Il mio miglior nemico
[15/04/2006 15.59] Achille e Orfeo. Due nomi pretenziosi, due storie, un solo destino, un unico obiettivo: Cecilia. Il film parla di un uomo ricco e distratto, sposato a una donna che non ama, ma che lo ha creato dal nulla. E poi un ragazzo abbandonato a se stesso, senza un padre e con la madre depressa, irresponsabile. I due non hanno niente in comune, ma la vita li unisce prima come nemici e poi come complici, compagni di viaggio, amici. Le loro storie si intrecciano quando Achille licenzia la mamma di Orfeo e il ragazzo decide di rovinargli la vita, di fargli perdere famiglia, lavoro e dignità. La vendetta, però, travolge anche Cecilia: filo conduttore della trama, al tempo stesso figlia di uno e innamorata dell'altro. Gli eventi porteranno i due alla ricerca di se stessi e delle poche cose care e preziose, fino a ritrovarsi insieme, come un'unica famiglia. Il film procede in un caotico susseguirsi di emozioni. Allegria, amarezza, rabbia. Tanti sono i temi trattati, troppi forse. La caratteristica comicità di Verdone camuffa una storia semplice e confusionaria, che prende personaggi, li usa e li abbandona. Una storia che parla di tutto e niente. Amore, abbandono, tradimento, famiglia, speranze, delusioni. La trama sfilacciata fa girare un po' la testa e si ha come l'impressione di percorrere tanti vicoli ciechi. Alla fine, però, arriva un po' di luce, una direzione. L'infinito girotondo di eventi approda in un viaggio, reale e al tempo stesso simbolico. Achille ritrova sua figlia e scopre un amico, Orfeo scopre l'amore e ritrova un padre. La storia è solo un pretesto per parlare di un cammino, una conquista. Per parlare del destino che ci mette a dura prova e poi ci premia con una gioia nuova; ci strattona per poi accarezzarci; ci rende ridicoli e ci esalta come farebbe il nostro "miglior nemico". "Nemico" che ci riserva mille difficoltà; "migliore" perchè ci fa cadere solo per vederci rialzare, perchè ci distrugge solo per ricostruire insieme a noi.
postato da Silvia Saccomanno
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