Elogio della follia
[14/11/2006 11.36] Siamo impazziti. Lo psichiatra che così denuncia la grave situazione neurologica del Belpaese è il dottor Prodi Romano, a cui va un sincero quanto doveroso “grazie” per averci messo di fronte alla dura realtà. Dobbiamo curarci perché ormai non siamo più in grado di pensare a noi, al nostro futuro, ai nostri figli. Prima di recarci in massa da qualche luminare della materia, però, ci viene voglia di chiedere al dottor Prodi se, per caso, a questa grave condizione non debbano ricollegarsi alcune concause che, da sole, potrebbero anche giustificare la malattia. Per esempio, il fatto che, come soggetto unico quale lui ci ha indicato, Paese, questo malato neanche tanto immaginario abbia piene le scatole di sentirsi dire, a qualche giorno dalle elezioni politiche, che non votare sarebbe un gravissimo venir meno al nostro diritto-dovere civico. Per poi essere costretto, una volta dentro l’urna, a scegliere fra un bugiardo patentato, impenitente, imbroglione, ultraricco, onnipotente della comunicazione, che quantomeno non ha perso il senso della menzogna come forma d’Arte fine a sé stessa, la cui decadenza fu stigmatizzata da quell’esteta supremo di Oscar Wilde, ed un bugiardo senza patente, a volte pentito – “la Finanziaria è eccellente”, poi “Si può cambiare”, poi “Andrà alla fiducia”, poi “Finché si potrà evitare, non la sottoporremo alla fiducia”, poi “W la tassa di successione”, poi “Abbasso la tassa di successione”, poi “Se scontenta tutti vuol dire che è buona” (anche qui c’è qualcosa di Wilde, rovesciato: “quando tutti mi danno ragione ho la sensazione di avere torto”) -, non ricco e non proprietario di televisioni. Forse il Paese non è pazzo, è semplicemente drogato. Si reca dentro quella splendida urna dopo aver sentito dire dal primo bugiardo, l’artista della menzogna, che votando lui non dovrà più pagare l’ICI e dal secondo bugiardo, quello più grezzo, che se dovrà continuare a pagare l’ICI, votando lui comunque non dovrà mettersi le mani nelle tasche per racimolare euro in più da pagare allo Stato, ma che semmai sarà lui a farsi carico di alcune spese. Dopodiché, il secondo bugiardo vince. Il primo, così, può dedicarsi alla Lie Art senza più addosso il peso di una poltrona assai incompatibile con quella forma d’arte. Il secondo, invece, deve limitare la sua scarsissima vena artistica al minimo, perché ora è tutore del paese che ha avuto fiducia in lui (o si è stancato delle trovate di genio di quell’altro: più probabile). In men che non si dica, purtroppo, il neo-premier si trova di mezzo allo scandalo Telecom e non riesce a dire di meglio che riferirne in aula sarebbe roba da matti (“Ma siamo matti?”, per essere precisi. Sempre con questi matti!). Poi in aula ci va, ed agli attacchi molto precisi di Tremonti in pratica non risponde, facendosi difendere dal pessimo avvocato Dr. Fassino, che rinfaccia a Tremonti la finanza creativa. Come dire: lo accusi di aver truffato lo Stato? Ricordati di quando tu hai rubato un pollo col permesso del Parlamento intero! Così rinfrancato da cotanti alleati, dirige i suoi uomini durante le operazioni per la stesura del testo legislativo più importante della sua gestione, visto che si tratta di stabilire in che modo verranno ripartite le risorse economiche per l’anno venturo, a chi andranno i soldi e chi li dovrà sborsare e perché. Ebbene, il paese si ribella, il ministro dell’Economia, coadiuvato dall’ex ministro delle Finanze (uno che alle tasse ci manca solo che dedichi filastrocche come lo sceriffo di Nottingham), è sommerso dalla bufera e viene definito dal Financial Times “il peggior ministro europeo dell’economia”. Sindaci e governatori locali, molti dei quali battono bandiera rossa, la stessa dello psichiatra, si risentono dei tagli ai trasferimenti a loro favore, indi per cui potrebbero essere costretti ad aumentare l’ICI, che