Lettera al Senatore Paolo Guzzanti
[06/04/2006 11.21] "Ora la prima osservazione da fare ci sembra questa: è terribilmente difficile far comprendere ai giornalisti e ai politici stranieri che in Italia Berlusconi non può parlare, specialmente dalle sue televisioni. Per noi è normale, per loro è incomprensibile: sono sicuri, quando noi raccontiamo queste storie, che noi mentiamo." (Paolo Guzzanti, da "Il Giornale", 6 aprile)
Egregio Senatore Guzzanti, E' difficilissimo far comprendere ai giornalisti e ai politici stranieri che in Italia Berlusconi non può parlare dalle sue TV, semplicemente perché ciò è palesemente falso. Inoltre lei comprenderà che, essendo vicedirettore del Giornale del quale Berlusconi è editore ed essendo Senatore per Forza Italia, lei è la persona meno indicata a fare questo tipo di giuramenti. Ora resta da comprendere per quale motivo i giornali ed i politici stranieri abbiano tutta questa diffidenza verso Berlusconi e siano convinti che voi mentiate. Il giornale Economist ha dichiarato più volte che Berlusconi è "inadatto a governare l'Italia" per via dei procedimenti penali che lo coinvolgono da prima che entrasse in politica, per via del gigantesco conflitto d'interessi e molto altro ancora. Qualcuno allora si è prodigato di dipingere l'Economist come un giornale con orientamenti di Sinistra (per non dire peggio), con il risultato di far ridere il mondo intero. Lei deve sapere che l'Economist è un giornale con orientamenti liberali di tipo europeo, e questo traspare sempre dagli articoli che ogni tanto ho il piacere di leggere. A Lei non chiedo assolutamente di fare altrettanto, in quanto vorrei risparmiarLe lo shock di scoprire che il modello di "liberalismo" applicato da Berlusconi non si chiama proprio così nel resto del mondo libero. L'Economist inoltre non è un'eccezione rispetto agli altri giornali di stampo conservatore e liberale, che criticano anch'essi la anomala presenza berlusconiana nella nostra penisola. Lei scrive ancora: "Dunque, come dicevamo all'inizio, ieri in Italia è accaduto uno di quei fenomeni che non potrebbero accadere in alcun altro Paese al mondo: in nessun Paese al mondo può accadere che il presidente uscente, se vuole avere il piacere di incontrare lo sfidante, deve pagare pegno e rinunciare al più banale dei diritti di un presidente uscente, cioè fare una conferenza stampa con il bilancio del lavoro svolto. Il Presidente del consiglio ha avuto più volte l'occasione di effettuare comizi per parlare del lavoro svolto dalla sua coalizione, ed anche nel confronto con Prodi questo è stato fatto, a meno che la frase "Noi abbiamo fatto..." sia da interpretare diversamente. Il bavaglio della tanto odiata "par condicio", se c'è stato, ha imbavagliato anche l'altro Polo, che non possiede comunque tre televisioni. Comprendo quale siano le Sue difficoltà, Senatore Guzzanti, nel capire questo tipo di affermazioni, in quanto Lei è uno di quegli ex-craxiani che ora si sta sforzando di apparire "liberale" e di convincere gli elettori di essere tale. Non mi immagino quale sia stato lo sforzo per passare dalla politica filomedio-orientale di Bettino Craxi, deboluccia con i terroristi, alla politica filo-americana all'Alberto Sordi di Silvio Berlusconi. Ma se lo immagina il Suo editore che prende a pacche sulle spalle Abu Abbas? Io no. Per concludere: non le chiedo di rinunciare a fare il Senatore di Forza Italia, di rinunciare a mentire a scopo propagandistico, che è tipico di tutti i partiti, comunisti e non; non le dico di smettere di difendere chi le ha dato il posto di lavoro. Le chiedo soltanto di smetterla di citare "il resto del mondo" come metro di paragone. Nel resto del mondo Berlusconi non si sarebbe potuto candidare (neanche qui in Italia, a dire il vero, grazie alla legge Scelba del '57) e sarebbe stato allegramente impacchettato e portato a casa. Allora non ci sarebbe stato nessun Guzzanti che avrebbe potuto urlare al regime. All'estero questa si chiama "legge". Che in teoria sarebbe un dei principi fondanti della Destra. Quella europea, però.
[Dello stesso autore: Rubrica di Satira Soda Caustica]
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