Il dollaro in caduta libera?
[16/05/2006 19.23] E’ in atto in tutto il mondo una tempesta di vendite del dollaro, dovuta soprattutto alle banche asiatiche che si stanno liberando, prese dal panico, del surplus guadagnato con l’export. Soprattutto a causa di due indicazioni rispettivamente della Russia, nella quale Putin ha dichiarato di voler fondare una borsa dell’energia basata su rubli e non dollari, e della Cina che viene sempre di più spinta ad aumentare la riserva aurifera. Entrambi questi paesi anche se per motivi diversi hanno lo stesso problema ovvero troppi dollari in cassa: la Russia ne ha circa 250 miliardi e la Cina quasi 900. E siccome il dollaro si sta deprezzando hanno entrambi paura di perdere il valore di tutti questi risparmi. Altri paesi si sono aggiunti nella corsa della liberazione del Dollaro: La Svezia, nei panni della Banca Centrale, ha annunciato di tagliare le sue scorte, la Norvegia vuole che il suo greggio venga pagato in Euro e l’Iran che sta aprendo una borsa petrolifera in euro. I sospetti che gli Usa vogliano svalutare la propria moneta sono forti, con un aumento della sfiducia nei confronti del governo Bush e di conseguenza con l’aggravio della crisi del dollaro con aumento delle ansie dei creditori. La Cina si trova così ad essere tentata dall’acquistare oro, classico bene rifugio, in cambio di dollari, nonostante sia il momento peggiore per farlo in quanto l’oro sta ormai superando i 700 dollari l’oncia, quando del 2001 non ne valeva che un terzo. Questo vuol dire che lo farebbe perché è convinta che l’oro possa arrivare a cifre ben superiori a causa del tracollo del dollaro. Testimonianza di questo andamento sono i prezzi dei metalli preziosi che aumentano in maniera vertiginosa a causa di spinte inflazionistiche. Ci sono ormai troppi dollari in giro, in quanto stampati per finanziare le varie guerre e i consumi, e c’è la possibilità che se ne stampino ancora, visto che il governo americano continua a spostare verso l’alto il limite dell’indebitamento, ormai arrivato al livello dei 10000 miliardi di dollari. Il problema sta nel fatto che per ridurre il deficit americano senza per forza portare l’America ad una recessione profondissima, con un calo dei consumi mostruoso, che coinvolgerebbe tutto il resto del mondo, da più parti si parla di lasciare l’America libera di svalutare a piacere la propria moneta in maniera tale da ridurre il debito e il deficit del paese. Ma come il cane che si mangia la coda questa soluzione ci avvicina sempre più ad una crisi sistemica globale prevista e temuta da numerosi enti di studi economici in giro per il mondo. Speriamo che i governi di tutto il mondo comincino a guardare agli interessi globali e non solo alla globalizzazione…
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