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22 giugno 2007 Se non muoio, vivo! Il PM di Milano, Nocerino, ha concluso le indagini a carico dell'Inter e del Milan per la storia, famosa ma insabbiata dai media, delle plusvalenze fittizie che avrebbero gonfiato i bilanci delle due società, con la discriminante, fra gli Onesti e il Milan, che i primi, ogni giorno che passa più onesti, non avrebbero potuto iscriversi al campionato 2005-06. Non male, come conclusioni, visto che sono state tratte anche sulla base della relazione della Covisoc, altro soggetto semi-fantasma di questo sport sempre più torbido e malconcio. Domanda preliminare ai membri della Covisoc: dove vi trovavate, di preciso, la sera in cui avete concesso all'Inter di iscriversi al campionato di cui sopra, visto che dopo due anni avete dichiarato che quella stessa squadra le carte in regola non ce le aveva?
La vicenda la tralasciamo volontariamente, perchè tutto ciò che sta scritto nella relazione del PM era già stato riferito in questa, ma soprattutto in altre sedi. Per esempio, il dott. Francesco Saverio Borrelli, molti mesi fa - sette -, ha depositato presso l'ufficio del procuratore - di chi non si sa - federale Stefano Palazzi, il quale, evidentemente, si trovava altrove, o era sotto ipnosi, o ha deciso improvvisamente di fregarsi qualche mese di stipendo svolgendo la professione di fancazzista. Anche qui niente male, per uno che ci mise una settimana, poco più poco meno, per chiedere la cancellazione della Juve e la retrocessione di Milan, Lazio e Fiorentina e poi di Reggina e Arezzo. Richieste formulate ancor prima di concedere quei miseri cinque minuti cadauno ai difensori degli imputati per le arringhe difensive, roba che neanche uno dei processi più sommari della storia, quello contro Galeazzo Ciano e gli altri "traditori" del Duce, aveva previsto. Domande stanche a Palazzi: lei, invece, dove si trovava quando Borrelli le ha consegnato i fascicoli sui casi plusvalenze & Telecom-pedinamenti (oggi, guarda caso, archiviati)? Per caso in Sardegna a sorseggiare un goccio dell'ottimo petrolio morattiano? Pagliaccio.
La vicenda plusvalenze è stata magnificamente archiviata, in sede giornalistica, anche dal sommo poeta Stracandido Cannavò. Il celebre dantista, oggi su “Gazzetta”, ha scritto queste convincenti parole da passare, possibilmente, al GIP di Milano: “L’idea che l’Inter non potesse rispettare i parametri per l’iscrizione al campionato mi fa semplicemente ridere. Moratti avrebbe provveduto in ogni caso. Qualche esperto cervellone gli ha semplicemente evitato il fastidio di un’operazione ad hoc, uno dei tanti aumenti di capitale cui è abituato…” Povero petrolgentleman! Come farà, d’ora in poi, a ricapitalizzare ogni volta che si troverà il bilancio in rosso? Sarebbe giusto che un filantropo come lui possa continuare ad infrangere le regole e servirsi dei cervelloni per risparmiare tempo e danaro. Candido il Siciliano ci ha voluto dire che lo studente che si compra una laurea potrà difendersi in sede di giustizia affermando che, se non si fosse comprato la laurea, avrebbe studiato, quindi l’idea che abbia commesso un reato è semplicemente ridicola. Cannavò aggiunge: per la storia dei passaporti falsi, “ha sofferto anche l’immagine dell’Inter”. Non sembra proprio, visto che la Beneamata continua imperterrita a posizionarsi al di qua del muro fra Bene e Male, a proclamarsi Giusta delle Nazioni, a rivendicare il nitore di un’immagine esaltata a ripetizione dal Cannavò stesso e salvaguardata arrivando perfino a strumentalizzare la morte di Facchetti. Se questo vuol dire soffrire di immagine... Sempre il poeta: “Non so che cosa rischino Inter e Milan, non mi interessa”. Strano anche questo, perché il suo giornale si interessò così tanto della sorte di un processo, la famigerata Moggiopoli, da divenirne il più zelante giudice istruttore e il più preciso dei giudicanti. La mattina del giorno in cui furono emesse le sentenze di primo grado, il titolo della Gazzetta era praticamente identico al dispositivo letto una quindicina di ore dopo dal benemerito presidente della CAF, Cesare Ruperto. Mancavano solo dieci punti di penalità alla Juve, che la Gazzetta aveva graziato relegandola a – 20 invece che a -30 in serie B. Preghiera a Cannavò: lei che si occupa di giustizia, di calcio, di ciclismo, di etica, di poesia, di inseminazione artificiale delle api, ci aiuti. Quando dovessimo decidere di scalare RCS con l’aiuto del governatore di Bankitalia e detenere anche le quote del Suo giornale, ci auguriamo che Lei riesca a convincere i giudici che, se non avessimo agito illegalmente, lo avremmo fatto legalmente, dunque la nostra condanna sarebbe ridicola.
Ultimo pensiero per Moratti: anche lei, signor gentleman, si contenga cribbio! Come può affermare, a domanda se è preoccupato per questa storiella, che anche altre squadre vi sono impelagate? Cos’è questo, il famoso brocardo “mal costume nessun colpevole?”. E poi, come può dire ciò che anche Cannavò ha affermato, cioè che, se non avesse fatto il furbetto, si sarebbe comportato bene ricapitalizzando come ha sempre fatto? Non lo sa che anche Monsieur De La Palisse, un quarto d’ora prima di morire, era vivo?
Vincenzo Carusi
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