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Beha e le insinuazioni
[07/07/2006 22.37]
Il TG3, dall’inizio del Mondiale, riserva uno spazio quotidiano alle opinioni di Oliviero Beha, giornalista che in passato si è rivelato molto scomodo tanto da essere spesso accantonato in ripostiglio per dare voce a chi non aveva nulla di originale e di nuovo da dire e da fare. Beha è un giornalista d’inchiesta ed un ottimo retore; sa quello che dice e lo fa capire senza fronzoli agli ascoltatori. Però... Durante il TG3 di oggi ha parlato del doppio filo che lega, dall’inizio di questi mondiali, Roma e Berlino a causa delle vicende (para)calcistiche che stanno imperversando in Italia dal giorno in cui furono rivelate le intercettazioni e che hanno logicamente toccato anche gli azzurri in Germania.
A Roma si sta svolgendo un processo che al suo culmine condannerà qualcuno e, forse, assolverà qualcun altro. Oggi la parola è passata al legale di Moggi, Trofino, il quale ha rimarcato che il suo assistito è sotto processo sulla base di quaranta delle centomila telefonate captate, senza che la corte abbia minimamente preso in considerazione le restanti novantanovemilanovecentosessanta che, a detta dell’avvocato, scagionerebbero Moggi. Trofino ha usato la parola “positività” per far notare che l’apporto di Moggi al calcio italiano è stato rilevante, considerato il cospicuo numero di juventini ed ex juventini che sarà presente domenica sul terreno e sulle panchine dell’Olympiastadion di Berlino. Beha ha contestato l’uso della parola “positività”, perché a suo dire dopo la vicenda doping-Juve non gli appare la più adeguata. Dopodiché, riferendosi alle critiche piovute sull’ex presidente della Corte Costituzionale Ruperto che ora presiede il processo denominato “Calciopoli”, ha commentato: i tifosi, compreso Mastella, devono capire che la giustizia sportiva non funziona come quella ordinaria, dev’essere più snella, non prevede la possibilità di presentare tutti i tipi di istanze che un processo ordinario di cognizione concede alle parti; insomma sono ammissibili alcune cose che davanti al giudice naturale non sarebbero nemmeno pensabili.
In questa sede non è opportuno dilungarci su quali e quante sono queste privazioni derivanti dalla specialità del giudizio sportivo, ma essendo Beha un uomo di mondo ed un giornalista coi fiocchi, certe allusioni riferite anche a coloro che domenica cercheranno di portare a casa la nostra quarta coppa del Mondo se le sarebbe potute risparmiare. C’è una sentenza della Corte d’Appello di Torino che scagiona la Juve ed i suoi giocatori dalle accuse di doping che in primo grado avevano trovato il conforto della sentenza pronunciata dal giudice monocratico Casalbore. Si potrebbe discutere dei decenni su alcuni aspetti che quella sentenza di assoluzione ha suggerito: sono troppi duecentottanta farmaci in una società di calcio? Come mai, nonostante si sia parlato di doping alla Juve per otto anni, nessun giocatore bianconero sia stato trovato positivo a parte Davids, che però fu tradito da una sostanza che il corpo umano può produrre da solo ed alla quale sono stati trovati positivi altri (tanti) calciatori? Ma se la giustizia sportiva funziona diversamente da quella ordinaria, caro signor Beha, non vuol dire che sia più giusta, anzi: la sua maggiore celerità suggerisce una diminuita avvedutezza di giudizio, tanto che non sono ammesse alcune testimonianze che potrebbero rivelarsi fondamentali. Allora per quale motivo di Ruperto non si può dire che stia sbagliando perché è un uomo dalla carriera e dalla professionalità inappuntabili, mentre l’avvocato Trofino non può usare liberamente la parola “positività” perché si riferisce ad una vicenda che, fino a parola contraria della Cassazione, la giustizia ordinaria per definizione più ponderata ed accorta dei giudici speciali ha già risolto in favore della pulizia dei giocatori juventini? Ce lo spieghi perché altrimenti saremmo indotti a ritenere che lei si stia un po’ rimbambendo, tanto per essere gentili.
Altra cosa: Buffon dice testualmente: “Non so cosa farò l’anno prossimo. La Juve è una società così forte che non permetterà lo sciacallaggio degli altri club, ma deciderà lei se, come ed a quale prezzo vendere i pezzi pregiati”. Beha ne ha evinto senza alcun dubbio che Buffon vuole andare via e lo farà. Da quale parola magica pronunciata dal portiere si deduce che la sua intenzione è di andarsene da Torino? Lei è forse così bravo da interpretare anche il pensiero delle persone? Si calmi un pochino, chè domenica c’è da vincere un Mondiale, e la partita, a differenza di quello che ha detto lei, si giocherà a Berlino e non a Roma.

postato da Vincenzo Carusi
Commenti (3)
13/07/2006 da vincenzo carusi
precisazioni x i prevenuti
Tanto per chiarire:
Primo: il 14 dicembre 2005 il medico della Juventus Riccardo Agricola e l’ex amministratore delegato Antonio Giraudo sono stati assolti dall’accusa di frode sportiva al processo d’appello. I giudici hanno ritenuto che non si potesse applicare la legge 401 del 1989 per l’uso di farmaci alla Juventus. La Corte ha stabilito che il fatto non è previsto dalla legge come reato. Quanto all’uso di EPO, il fatto non sussiste. Chi ha patteggiato la pena è stato il farmacista Giovanni Rossano, semplice commerciante e non dipendente della Juventus. Prima di sparare panzane, prego informarsi.
Secondo: l’articolo non verteva sul se e sul perché la Corte di Appello di Torino abbia a suo tempo assolto la Juve, ma sull’incoerenza volontaria e capziosa del discorso di Oliviero Beha durante il TG3 delle 19 del 7 luglio 2006. Grazie.

12/07/2006 da Andrea Caso
Piccolo appunto sul patteggiamento
Piccolo appunto: il presupposto del patteggiamento è l’implicita ammissione di colpevolezza da parte dell’imputato.
Nella polemica dell’articolo di Vincenzo Carusi, peraltro interessantissima, non entro. Mi sembra solo come al solito molto stupido mischiare il problema dei mondiali con quello della giustizia sportiva. I mondiali sono una gara, la giustizia deve fare il suo corso indipendentemente da questa. O almeno così credo.
Andrea Caso
11/07/2006 da Alessandro
il solito juventino
Da tuto ciò si evince che sei uno juventino e ti vorrei ricordare solo una cosa che la juve per il doping ha pattegiato la pena quindi non è colpevole ma neanche innocente e ogni persona non juventina ti potrà dire che 280 farmaci non li hanno neanche i marines a baghdad e li si fa la guerra per quanto concerne moggiopoli io trovo altrettanto fuori luogo i discorsi di mastella e cossiga che invece di parllare del paese stanno a parlare di calcio come se si fosse al bar e non mi pare che l’italia vada così bene da potersi permettere ministri che parlano di calcio mentre in un aula a milano vengono assolti gli imputati della strage di linate VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA siamo un popolo di pirla per non dirla alla berlusconi farci vincere la coppa ci ha accecato ma pian paino ritorneremo ai nostri problemi mentre i vostri EROI mondiali se la spassano a formentera forza il calcio forza moggi e forza italia ..........................tristezza

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