Sassi, manganelli e tanta tanta allegria!
[22/07/2006 00.45] Esilarante discussione tra l'aennino Mantovano e il rifondino Folena, che hanno regalato minuti di grasse risate agli spettatori di "Primo piano" su RaiTre. Folena, dimentico degli insegnamenti marxisti, ha tirato fuori Gandhi dalla naftalina, per riproporlo come modello per i manifestanti del G8. Gandhi, ricordiamo, era quell'uomo calvo che sosteneva che il popolo ebraico dovesse farsi ammazzare dai tedeschi e che il pacifismo oltranzista avrebbe risolto la Guerra Mondiale. Sì, con la conquista del mondo da parte dei nazisti. Mantovano invece, dopo cinque anni di massacro della magistratura, si riscopre senza pudore uomo d'ordine, sostenendo (giustamente) che bisogna rispettare i verdetti dei processi. Già, proprio lui che con la sua maggioranza non accettò i verdetti contro nessuno dei politici dei centrodestra e aiutò a riscrivere le leggi in Parlamento proprio perché i verdetti non erano piaciuti. Folena ha esaltato dunque Carlo Giuliani con una spremuta di retorica buonista sessantottina. Un bravo ragazzo, un ragazzo ribelle, un ragazzo dei centri sociali... poi si è dimenticato di commentare la presenza degli imbecilli che hanno spaccato allegramente le vetrine dei negozi; d'altronde anche essi sono bravi ragazzi, oppressi dallo Stato e dal Capitale. Mantovano ha continuato a ripetere che la responsabilità penale è individuale, sbagliandosi in parte: questo è infatti vero per i manifestanti, ma non per la Polizia, che rappresenta un corpo che deve difendere lo Stato. A più potere corrisponde più responsabilità: un errore di un uomo di Polizia si ripercuote sia sulla Polizia stessa, aiutandola così a restare più "pulita", sia sul Ministero dell'Interno. L'uomo di AN ha infatti sostenuto che una commissione parlamentare d'inchiesta consisterebbe nel ripetere il processo delegittimando magistratura e forze dell'ordine. No, servirebbe soltanto a delineare responsabiltà del ministero dell'Interno; cosa che andrebbe ad aggiungersi alle eventuali sentenze emesse a carico dei poliziotti imputati. Evidentemente Mantovano è ancora reduce dalla commissione Mitrokhin, che ha procurato grandi risate al mondo e ha fatto sbudellare da ridere tutta Europa. Gli unici che l'avevano presa sul serio erano lui e Paolo Guzzanti, poveracci. Un'altra bella chicca la regala ancora Mantovano, alle prese con la risposta al commento di Don Andrea Gallo. Il prete sarebbe un "apologo" delle droghe, non un "apologeta". In attesa di ripassare la lingua, il presunto politico si dedica a commenti non richiesti. Bisogna sempre leccare i piedi ai preti giusti: Ruini sì, Don Gallo no, la vita è fatta di priorità. Insomma, al fin della fiera, la legalità vale a giorni alterni, a seconda della forza politica che la mette in discussione. La polizia è al di sopra della legge e può permettersi di manganellare chiunque, se lo dice Mantovano. Se poi interviene Folena anche i manifestanti possono dedicarsi all'olimpionico lancio del sasso. E così tra la fiera dei manganelli volanti e un'allegra sassaiola la piazza si trasforma in un campo da baseball, e lo Stato recita così la parte dell'imbecille. Haidi Giuliani, per aiutarlo in questa missione, si candida come senatrice della Repubblica, conscia del fatto che il cadavere del figlio Carlo le farà grandissima pubblicità. Insomma, gli animi sono infuocati, da entrambe le parti. Servirebbe un estintore. Possibilmente da non tirare a nessuno.
foto: http://italy.indymedia.org
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