Piccolo Diavolo d'un benigni
[03/04/2006 11.35] Sarà forse vero che Celentano "non sa parlar d'amore", ma che l'emozione non ha voce proprio no, non si può dire. Ieri sera, a "Che tempo che fa" l'emozione aveva voce, occhi, naso e bocca ed erano quelli di Roberto Benigni. La sua dichiarazione d'amore è arrivata forte e chiara. Una dichiarazione alla vita, all'arte, alla poesia, ai sentimenti più nobili e a quelli più profani. Nel delirio comunicativo, il "Piccolo diavolo" si è destreggiato come un abile funambolo tra citazioni filosofiche ed esperienze plebee; da Kierkegaard ai contadini della toscana dediti solo al sesso e al lavoro. Nel variopinto calderone di emozioni sono finite immagini così vere da scaldare il cuore: risate come alberi da frutto scossi, da cui cadono le foglie e volano via miriadi di uccellini. Un'esplosione di gioia per gli occhi della mente. Tutto era ben confezionato e accompagnato dal vezzoso gesticolare delle mani. Il tripudio dell'amore; Benigni come sempre, l'amore e la poesia. Amore e poesia di cui si può parlare solo dopo un faticoso cammino circolare, dopo essere "ripassati dal via". "Cittadini, concedetemi almeno le spese di trasporto. Come poeta devo affrontare un lungo viaggio". Semplicemente fantastico e genuino. Con Benigni viene lasciato tutto al caso, o meglio, all'emozione del momento. Lui tira fuori dal cilindro nuovi aneddoti e storie accattivanti, ruffiane come bianchi, piccoli conigli spaventati. Prestigiatore d'eccellenza con le parole, recita formule care all'orecchio e incanta l'immaginazione. Uomo e bambino al tempo stesso, come Dante che confidava classifiche fatte ridendo. Le più belle ragazze di sempre, le trenta dee dell'amore. Non si ferma. Recita versi a memoria e sorride. Sorride alla natura e alla sua magnificenza; alle creature "divine". Zanzare- regine e polli vanitosi si contendono la vittoria, la supremazia sugli altri esseri, mentre l'uomo cerca di trovare un posto, un senso. Unico tra tanti che non si sa amare, non sa capire la propria bellezza. Così Roberto, camaleonte alato, vola in alto tra mille emozioni; cambia l'aria di questa giornata. Torna il sole e il buonumore, l'allegrezza di un tempo passato. Le sue parole sono pillole per l'anima, ma non hanno bisogno dello zucchero per "andar giù". Si sciolgono così, sotto la lingua e lasciano in bocca quel gusto di vita che non va più via.
postato da Silvia Saccomanno
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