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Casetta del Mulino bianco29 luglio 2006
Manuale del CercaCasa
Chi studia fuori e cerca un appoggio sarà sicuramente incappato nell'imbarazzante situazione di dover cercare casa.
Il compito, infatti, più rivelarsi più arduo del previsto.
Principalmente se si è da soli ,oltre alle normali difficoltà, si aggiunge quella dei proprietari che vogliono direttamente gruppetti di tre o quattro persone per riempire l'appartamento in un unica ”botta”; senza doversi preoccupare di affittare stanza per stanza.
Come fare? Ecco alcuni consigli preziosi.
Intanto munirsi di un'agenda, una sostanziosa ricarica del cellulare, una mappa della città, scarpe nuove e tanta, tanta pazienza.
La ricerca comincia dalla bacheca dell'università. Qui vengono esposti annunci di tutti i tipi e una volta individuate le caratteristiche ideali del futuro alloggio sarà relativamente semplice procedere ad una prima selezione.
Per questo è opportuno verificare la distanza dalla facoltà, dai mezzi di trasporto, la tipologia delle stanze (doppie o singole), il numero di persone che la casa può contenere, il numero di bagni e ovviamente il prezzo.
Una volta scelte le proposte più allettanti bisogna segnarsi nella “famosa agenda” i relativi recapiti telefonici. Meglio se ci si appuntano di lato anche le caratteristiche sopra elencate.
Staccare mille foglietti con il numero dei proprietari non è una cosa intelligente. Una volta arrivati a casa si avrà solo una gran confusione.
Così, invece, rimarrà più agevole ricordare di cosa si parla e fare subito le domande pertinenti quando inizierà il “giro di telefonate” per avere ulteriori informazioni.
La seconda tappa di questo viaggio imprevedibile e “un posto comodo e tranquillo” in cui poter sprecare un po' di quella “sostanziosa ricarica”del cellulare.
Ogni tasto che digitiamo è una speranza, ogni click una delusione. Almeno all'inizio è difficile trovare qualcosa di veramente allettante o vantaggioso e le sorprese non sono mai abbastanza.
“Salve, scusi, chiamo per l'annuncio...” “Quale annuncio?Chi le ha dato il mio numero?”Click.
“Salve scusi...” “Si, si immagino che lei chiami per l'annuncio. Guardi è rimasto attaccato dall'anno scorso...non è più valido”Click.
“Salve, chiamo per l'annuncio...” “Ah, ma lei è una ragazza. Vede nella casa c'è un ragazzo che rimane anche l'anno prossimo. Di buona famiglia, però, silenzioso, discreto, rispettoso...” “No grazie non...” “ Educato, impeccabile, non dà problemi, cucina, lava, stira, non lascia la tavoletta alzata...”Click. E tu pensi se stesse cercando di affittarti la casa o di trovarti il fidanzato.
Questi sono solo esempi di ciò che può accadere, ma non è niente in confronto alla terza fase.
Ristretto il campo d'azione con queste entusiasmanti e costosissime chiacchierate al telefono, si passa alla visita delle case.
Ora saranno preziose quella “mappa della città” e “quelle scarpe nuove”.
Ci attendono, infatti, interminabili e forzate maratone per la città. Su e giù senza tregua, da una parte all'altra, sbattuti come giunchi al vento.
Pessimismo a parte, bisogna cercare, se possibile, di prendere appuntamenti ogni mezz'ora circa. Con meno tempo non è possibile vedere bene l'appartamento e raggiungere il nuovo indirizzo. Con più tempo non si sa che fare e ci si annoia.
In questa tappa del tour vale la pena di sfoderare tutta la propria parlantina. Se si lasciano le briglie della discussione al proprietario è finita. Inizierà a farci l'elenco infinito di pregi inesistenti e andremo via senza nemmeno ricordare se nella camera c'è o meno il letto.
Le domande importanti sono: “Quanto costa al mese?”, “Quanti mesi di contratto fa?”, “Le bollette sono incluse?”, “Quanto si spende in media di bollette? Posso vedere qualche fattura?”, “Ci sono spese di condominio? E se sì, chi le paga?”, “Il riscaldamento è autonomo?”, “Ha intenzione di affittare le camere a chi capita o evita di fare appartamenti misti (maschi e femmine)?”, “Perché le persone che c'erano prima sono andate via?”.
Relativamente a quest'ultima richiesta un consiglio prezioso è quello di parlare con chi abitava nella casa. Molti problemi, infatti, non sono visibili ad occhio nudo e fare due chiacchiere con chi ha vissuto tra quelle pareti può essere davvero illuminante.
Porto qualche esempio per miglior chiarezza.
“Come mai andate via?”
“Perché il padrone di casa è matto. Abita qui nello stesso palazzo e se dopo le undici sente il minimo rumore entra senza bussare, con le sue chiavi, e ci sbatte fuori gli amici”
Grazie, ciao.

“Perché lasciate un appartamento tanto bello?”
“ Perché la caldaia è rotta e il padrone si ostina ad aggiustarla da solo senza fare nullo di buono. Così arrivano bollette da 600 euro al mese e ci tocca pagarle”
Grazie, ciao.

“Perché cambiate casa?”
“ Perché d'inverno si muore di freddo in questa casa e perché ci siamo stancate di combattere con i piccioni. Qui fuori ce ne sono troppi e non si può nemmeno aprire la finestra senza che i loro escrementi ci rotolino dentro casa. Inoltre ci sono dei lavori in corso qui vicino e non si riesce a studiare”
Grazie, ciao.

Non so se ho reso l'idea, ma è ovvio che certe cose un padrone di casa non le dirà mai pur di affittare.
Rivelazioni shock a parte, ci sono poi elementi visibili e non contestabili, come finestre che danno sui muri, case divise in due dal pianerottolo (con stanza da una parte e cucina dall'altra), appartamenti con sei posti letto e un unico bagno, cucine vecchie e pericolanti, camere puzzolenti e così via. Per questo non c'è bisogno di alcuna consulenza; si ringrazia e si fugge a gambe levate.
Detto questo non voglio spaventare un futuro “cercatore”, ma solo metterlo in guardia sulle insidie e  i problemi di un compito all'apparenza semplicissimo.
Certo sarebbe bene intraprendere questo viaggio con qualcuno di cui fidarsi; un genitore, un amico, un fidanzato. Un occhio esterno che sappia frenare facili entusiasmi e aiutarci a scorgere tra mille la vera occasione.
Ottimale poi la possibilità di prender casa con amici o conoscenti.
Un problema al quale non c'è rimedio, infatti, è proprio “chi vivrà sotto il mio stesso tetto?”.
Purtroppo a quest'ultima domanda non c'è risposta fino a settembre, quando, varcando la soglia con le valigie in mano, ci si accorgerà di essere finiti in Paradiso, o con ogni probabilità, all'Inferno.
Silvia Saccomanno

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