Il caro petrolio coinvolge anche il Pentagono
[21/06/2006 01.05] Il caro petrolio desta orami crescenti preoccupazioni. Più nazioni coinvolte, maggiori incrementi di costi produttivi. Adesso il problema coinvolge anche il Pentagono. Una vittima insospettabile, anche se, considerando i dati di consumo non poteva essere diversamente. Bisogna sapere che un F-16 (lo stesso aereo prestato a Steven Spielberg per il film "War of the World" ) brucia 110 litri al minuto di carburante speciale per velivoli (JP-8), mentre un carramato Abrams lanciato nel deserto si beve 3 litri al chilometro. Consumi astronomici anche per il C-17 Globemaster, il mammut del cielo che è capace di trasportare quattro interi elicotteri Blackhawk. Risultato, preoccupazione per la bolletta energetica, special modo per quella dell'AirForce. Un'aviazione militare che consuma più del 52% di tutto il carburante usato dal governo americano. Non resta che avviare delle ricerche per l'utilizzo di carburanti alternativi, più economici. Attualmente è in studio un carburante che impiega petrolio e gas naturale e magari anche carbone. Base di questi studi l'area desertica di Mojave in California. Si partirà con un bombardiere B-52 con due degli otto motori alimentati a liquido sintetico ricavato dal gas naturale. Grandi cifre grandi costi, costi economici, morali, morti sul campo. Tale progetto, approvato dal ministro della Difesa Donald Ramsfeld, costituisce il proseguimento di un progetto avviato negli anni venti in Germania. Considerando il greggio che si avvia a 70 dollari, come mai tale progetto non è stato preso in considerazione negli anni passati?
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