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10 settembre 2006 11/9, Salvador Allende 11/9, Salvador Allende (26 luglio 1908 - 11 settembre 1973)
Quando si sente parlare di 11 settembre subito le menti vanno alle immagini delle torri gemelle che crollano. Questa data è ormai entrata nell'immaginario collettivo. Non esiste quasi più l'11/9/2001, esiste solo l'11/9.
Capita così che sempre più spesso venga ignorato un altro, importantissimo 11 settembre, quello del 1973.
Per i cileni l' 11/9/'73 non sarà ricordato come un giorno qualunque.
L'11 Settembre 1973 l'esercito Cileno si ribellò contro il governo eletto in libere elezioni presieduto da Salvador Allende. Già altre 2 volte Allende aveva concorso per la presidenza, senza riuscirci. Il 5 Settembre 1970, al terzo tentativo, risultò vincente con la sua coalizione Unidad Popular. Gli Stati Uniti, e in modo particolare l'allora Presidente Richard Nixon, dichiararono apertamente la loro ostilità nei confronti del neo eletto Allende, dopo che per anni avevano fruttuosamente finanziato i partiti avversari:
"Non un dado, non un bullone raggiungerà il Cile sotto il governo di Allende. Una volta che Allende arriverà al potere noi faremo tutto ciò che è in nostro potere fare per condannare il Cile e tutti i cileni a patire privazioni e povertà." -- Edward M. Korry, Ambasciatore USA in Cile, presentando l'elezione di Allende (da www.wikipedia.org ).
E' bene ricordare, per capire i fatti, che tra le più importanti riforme di Allende c'era la nazionalizzazione delle miniere di rame, di cui il Cile è ricco, non rinnovando le concessioni mienerarie alle aziende statunitensi che ne detenevano il controllo. Si trattava di poter permetere ad una Nazione di sfruttare le proprie risorse e non di essere sfruttata. Gli USA, tramite la CIA, continuarono il finanziamento illecito agli oppositori di Allende e a qualsiasi movimento potesse destabilizzare il governo: di rilievo l'azione che portò il sindacato dei camionisti ad uno sciopero prolungato che paralizzò il Cile.
Grazie ai finanziamenti elargiti da Nixon al Generale Augusto Pinochet, quest'ultimo potè organizzare la rivolta e sovvertire il governo socialista di Allende. In una riunione coi suoi collaboratori più intimi Nixon dichiarò che Allende avrebbe Portato un modello funzionale di Socialismo nel mondo e che quindi doveva essere eliminato.
Nella prima mattinata dell'11/9 le Forze della Marina Cilena occuparono la città di Valparaìso, per poi espandere la rivolta a tutto il Cile.
Chiuso nel palazzo presidenziale de La Moneda Allende e pochi suoi collaboratori assistettero praticamente inermi alla distruzione della democrazia.
Iniziarono i bombardamenti aerei contro La Moneda, ma Allende non scappò. Attaccato ai microfoni di Radio Corporacìon prima e di Radio Magallanes (le torri di Radio Corporacìon vennero abbattute per prime) rendeva partecipe il popolo della sua decisione di non abbandonare il mandato che il popolo stesso gli aveva assegnato, ripetendo il concetto più volte:
"In questo momento passano gli aerei. E' possibile che ci crivellino. Ma sappiate che stiamo qui, per segnalare, per lo meno con questo esempio, che in questo paese ci sono uomini che sanno mantenere le obbligazioni che hanno assunto." "In quest'ora oscura voglio ricordarvi alcune mie parole dette nel 1971, ve le dico con assoluta tranquillità, non ho stoffa di apostolo né di messia. Non ho propensione al martirio, sono un lottatore sociale che compie un incarico che il popolo mi ha dato."
Memorabili le sue parole prima della fine:
"Hanno la forza, potranno sottometterci, ma non si possono trattenere i processi sociali né con il crimine, né con la forza. La storia è nostra e la fanno i popoli."
Alla fine, con La Moneda in fiamme e semidistrutta per via dei bombardamenti, tutti uscirono dall'edificio, tranne uno. Mentre gli ultimi rappresentanti del legittimo Governo uscivano in fila indiana, Allende si tolse la vita con un colpo di fucile alla testa.
A quel giorno seguirono 17 anni di dittatura, appoggiata e applaudita dalle più grandi "democrazie" mondiali, USA in testa. In questo periodo vennero uccise e torturate migliaia di persone. Alcuni, semplicemente, divennero "desaparecido", sbudellati e gettati dagli elicotteri in largo mare. Agli uomini venivano applicati cavi elettrici ai testicoli e fatta passare la corrente, alle donne venivano inseriti nella vagina e sui capezzoli. Il tutto per costringerli a denunciare dissidenti o a rivelarne le sedi o ogni altra cosa servisse al regime.
Nel 1988 fu indetto un plebiscito secondo le norme transitorie della Costituzione Cilena per votare un nuovo mandato di 8 anni al presidente Pinochet. Vinse il NO. Seguirono le elezioni l'anno successivo e finalmente, l'11 marzo 1990, Pinochet lasciò la carica di Presidente. Rimase ironicamente (non tanto ironicamente) Comandante in Capo dell'esercito fino al 1998, dopodichè, grazie ad un articolo scritto in precedenza dal suo governo divenne senatore a vita.
Pinochet, ormai vecchio, fu processato diverse volte per crimini contro l'umanità, scampandola quasi sempre tra immunità e infermità mentali. Dal 13 dicembre 2004 l'uomo che materialmente distrusse la democrazia cilena governando il paese nel sangue per 17 anni, strongsi trova agli arresti domiciliari. Rubate un nano da giardino e almeno una notte in prigione la passate.
Esiste un'organizzazione in Cile, detta FUNA, che tuttoggi si occupa di scovare persone che hanno torturato o ucciso cittadini cileni durante la ditttura.
El mejor homenaje para los que cayeron Es luchar por lo que nuestros companeros dieron la vida!!! ¡¡¡Si no hay justicia!!! ¡¡¡Hay funa!!!
www.funachile.cl
E ricordate:
LA HISTORIA ES NUESTRA, Y LA HACEN LOS PUEBLOS!
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