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Tutto il Grillo che non conta
[26/06/2006 23.55]
E' simpatico Beppe Grillo. Sempre informato, polemico, sprezzante, brillante. Un urlatore a trecentosessanta gradi. Una delle sue ultime trovate è tra le più simpatiche: un articolo discute sulla disavventura di alcuni ragazzi che sono in carcere da tre mesi senza processo perché accusati di aver sfasciato vetrine e bruciato qualche automobile in corso Buenos Aires, a Milano, poco prima delle elezioni, Alla manifestazione in loro favore hanno partecipato le mamme dei suddetti figli con striscioni inneggianti alla libertà. Sicuramente nel mucchio sarà stato preso qualche incolpevole, ma è possibile che tutte le madri abbiano figli innocenti? Avrebbero fatto meglio a sfilare con uno striscione "Educhiamoli meglio", ma così non è stato. Non potevano mancare le presenza di Don Gallo e Dario Fo, due intellettuali di grandissimo spessore culturale, che dovrebbero per lo meno ghettizzarsi l'uno in chiesa, l'altro a teatro, dove sono bravissimi. Ignorando completamente l'esistenza di misure cautelative, Dario Fo inneggia contro una giustizia di classe che vuole imbavagliare chi manifesta. E' senz'altro evidente che il precedente governo non abbia avuto grande passione per l'espletamento delle libertà democratiche ed abbia soffocato in ogni modo i dissensi, ma in questo caso né il precedente Governo, né l'odiata polizia, hanno a che fare con le sorti di questi bischeroni arrestati. Sono proprio i pm, inneggiati quando utilizzano il carcere preventivo per i nemici, che decidono di tenerli dentro. Beppe Grillo, dal canto suo, dopo averci abituato alla sua protesta (legittima e giusta) sulle commistioni tra politica e giustizia, inveisce contro l'orbe terraqueo chiamando in causa l'incolpevole Prodi, che dovrebbe far rilasciare i ragazzi dal carcere. Come se il magistrato fosse Prodi, o come se Prodi avesse legittimità per intervenire sulle decisioni della magistratura. Dopo cinque anni di governo illegalitario questa non ci voleva proprio! Evidentemente Grillo, che si professa garantista (e chi fa il contrario?), detesta i parlamentari condannati, che dovrebbero essere giustamente spediti dietro le sbarre, ma proprio non riesce a non provare tenerezza per qualche imbecille che distrugge auto e negozi a Milano. Grillo sembra sostenere anche tra le righe che la manifestazione è stata corretta in quanto contromanifestazione di protesta per un corteo fascista autorizzato. Bene, dunque i fascisti in quanto tali non possono manifestare, perché esprimono delle idee non compatibili con il pensiero di Grillo. Gli altri sì, e volendo possono anche sfasciare i negozi, visto che protestano contro i fascisti. Beppe Grillo, nel 1980, grazie alla guida della sua automobile appose un ricordino alla sua fedina penale, provocando un incidente stradale che gli costò uno anno e tre mesi per omicidio colposo. Nessuno gli nega di potersi rifare una vita, ma fare sempre il moralizzatore della situazione pare eccessivo. Tra l'altro questo lo dice lui stesso, parlando a proposito del caso D'Elia:

"Se vogliono rifarsi una vita, lo facciano con discrezione, lontano dai media, nessuno dirà loro nulla. Ci sono tante altre attività oltre a quella di rappresentare i cittadini. (...) I reati non sono tutti uguali. Ma chiunque sia stato condannato dovrebbe avere l’onestà di fare altro, di andare altrove. Non sedere in Parlamento e farsi mantenere dai cittadini. Per finire, ecco i nuovi pregiudicati:

- Borghezio Mario (europarlamentare Lega Nord): condannato in via definitiva per incendio aggravato da "finalità di discriminazione", per aver dato fuoco ai pagliericci di alcuni immigrati extracomunitari che dormivano sotto un ponte di Torino, a 2 mesi e 20 giorni di reclusione commutati in 3.040 euro di multa.
- De Angelis Marcello (senatore An): condannato in via definitiva a 5 anni di carcere per banda armata e associazione sovversiva come elemento di spicco del gruppo neofascista Terza Posizione.
- D'Elia Sergio (deputato Rosa nel Pugno): condannato definitivamente a 25 anni per banda armata e concorso in omicidio per aver fatto parte del vertice di Prima Linea e aver partecipato alla progettazione dell'assalto al carcere fiorentino delle Murate in cui, il 20 gennaio 1978, fu ucciso l'agente Fausto Dionisi. Appena eletto deputato, è stato subito nominato dall'Unione segretario della Camera."

(Tratto dallo spazio internet www.beppegrillo.it)

Beppe Grillo non sta in Parlamento, ma non è certo lontano dai media. Egli rappresenta anzi un "media" seguitissimo, giacché il suo sito è il più visitato nel nostro Paese. E' commuovente leggere uno dei suoi fan che gli grida: "Beppe, vai avanti per la tua strada!". D'accordo, ma che almeno stavolta vada un po' più piano.

postato da Andrea Caso [mailto:andrea.caso@vocedalbasso.com]

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