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26 settembre 2006 A tu per tu con un personaggio: Alessandro Metta Tempo fa, quando il Ministro dell’Istruzione era Letizia Moratti, gran parte dei professori scese in piazza portando seco bambini di sei sette anni e protestando contro la riforma che reca il nome dell’attuale sindaco di Milano. Si scese in piazza, però, anche nel 1997-98 contro il ministro Berlinguer e la riforma dell’esame di stato, poi ancora contro il suo delfino e successore al dicastero Tullio De Mauro. Non v’è dubbio che quello della scuola è uno dei tasti più dolenti della politica italiana, in quanto i fondi economici ad essa assegnati sono scarsi e, soprattutto, sono deprimenti i risultati che l’istruzione pubblica riesce a non ottenere ed ancora più nauseanti quelli che ottiene: semi-analfabetismo di una fetta di diplomati e laureati; fuga dei migliori cervelli specie nel campo scientifico; impreparazione pressoché totale fornita dalle cosiddette scuole di specializzazione (Ssis, Scuola per professioni legali, Scuola di diritto del lavoro e sindacale); spaventoso disinteresse per la storia (fino all’invenzione meritevole di brevetto del reality “La pupa e il secchione”).
E’sommo piacere constatare che, in questo contesto, riesca ancora a fiorire qualche giovane dal pensiero fervido e dalla penna elegante. Uno di questi è Alessandro Metta, laureato in filosofia all’università di Macerata con una tesi su...
“Amor e conoscenza in Giordano Bruno: i percorsi della gnosi eroica dagli eroici furori alle opere magiche”.
- E scrittore di racconti... come possiamo definirli?
"Possiamo definirli principalmente come un tentativo ardito e risoluto di riprendere sotto nuove forme narrative le lezioni dell'estetismo e del futurismo, senza dimenticare maestri come Carmelo Bene e Schopenhauer. Questo per quanto riguarda i racconti e le opere letterarie, poi, ho altro materiale teorico definibile parzialmente come neoestetismo o teoria morfologica geometrica della bellezza. In ogni caso, tutto ciò non è stato scritto da me ma tramite me."
- Ti senti soddisfatto dall’insegnamento che propone l’Università italiana?
"L'università italiana, almeno io parlo dell'ambito letterario filosofico, è contagiata rovinosamente da due problemi distruttivi: il primo è la mancanza di selettività, per cui oggi si laureano tutti, e questo non va bene per ogni cultura che intende essere sana e forte; il secondo è quello per il quale la filosofia si è ridotta a mera ermeneutica, o paradigma interpretativo completamente staccato dall'esuberanza combattiva della vita. Come ermeneutica passiva ripiena di accademismi si presenta oggi questa defunta filosofia che non ha più creatori nè distruttori. Con questo atteggiamento, dettato da questo momento storico e dalla pusillanimità dei cosiddetti pensatori, si cade nel peggiori dei nemici della cultura, ovvero nell'intellettualismo...ora si capisce perchè Marinetti e qualche altro sapiente volevano incendiare biblioteche e università."
- Hai terminato a giugno la prima esperienza da professore tirocinante al Liceo Classico di San Benedetto del Tronto: cosa ti ha lasciato? E la SSIS?
"L'esperienza della ssis, tappa quasi obbligata per un laureato in filosofia o lettere in uno stato dominato dalle plebi e dalla democrazia liberale - contro cui combattè la luce dell'Impero degli Hohenstaufen – è stata assolutamente banale e mi ha causato un impoverimento. Al contrario entrare come tirocinante al liceo è stato utile oltre che divertente."
- 1789, la borghesia al potere: giusto, no?
"La nostra bella europa continentale, diversa da quella britannica, dopo il 1789 ha avuto un tremendo destino, siamo scesi sempre più in basso, verso gli stadi fognari dell'esistenza, alla perdita di ogni valore superiore-spirituale si è aggiunta la tirannide delle plebi. ma non dico nulla di nuovo, molti altri la pensano come me. Il popolo grasso, così lo indicava Dante nel De Monarchia, l'opera che ogni uomo che fa politica dovrebbe leggere, oggi ha preso il potere. Grasso, ma sempre popolo. Bisognerebbe mettere una nuova legge che impedisca di fare politica a chi non ha letto il De Monarchia di Dante."
