San Raimondo de Penafort, sacerdote
[21/12/2005 11.02]
Nella seconda met? del V secolo, Severino cerc? di arginare con la sola croce e la parolda di Cristo l'invasione dei barbari Rugi che minacciavano Stiria, Carinzia, Tirolo e Italia nord-orientale. Le sue gesta sono arrivate a noi grazie ad un'epistola scritta dal suo discepolo Eugippio al diacono Pascasio quarant'anni dopo la morte di Severino. Severino oper? nel Norico tra il 453 e il 482, anno della morte. Nei brevi periodi in cui non doveva organizzare le ritirate e i movimenti della piccola legione romana che difendeva i territori, Severino si ritirava a Faviana dove fond? una basilica ed un monastero. Altre chiese furono fondate a Boitro (Passau) e in altri parti del Norico. Approssimandosi l'ora della sua morte Severino predisse l'esodo dei latini dal Norico e la fine del regno dei Rugi. Mor? l'8 gennaio 482 nella cella del su? eremo. Alla sua morte il re dei Rugi Feleteo e la moglie Gisa, acerrima nemica di Severino, ordinarono l'invasione del Norico e la distruzione del monastero di Faviana. Ci? provoco la reazione di Odoacre, re d'Italia, che sconfisse i Rugi e ordino l'esodo dei latini del Norico entro i pi? sicuri confini del suo regno. In questa peregrinazione ordinata, le spoglie mortali di Severino furono portate a Napoli, dove sono ancora oggi venerate.
postato da F. "Fea" Feliziani
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