Presentazione del Signore
[31/01/2006 09.53]
Festa delle luci (cfr Lc 2,30-32), ebbe origine in Oriente con il nome di ?Ipapante?, cio? ?Incontro?. Nel sec. VI si estese all?Occidente con sviluppi originali: a Roma con carattere pi? penitenziale e in Gallia con la solenne benedizione e processione delle candele popolarmente nota come la ?candelora?. La presentazione del Signore chiude le celebrazioni natalizie e con l?offerta della Vergine Madre e la profezia di Simeone apre il cammino verso la Pasqua. (Mess. Rom.)
La festivit? odierna, di cui abbiamo la prima testimonianza nel secolo IV a Gerusalemme, venne denominata fino alla recente riforma del calendario festa della Purificazione della SS. Vergine Maria, in ricordo del momento della storia della sacra Famiglia, narrato al capitolo 2 del Vangelo di Luca, in cui Maria, in ottemperanza alla legge, si rec? al Tempio di Gerusalemme, quaranta giorni dopo la nascita di Ges?, per offrire il suo primogenito e compiere il rito legale della sua purificazione. La riforma liturgica del 1960 ha restituito alla celebrazione il titolo di "presentazione del Signore", che aveva in origine. L'offerta di Ges? al Padre, compiuta nel Tempio, prelude alla sua offerta sacrificale sulla croce. Questo atto di obbedienza a un rito legale, al compimento del quale n? Ges? n? Maria erano tenuti, costituisce pure una lezione di umilt?, a coronamento dell'annuale meditazione sul grande mistero natalizio, in cui il Figlio di Dio e la sua divina Madre ci si presentano nella commovente ma mortificante cornice del presepio, vale a dire nell'estrema povert? dei baraccati, nella precaria esistenza degli sfollati e dei perseguitati, quindi degli esuli. L'incontro del Signore con Simeone e Anna nel Tempio accentua l'aspetto sacrificale della celebrazione e la comunione personale di Maria col sacrificio di Cristo, poich? quaranta giorni dopo la sua divina maternit? la profezia di Simeone le fa intravedere le prospettive della sua sofferenza: "Una spada ti trafigger? l'anima": Maria, grazie alla sua intima unione con la persona di Cristo, viene associata al sacrificio del Figlio. Non stupisce quindi che alla festa odierna si sia dato un tempo tale risalto da indurre l'imperatore Giustiniano a decretare il 2 febbraio giorno festivo in tutto l'impero d'Oriente. Roma adott? la festivit? verso la met? del VII secolo; papa Sergio 1 (687-701) istitu? la pi? antica delle processioni penitenziali romane, che partiva dalla chiesa di S. Adriano al Foro e si concludeva a S. Maria Maggiore. Il rito della benedizione delle candele, di cui si ha testimonianza gi? nel X secolo, si ispira alle parole di Simeone: "I miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti". Da questo significativo rito ? derivato il nome popolare di festa della "candelora". La notizia data gi? da Beda il Venerabile, secondo la quale la processione sarebbe un contrapposto alla processione dei Lupercalia dei Romani, e una riparazione alle sfrenatezza che avvenivano in tale circostanza, non trova conferma nella storia.
FONTE: Piero Bargellini
postato da F. "Fea" Feliziani
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