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31 luglio 2006 Nuovo esame di maturità: cambiano le regole Esame di maturità: temuto, odiato, a volte anche bistrattato. In questi ultimi anni si è addirittura cambiato nome in "esame di stato" e qualcuno ha pensato finanche di abolirlo definitivamente. Per conoscere il destino dell'esame di maturità bisognerà attendere l'8 Agosto, data in cui il neo ministro dell'Istruzione Fioroni darà annuncio delle nuove regole che intendono rilanciare e dare un po' più di credibilità a questa prova che conclude i 5 anni delle scuole superiori e attraverso la quale si entra in possesso del tanto agognato diploma. L'esame di maturità è stato spesso "sotto processo" negli ultimi anni: alcuni pensavano che ormai fosse solo un'inutile formalità e pertanto andava abolito in toto, altri premevano sul fatto che oggi le regole come quella per evitare di copiare sono facilmente aggirabili dato il sorgere di siti internet e forum che promulgano le soluzioni on line già pochi minuti dopo l'inizio delle prove e l'accesso a questi è garantito da telefoni cellulari e palmari che spesso gli studenti riescono a utilizzare durante gli esami. Dunque alcune delle nuove regole di cui già si è a conoscenza e che entreranno in vigore dall'esame di Giugno 2007 prevedono: l'istituzione di commissioni miste formate da docenti che saranno sia membri interni che esterni, maggior punteggio attribuito al credito formativo che rappresenta il curriculum scolastico di ogni studente ed infine ritorna lo scrutinio per ottenere l'ammissione all'esame, invece la norma attuale prevede l'ammissione per tutti gli studenti indistintamente, anche se non raggiungono la sufficienza in alcune materie. E così, dopo la riforma Berlinguer di qualche anno fa, in cui si passò dal voto in sessantesimi a quello in centesimi, e la più recente e tanto contestata riforma Moratti, in cui le commissioni preposte a giudicare gli studenti erano formate esclusivamente da membri interni fatta eccezione per un Presidente esterno per ciascuna scuola, sta per arriva la riforma Fioroni. Sarà questa la riforma risolutiva?
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