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Protesta il Giornale di famiglia Berlusconi per l’uscita del settimanale legato ai Circoli delle Libertà. Non vogliono essere l’inserto di un partito. Già, un conto è dar retta a Forza Italia, un conto solamente a Berlusconi. (Andrea Caso)                                                                                          Scoperte tracce di cocaina nell’aria di due grandi città. E adesso che faranno le associazioni proibizioniste? Smetteranno di respirare. (Andrea Caso)                                                                                          Montezemolo accusa la politica, denunciando la mancanza di un grande progetto. Prodi risponde: ”Si commenta da sé”. Infatti, non serve dire niente: ha ragione e basta
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Musicisti al bivio3 ottobre 2006
Emergere nell'underground: paradosso irrisolvibile?
Rock, Crossover, EmoCore, Rock elettronico psichedelico, Pop, Elettro Pop, Progressive, Rock Alternative, Rock Acustico, Indie, Ska, Reggae, Noise, Hard rock, Blues, Rock melodico, Rock'n roll, Punk..ecc.
Ma quante altre definizioni ci sono per definire il proprio genere? Quante sfumature nascono dall'aggregazione di giovani che tentano di emulare le colonne portanti del rock internazionale? Trovare una definizione diversa dalle altre, per così dire "strana", è il sintomo di chi si nasconde dietro il problema di gran parte della musica emergente: la mancanza di comunicazione con il pubblico.
Un gruppo che si definisce, per esempio, Indie-rock alternativo (ovvero indipendente, rock ed alternativo rispetto alla musica commerciale e radiofonica), avrebbe l'obbligo di socializzare e comunicare in maniera impeccabile, proprio perchè sta offrendo un prodotto alternativo e quindi teoricamente più difficile da apprendere rispetto ad un prodotto più appetibile, come può essere una canzoncina melodica e radiofonica.

I gruppi emergenti sono i produttori della propria musica, ma sono anche i primi diffusori di ciò che producono, è quindi inevitabile saper comunicare bene senza essere troppo ermetici. Bisogna creare tutte le condizioni adatte affinchè l'ascoltatore, oltre che a deliziarsi con la musica, possa verificare le sue conoscenze, condividere i pensieri, capire testi. Credo che il luogo comune del connubio tra testo e musica sia una verità fondamentale, quasi una legge ferrea, a meno che non si suoni un genere strumentale.
Cosa può pensare un ascoltatore leggendo questi versi presi da un qualsiasi testo di una canzone rock:

"Inutili fragilità mi circondano di immenso...
mentre fuori piogge di cristallo spezzano i pensieri della mia mente,
e sangue, fiori e neve diventano l'unica realtà possibile dei miei sogni...
"

Se esistesse una canzone con un testo del genere non sarebbe affatto un errore staccare la presa del vostro stereo; se esistesse una canzone con un testo del genere, almeno la musica dovrebbe suscitare ciò che il testo non riesce a trasmettere: le emozioni. Ma se nemmeno la musica riuscisse a comunicare? Allora il destino vi è avverso: imparate a raccontare fiabe ai pargoli e lasciate stare la musica, scegliete un'altra strada, seguite un'altra "freccia".

Una canzone può anche nascere dal flusso di coscienza dei nostri pensieri, può anche raccontare storie incomprensibili ai più, se così fosse però andrebbe per lo meno curata dal punto di vista metrico: l'ascoltatore va viziato in qualche modo, e se in fin dei conti la vostra canzone non vuole proprio raccontare nulla, per lo meno concentratevi sulla struttura metrica, perchè la canzone stessa possa diventare il tormentone quotidiano dei vostri fans.
Diego Nota

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