Razzismo linguistico.
[12/05/2006 21.33] Eh sì. Avete capito bene. La lingua è uno dei nostri patrimoni culturali, una delle nostre ricchezze. Non possiamo immaginare un mondo senza lingua, un essere umano senza linguaggio. La necessità di reciproca comunicazione e comprensione ci ha portati ad "escogitare" un modo per soddisfarla, naturalmente tutto questo avviene a livello inconscio fin dai primi giorno di vita. Attraverso le parole si comunica un messaggio più o meno importante, è il mezzo che permette il confronto diretto, è il mezzo con cui l'uomo esprime sè stesso: il proprio modo di essere, di vivere, di pensare. La lingua ci rappresenta. L'elemento linguistico è quindi fondamentale ed è anche il filtro attraverso cui passa un determinato periodo storico, è lo specchio della società. Allora, vi siete mai chiesti perchè di un avvocato donna ci suonerebbe strano dire "avvocatessa"? E di una donna architetto donna dire "architetta" e di un ministro donna dire "ministra"? E di una donna medico dire "medica"? Vi siete mai chiesti perchè continuiamo ad usare l'aggettivo maschile anche per persone di sesso femminile? La risposta è semplice: perchè fino a non molto tempo fa le donne non ricoprivano certi ruoli, non svolgevano certe mansioni lavorative che spettavano "di diritto" agli uomini. E questi aggettivi lavorativi si sono fossilizzati nella forma più usata, ovvero in relazione a persone di sesso maschile. Ora i tempi sono cambiati, il cosiddetto 'sesso debole' sta investendo il vasto campo lavorativo, facendosi spazio tra i maschietti anche in ambito politico. Non sarà il caso che anche la lingua faccia il suo naturale percorso? La mia intenzione non è quella di incitare ad usare delle forme artificiali, la lingua non si può forzare; ma lasciamole lo spazio che vuole e non abbiamo paura: osiamo!
postato da La Scrittora
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