l’artista aveva addirittura promesso di togliere, oppure potranno optare per una rappresaglia sugli stranieri alias “tassa di soggiorno”: in pratica se vuoi venire a Firenze, gentile crucco, non ti dovrai fermare alla frontiera, ma mi dovrai pagare quattro-cinque euro perché sei venuto a visitare gli Uffizi o solo perché vuoi fare l’amore in piazza della Signoria. Oppure potrebbero aumentare la tassa sulla casa grazie alla revisione del catasto. Oppure ancora potranno elevare dallo 0,5 allo 0,8 percento l’addizionale comunale Irpef. I lavoratori autonomi saranno oberati di aggravi fiscali, così come i ticket sanitari costeranno di più. Insomma, quella promessa di non mettere mano alle tasche degli italiani sarà leggermente disattesa, ma il secondo bugiardo qualche giustificazione ce l’ha o se l’è trovata. Egli dice che il suo Governo è partito da -26, indicando in termini calciopolistici “la somma dei miliardi necessari per rientrare nei parametri dell’UE e dei deficit trovati nelle Ferrovie, nell’Anas e nel piano delle opere pubbliche”. Colpa, sottinteso, del governo precedente - per forza: piove, governo avversario ladro -. La conduzione finanziaria del governo dell’artista, per la verità, è stata molto discutibile per motivi in parte simili, perché anche l’artista aveva promesso uno sgravio fiscale massiccio che poi si è concretizzato solo in minima parte. Ciò non autorizza il suo successore, però, a fare lo stesso, ma poniamo che sia talmente vero che Tremonti abbia lasciato macerie terribilmente vaste che il dottor Prodi non possa fare altrimenti. Il dottore, ammettendo questa ipotesi, non se la può prendere col paziente né gli può rinfacciare alcunché, perché il paziente si è affidato a lui per ben due volte: la prima ad ottobre 2005 quando il dottore fu opzionato fra alcuni suoi colleghi come quello più in gamba; quindi, ad aprile, ha ottenuto la legittimazione definitiva ed ufficiale vincendo la sfida con l’artista. Oggi che il Paese sta male perché ricopre di insulti lui ed i suoi colleghi collaboratori, si deve rivolgere prima a loro e poi al malato. Sì, perché se due di essi hanno imposto tagli ai Ministeri degli Esteri, dell’Interno, dello Sport, dell’Università atque Ricerca e i responsabili di tali ministeri, sostenuti da un Premio Nobel – niente di importante, ci mancherebbe -, si sono innervositi vel imbestialiti fino a giungere alle minacce, deve risolvere i problemi con loro e poi, semmai, dare dei pazzi agli studenti, ai professori, ai ricercatori, agli atleti disabili. Se il suo Ministro della solidarietà sociale gli vota contro per un decreto che permetterebbe di far decollare i fondi pensione, alternativamente mantenendoli presso il proprio datore di lavoro o destinandoli per intero ad un fondo pensionistico complementare, se la deve prendere con il suo ministro e non con quei pazzi dei lavoratori ed imprenditori che gli dicono che così non va bene. Non può, il dottore, credere ciecamente alla tesi della sua infallibilità: i medici tanto presuntuosi, in genere, sono quelli che lasciano che le garze vegetino all’interno dell’apparato digerente dei pazienti. Piuttosto, chieda agli anestesisti, ai ferristi, agli infermieri se c’è qualcosa che non va, prima che sia il paziente malato irreversibile ad urlarglielo in faccia. Chieda al presidente del CSM se anch’egli ritiene che siamo dei pazzi o se, semplicemente, non abbiamo stimoli a non esserlo. Domandi all’esimio dott. prof. Mastella che cosa vuole fare a proposito dei processi ad aeternum che conducono, quelli sì! alla follia le persone perbene e troppo spesso fuori dalle carceri i “malamente”, per dirla con Merola. Oppure, se proprio non vuole scomodare tanti virtuosi della medicina politica, che almeno vada a scuola di Menzogna dal suo illustrissimo predecessore. Quello, almeno, una trentina di persone le ha rese felici.
postato da Vincenzo Carusi
|