Las Españolas
[05/11/2006 12.08] Siamo a lezione. Il professore spiega quando all'improvviso una bella moretta alza la mano per chiedere una cosa. Dall'accento si intuisce che non è italiana, ma la voce è sicura, vagamente sensuale. Alla pausa mi alzo e la raggiungo al suo banco. “Ciao” le dico. Lei si gira, mi guarda e sorride. “Sbaglio o non sei italiana? Spagnola forse?” Ho fatto centro. Natalia e la sua amica Sonia sono spagnole, simpatiche e molto disponibili. Parlano un italiano un po' stentato, ma le capisco, e questo mi basta. Chiedo loro gentilmente se hanno voglia di rispondere ad alcune domande. “Scrivo sul giornale dell'Ateneo” affermo orgogliosa. Loro mi guardano perplesse. Forse non è un gran riconoscimento, ma è sufficiente per ispirare fiducia. Natalia decide di prestarsi al gioco. E io comincio.
Di dove sei, come ti chiami, quanti anni hai? ¿De dónde eres, cuál es tu nombre, cuántos años tienes? Mi chiamo Natalia Ivanez, sono di Ibi (Alicante) Spagna e ho ventidue anni.
Come mai hai deciso di fare un'esperienza di studio in Italia? Perché Macerata nello specifico? ¿Por qué has decidido de hacer una esperiencia de estudio en Italia? ¿Por qué en “Macerata” especificadamente? Ho deciso di fare un' esperienza Erasmus perché mi sembrava molto importante conoscere altre culture, lingue e luoghi. Nella mia università offrivano un gran numero di destinazioni Erasmus. All'inizio volevo scegliere la Danimarca perché lì c'è una scuola di animazione molto interessante, ma la permanenza era troppo costosa. Così mi sono decisa per l'Italia perché ho pensato che qui avrei avuto tempo più buono e con più sole, oltre al fatto che costava meno. Ho scelto Macerata perché si trova più o meno nel centro Italia e così presto avrei potuto visitare il resto del Paese che sembra pieno di cultura.
Tu, come me, frequenti “Scienze della Comunicazione”. Quali differenze hai riscontrato con il piano di studio, l'organizzazione e la preparazione della tua università in Spagna? Tú , como yo, frecuentas “Scienze della Comunicazione”. ¿Cuáles diferencias has encontrado con el plano de estudios, la organización, y la preparación de tu universidad en España? Ho trovato molte differenze. Nella mia università la laurea è molto più pratica. Tutti i giorni abbiamo laboratori nei quali mettiamo in pratica le conoscenze apprese. La mia università è nuova e abbiamo accesso agli studi della radio e della televisione dove ci insegnano il funzionamento dei macchinari. Abbiamo anche laboratori di disegno dove apprendiamo l'uso di differenti software. Le lezioni teoriche durano meno, abbiamo più ore di pratica. Ci sono materie per le quali non devi neanche sostenere un esame, bensì un lavoro pratico, creativo, guidato dal professore. Questo arricchisce molto più l'alunno. Il nostro è un insegnamento più concreto, legato alla vita reale. Credo sia molto importante. Gli esami sono scritti, però sono più semplici poiché è più importante la parte pratica. In Italia vedo che le cose sono molto disorganizzate, nessuno sa mai niente.
Come ti trovi in questa città? Com'è stata l'accoglienza? ¿Cómo te encuentras en esta ciudad?¿ Cómo ha sido la acogida? La città mi piace, è veramente bella. Ci sono edifici molto antichi e strade in cui perdersi. La gente è disponibile, ti aiuta e ti mostra ciò che può. L'accoglienza è stata un po' deprimente perché abbiamo dovuto vivere una settimana nell'ostello Ricci, senza poter disfare le valigie, dividendo il bagno con più persone, senza che ci pulissero la stanza, mangiando in ristoranti e spendendo molto denaro (non credo avremmo dovuto pagare noi.) Dalla Spagna, infatti, avevamo prenotato una stanza in un collegio e quando siamo arrivate qui non c'era. L'amministrazione non sapeva niente, quando andavamo ad informarci non ci dicevano quando avremmo potuto traslocare. Alla fine abbiamo ottenuto la residenza. Il collegio in cui ci hanno trasferito è tutto nuovo. Lo abbiamo inaugurato noi. Dobbiamo dividere la cucina con più ragazzi Erasmus, però va bene perché così si conosce molta gente.
Com'è una tua giornata tipo?Dove alloggi, dove mangi, chi frequenti?I ragazzi italiani sono ospitali o hai trovato difficoltà nella comunicazione? ¿Cómo es un dia tipico tuyo?¿Dónde alojas, dónde comes, quienes frecuentas? ¿Los chicos italianos son hospitalarios o has encontrado dificultades en la comunicación? Un giorno tipico...al momento i giorni non sono tipici perché qui è tutto nuovo per me. Mi alzo, mi faccio la doccia, mi “aggiusto”, faccio colazione e vado a lezione, se ne ho, altrimenti vado a fare una passeggiata per la città, a comprare le cose che mi mancano, faccio foto...Poi preparo da mangiare, anche se a volte mangio alla mensa, vado a lezione, se ce l'ho, a passeggiare per la città o ai computer, perché al collegio non abbiamo Internet. La sera di solito andiamo al bar della Piazza della Libertà o a vedere la televisione nell'edificio di fronte con delle ragazze italiane. Le ragazze italiane che conosco sono molto simpatiche, belle persone...ci aiutano con la lingua e così anche loro praticano il castigliano. I ragazzi che ho conosciuto fin' ora, invece, sono un po' “pesanti” e ci assillano nei pubs. Non ho incontrato difficoltà di comunicazione, la gente ti aiuta, inoltre ci sono molte persone che vogliono imparare la nostra lingua e ci chiedono delle cose.
Qual è il tuo livello di conoscenza della lingua italiana? Ci sono dei corsi o delle attività organizzati dall'Ateneo che ti aiutano a migliorare la lingua? ¿Cuál es tu nivel de conocimiento de la lengua italiana?¿ Hay cursillos o activitades organizados por el Ateneo que te ayudan a mejorar la lengua? Io non so quasi niente di Italiano, ma ogni giorno imparo molte parole. Dicono che c'è un corso d'italiano per Erasmus. Stanno aspettando che arriviamo tutti e poi ci avviseranno.
Nel complesso quest'esperienza si sta rivelando positiva o negativa?Hai suggerimenti da proporre affinché questo Ateneo sia sempre più adeguato a soddisfare le esigenze degli stranieri? ¿ En conjunto esta esperiencia está demonstrandose positiva o negativa?¿ Tienes sugerencias de proponer para que este Ateneo sea siempre más apto para satisfacer las exigencias de los extranjeros? Nonostante tutti i problemi per me l'esperienza è positiva e comunque tutto serve per imparare. Credo che l'Ateneo dovrebbe farsi carico della gente che arriva e non ha casa, perché è molto difficile stare in un Paese che non è il tuo senza poter usufruire dell'alloggio (per cause estranee a te). Nella mia università esistono i tutori Erasmus, che sono gli stessi alunni dell'università e che aiutano gli Erasmus al loro arrivo in Spagna (per trovare alloggio e altro...). Credo che questa figura sarebbe interessante anche qui a Macerata perché faciliterebbe la vita ai ragazzi stranieri.
postato da Silvia Saccomanno
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