarchetto Don Georg, che ha avuto anche il gentile ardire di definirsi un "sex symbol", e che si diletta a giocare a tennis da professionista grazie ai soldi dell'Otto per Mille alla Chiesa Cattolica, la satira sul Papa non si può fare perché offende i cattolici. Prendendo per vero il fatto che i cattolici amino senza distinguo il Papa come se fosse un Duce incontestabile, bisognerebbe, per coerenza, estendere tali considerazioni anche al mondo della politica e della società. Don Georg si potrebbe candidare in Parlamento, ed effettuare tale bizzarra proposta sotto forma di legge. Così non si potrà più fare satira su Romano Prodi, perché la Sinistra potrebbe arrabbiarsi. La satira su Berlusconi sarà proibita (ancora?) perché i valori (quali?) del centrodestra non si toccano. Il problema, se così si può chiamare, sarà quando la Corte Costituzionale boccerà l'idea per violazione dell'articolo 21 della Costituzione sulla libertà di espressione.
Ma la Costituzione chi la conosce? - dichiarerà Don Georg - qui conosciamo solo il Diritto Canonico. Qualcuno si presti allora a spiegargli garbatemante sin da subito che l'Italia non è il cortile di casa del Vaticano, che intende restare una nazione libera di prendere in giro chi vuole, e che degli squadristi ne ha le tasche piene. Anche se si vestono con una tiara, con una kippa o si fanno crescere lunghe barbe coraniche.
L'unica cosa che è sacra, se lo mettano in testa questi signori, è la libertà di espressione.

postato da Andrea Caso [mailto:andrea.caso@vocedalbasso.com]
Commenti (8)
18/11/2006 da Silvia Saccomanno
Autoironia autoironia!!!!!!
Io credo che la capacità di sapersi prendere in giro e di riconoscere i propri limiti sia sintomo di intelligenza e forza.
La Chiesa non dimostra debolezza quando asseconda la satira (per altro innocua) a differenza dei fanatici islamici, ma quando si mette sulle difensive e se la prende.
Io mi sentirei onorata se una persona mi riconoscesse una superiorità tale da ridere delle mie debolezze con la consapevolezza che io non me la prendo.
Inoltre chi ha il dono dell’autoironia fa in modo che gli altri non ridano DI lui, ma CON lui.
Senza considerare il fatto che è divertente prendere in giro chi se la prende. Se una persona non si arrabbia non c’è gusto e prima o poi gli altri smettono.

Detto questo invito i lcarissimo Andrea a non fare qualcuna delle sue solite battutine sceme perchè a lui, e solo a lui, stacco la testa!!!:-)
17/11/2006 da AndreaCaso
A proposito di Allam
Mi capita spesso di essere d’accordoo con Magdi Allam, anche se non sempre. Stavolta purtroppo l’ha sparata grossa, forse accecato da un anti-islamismo (culturale e sociale, non religioso visto che credo che lui sia un musulmano, diciamo illuminato).
Che la Chiesa sia un organismo tollerante è francamente falso e ridicolo. Che non abbia gli strumenti che ha l’Islam per imporsi è vero. Ma se gli intellettuali cattolici condannano l’illuminismo, che è la dottrina politica che fa sì che la Chiesa non possa esercitare il proprio potere come una volta, significa che c’è nostalgia di totalitarismo.La Chiesa è, possiamo dire, parzialmente tollerante, ma solo perché non gli è permesso altrimenti.
E’ molto tempo che lo ripeto: proviamo a dare in mano al Vaticano lo strumento del Diritto e vediamo cosa succede? Se non diventiamo uno stato teocratico vi giuro che vi offro una birra (sempre che non la proibiscono). Inutile girarci attorno. Le dottrine che premono moltissimo sulle masse, su una dimensione sociale coagulante e antiprivatistica, come il comunismo, il fascismo e le religioni (ognuno in modo diverso ma simile) portano necessariamente a forme di Stato completamente illiberali e totalitarie.
Un giorno mi piacerebbe affrontare il problema del diritto inteso in senso laico, dello stato etico e liberale e del loro possibile matrimonio ”perfetto”. Mi avete stuzzicato, bene così !

17/11/2006 da gianni s
e intanto
L’altra sera sentivo al tg Magdi Allam che sosteneva come sia facile attaccare i ”deboli” e i ”tolleranti” ( si riferiva alla chiesa cattolica) e come invece i comici manchino di coraggio peerché non attaccano in Laden.
Fatto è che Fiorello ha smesso di fare l’imitazione di Padre Georg....proprio debole non deve essere questa chiesa....
17/11/2006 da Andrea Caso
Rispondo
Forse hai ragione, Luca, in effetti si tratta di un luogo comune forse un po’ trito. Ma non per questo meno vero e importante. In effetti il ricchismo spregiudicato che ostenta la Santa Sede, non solo con gli abiti ma anche con operazioni finanziarie poco trasparenti, è ormai una verità assodata. L’ho citata solo per fare un po’ di satira sul malcostume: finché non tocchi il fatturato, si dice, nessuno si arrabbia. Ma qua abbiamo assistito ad un fatto singolare: addirittura per una bonaria imitazione del Papa si drammatizza e si elevano così a rango di Faraoni delle mediocri figuri con le mani sporche. Insomma, siamo al culto della personalità, al ridicolo feticismo. Ora, queste discussioni saranno pure da bar, ma in tal caso sarò lieto di accompagnartici, Luca, per offrirti qualcosa.
Questa è solo satira, e serve per buttarla a ridere, ma poi l’azione politica resta comunque ferma e decisamente subordinata alle scelte religiose.
Se questa difesa dello Stato laico è demagogia, non so che cosa sia arringare una folla stratosferica per seguire un uomo da balcone vestito di bianco.
Ecco, forse si può discutere sulla forma (che in questo caso non ha la pretesa di essere rigorosa appunto perché è satira), ma sul contenuto non demordo.
Capito?

Un saluto
17/11/2006 da Il suonatore Jones
Scusate
Ma, penso di vedere un pò troppa demagogia... nel senso che il discorso sugli anelli del Card. Ruini l’ho sentito qui sotto al bar... davvero! Per il resto non ho nulla da dire...
16/11/2006 da AndreaCaso
Ahah! addirittura:)
Riccardo, addirittura amore-odio? La Chiesa non la odio, né la amo, la descrivo solo. Mi sembra solo che l’idea del cristianesimo cozzi con quello che circola da millenni :) Tutto lì...
16/11/2006 da Liberale Sco
Vaticanate
Condivido al netto delle critiche all’oro del Vaticano. Mi piace questo tuo amore-odio verso la Chiesa...
15/11/2006 da Mario Mazza
Libertà di obbedire
Caro Andrea, tu ancora non hai capito che non esiste l’obbligo di obbedire, c’è solo la ”libertà di obbedire”. Siamo liberi di fare tutto ciò che loro vogliono. Con loro non mi riferisco solo alla Chiesa...
La libertà di espressione non esiste più sostituita dalla libertà di pensare ciò che ti dicono di pensare.

Per quanto rigarda i soldi che si potrebbero ricavare dalla vendita delle vesti del papa. Non sono affatto daccordo quando dici che ci potrebbero adottare 10 bambini a distanza. Ma sai quanti soldi ci vogliono?...
Potrebbero salvare tutto il Darfur!!! E poi come si farà più a pensare ai poveri se di poveri non ce ne saranno più!

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