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9 maggio 2006 Gli ultimi caduti Oggi a Roma, si sono svolti i funerali degli ultimi caduti in “missioni di pace”. Ho usato non a caso le virgolette per definire le missioni di pace, perché sono tutto meno quello indicano. Perché continuano a chiamarle così, quando sono chiaramente delle missioni, se non proprio di guerra, per difendere degli interessi che poco c’entrano con la pace. I numeri parlano chiari della missione in Iraq, che ci costa 1 miliardo di Euro all’anno, solo il 6% e dedicato a scopi umanitari, il resto viene speso a scopo militare. Della missione in Afghanistan, si parla poco o niente, cosa stiamo facendo laggiù di preciso? E soprattutto cosa ci stiamo a fare? Il paese è tutto meno che pacificato, l’unica zona nella quale gli eserciti hanno un controllo è la capitale Kabul, il resto del paese resta in mano ai talebani. La presunta democrazia che avrebbe dovuto instaurarsi, vede come presidente del paese un fantoccio in mano agli americani che altri non è che un ex-dipendente della UNOCAL, la stessa società che doveva, e l’uso del condizionale è d’obbligo, costruire un enorme oleodotto che doveva portare il petrolio delle repubbliche ex-sovietiche dell’Asia Centrale attraverso l’Afghanistan per poi terminare nel porto di Karachi. Ora, sembra che la costruzione di tale oleodotto sia divenuta impossibile, proprio per il fatto che non si riesce a controllare il paese e di conseguenza si avrebbero continui attacchi a tale linea. In Iraq, la situazione non è molto differente. Forse ci siamo dimenticati che il paese è stato invaso perché l’occidente era sotto la minaccia di attacchi terroristici che potevano usufruire dell’arsenale chimico e biologico di Saddam Hussein, nonostante gli ispettori ONU dichiarassero che non esisteva nulla di tutto ciò e che non molto tempo fa gli stessi americani e britannici hanno dichiarato che non esisteva? Certo è che un paese è stato liberato da un dittatore dei più feroci, ma alla fine gli iracheni che vivono ogni giorno sotto la minaccia di continui attentati sono veramente così felici del caos che li governa? Spero solo, che aldilà della retorica dei nostri politici, quelli che abbiamo visto in televisione siano gli ultimi funerali di stato per un nostro militare caduto in un paese straniero, non certo per difendere la sua patria o la pace, ma per andare ad ingrassare le tasche di poche persone senza scrupoli.
Massimiliano Rossetti
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