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Il logo di Amnesty International27 maggio 2006
Una tortura senza fine
"Chiedono sempre di morire, la tortura è peggio della morte"
[JOSE' BARRERA, torturatore honduregno]

Da qualche giorno è stato reso noto il rapporto annuale di Amnesty International sui diritti umani.
Nel sito www.amnesty.it si può leggere:

Il quadro del 2005 che emerge dal Rapporto Annuale di Amnesty International, presentato a Roma dal presidente della Sezione Italiana dell'associazione, Paolo Pobbiati, è quello di "un anno pieno di contraddizioni, durante il quale segnali di speranza per i diritti umani sono stati indeboliti dagli inganni e dalle false promesse dei governi che hanno più voce in capitolo. L'agenda della sicurezza, promossa da chi ha potere e privilegio, ha sviato le energie e l'attenzione del mondo dalle gravi crisi dei diritti umani in corso".

Da anni Amnesty si batte per la difesa dei diritti umani, diritti che nelle parole vengono difesi da tutti e che puntualmente nei fatti vengono negati.
Secondo il rapporto sul 2005, sono molti i corresponsabili di questa situazione tragica, in primis proprio chi i diritti li dovrebbe difendere, come le Nazioni Uniti e l'Unione Africana, colpevoli secondo Amnesty di un'attenzione discontinua e di azioni flebili in particolare verso la zona del Darfur, dove è presente la più grave emergenza umanitaria mondiale.

Seguono nel rapporto le forti responsabilità dirette della guerra al terrore. La situazione di zone come Iraq e Afghanistan è pessima. Da una parte kamikaze e rapimenti, dall'altra attacchi con armi chimiche, incarcerazioni brutali e torture di ogni genere. Sempre dalla presentazione di Pobbiati:

"Così come dobbiamo condannare nella maniera più assoluta gli attacchi terroristici contro i civili, dobbiamo respingere le affermazioni dei governi secondo cui il terrore può essere combattuto con la tortura. Si tratta di affermazioni fuorvianti, pericolose e sbagliate: come si può spegnere un incendio con la benzina?".

Inoltre bisogna considerare la condizione dei prigionieri di Guantanamo Bay, tuttora carcerati senza precisi capi d'accusa o processi e costretti in condizioni degradanti fisicamente e psicologicamente.

Altro tema rilevante affrontato dal rapporto è il trasferimento illegale di prigionieri, pratica usata in genere per consegnare detenuti nelle mani poco sicure di governi dove notoriamente è praticata la tortura. I governi continuano impunemente ad ignorare ogni legge contro la tortura che loro stessi hanno ratificato.

L'unico mezzo che abbiamo per combattere questa pratica ed ogni altra violazione dei diritti umani è far sapere all'opinione pubblica cosa accade realmente, quali sono i fatti.
In particolare è interessante scoprire che in Italia nel 2004 è stata introdotta una legge contro la tortura, modificata da un emendamento della Lega Nord, secondo il quale nel nostro paese è vietato torturare reiterativamente un uomo. Perciò due volte è illegale, ma una sola no.
[da "Limes, l'Italia presa sul serio"]

Purtroppo ci hanno abituati a pensare che il mondo sia diviso in "buoni" e "cattivi", una volta identificati anche col termine "comunisti", oggi soppiantato dal più generico "terroristi". Ci hanno abituato come bambini a credere che i cattivi praticano ogni sorta di azione malvagia, e contemporaneamente che noi non useremmo mai gli stessi mezzi meschini, anche quando ci sono le prove.

In un manuale della CIA del 1984, intitolato "Operazioni psicologiche in azioni antiguerriglia" si legge:

"Altri compiti specifici verranno assegnati ad altre persone. Sarà così possibile creare martiri per la causa, spingere i dimostranti a sfidare le autorità, provocare scontri e sparatorie in cui cadrannno una o più vittime che a loro volta diverranno martiri. E' questa una strategia che va immediatamente messa in atto contro il regime, in modo da scatenare conflitti sempre più violenti

La Corte internazionale ha ritenuto che nel redigere e nel diffondere questo manuale gli Stati Uniti "abbiano incoraggiato atti contrari ai pricipi generali delle leggi umanitarie", incluse quelle della Convenzione di Ginevra del 1949.

[la parte relativa al manuale della CIA e la frase di apertura sono citazioni tratte da:
"CON LA SCUSA DELLA LIBERTA'", William Blum, Marco Tropea Editore]
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