- Come si potrebbe, oggi, concepire un Paese “democratico”, per non dire plutocratico come il nostro, in cui ci sia spazio anche per nobili e clero preposti a sostenere e finanziare cultura, arti, istruzione in modo da valorizzare i cervelli?
"Il crollo del mecenatismo aristocratico ha causato danni immensi al nostro Paese, in cui ora le menti creative sono solo appannaggio dei d.a.m.s. e delle accademie varie. per portare l'arte al potere, devono crollare le logiche liberali e anche quelle sociali. Allora le menti possono respirare un'aria pura, ignea, creatrice."
- Cosa pensi del destino?
"Il destino, o fatalità cosmica, è ciò che regge l'universo. Concordo con la concezione di Machiavelli, per cui l'azione dell'uomo è possibile entro il percorso generale del fato. Ma ciò è ben diverso dalla moderna e caotica febbre della libertà apparente, che ha causato solo danno. Purtroppo per le frenesie degli umani, il destino c'è."
- Arthur Schopenhauer, ovvero?
"Che dire di Schopenhauer, lui si dice da sè, si dona. dopo di lui la filosofia non ha più senso, quale parola potrebbe avere più senso nel rosa candido e sonnolento di un Nulla nirvanico che oscenamente non ha più bisogno nè di parlare nè di comunicare nè di spiegare? Un maestro sommo, un grande conservatore aristocratico, un grande asceta e libertino. Sbaglia chi vede l'ombra della contraddizione tra questi due orientamenti dello spirito apparentemente antitetici."
- Carmelo Bene disse: “Le donne hanno abdicato al loro più bel dono: la stupidità”. Aveva ragione?
"Senza le donne la vita degli uomini sarebbe infernale. La donna, parte oscura, necessaria e divina dell'universo. Irrazionale maga di Babilonia, Sofia gnostica, sacedotessa di Venere, ancella dal volto di Serpente, culla di sapienza e gloria del guerriero. La conoscenza somma si effettua solo attraverso la Donna. Ringrazio il Dio sommo e trascendente per avermi dato molta fortuna nelle cose di Venere. Per rifarmi al tono della domanda, diceva Baldassare Castiglione, (e questa l'ho messa all'inizio di un mio racconto).."Molto manca alla donna cui manca bellezza"... "
- E disse anche: “Gioventù impensierata: agli arresti!”. Che voleva dirci?
"Che bisogna evitare l'intellettualismo palloso come evitare l'arte che pensa a produrre opere e non pensa ad essere -essa stessa in primis - Arte e grande Stile."
- In che tipo di Dio credi, se ci credi?
"Devo tutto all'Uno infinito, eterno e incorporeo, privo di materia dunque di male, assolutamente trascendente e ineffabile. Ho un senso del sacro fortemente impregnato di misticismo. Come sono attratto da Sade, Bataille e dalla letteratura erotico-filosofica, lo sono altrettanto dalla contemplazione dei deserti, dai monaci esicasti, dai santi."
- Alleggeriamoci: quale azzurro ti è piaciuto di più ai Mondiali?
"Materazzi."
- Perché?
"Un vero combattente."
- Per che squadra fai il tifo?
"Bayer Leverkusen."
- Anche a Carmelo Bene piaceva il calcio, lo pensava come una rivisitazione in chiave moderna delle leggendarie imprese epiche. Anche a te piace per questo motivo?
"Sì, è una forma d’arte estrema; sui campi di gioco si ricrea un’atmosfera di pathos e di catarsi. Andrebbe meno commercializzato e più sacralizzato perché esalta lo spirito."
- Giù dalla torre:
- Leopardi o Schopenhauer: Leopardi - Marchese del Grillo o Napoleone: Napoleone - Erwin Rommel o Italo Balbo: non vorrei che ci fosse una torre per gettarli, ma per innalzarli insieme - USA o URSS: tutte e due, smisurate e caotiche, nemiche della misura - Bush o Ahmadinejad: tutti e due, eccessivi - Bruno Corbucci o Gabriele Muccino: Muccino, gloria a Corbucci - Carmelo Bene o Vittorio Sgarbi: Sgarbi, ma col paracadute, grande esteta e teorico comunque. Ma di fronte a Carmelo Bene, mi butterei anch’io - 10 giugno 1940 o 8 settembre 1943: 8 settembre 1943 - Aran Endemol o Istituto Luce: Non rispondo
Vincenzo Carusi
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