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Il dramma di un Cristiano
[27/05/2007 15.46]
Søren Aabye Kierkegaard (1813-1855) sapeva che la Chiesa danese dell’epoca non rappresentava il Cristianesimo. Ne era convinto. Egli lottò con tutte le sue forze contro di essa, contro il suo arido formalismo, la sua “religiosità” quotidiana e banale, il suo dominio dogmatico che rapiva la folla ignorante. Kierkegaard gridò forte, non si diede pace: la Chiesa che aveva di fronte ai suoi occhi non era cristiana. Non poteva esserlo. Non doveva esserlo.

Che cos’è il Cristianesimo? E’ angoscia, disperazione, “spina nella carne”, continuo e asfissiante “timore e tremore”. Cristianesimo è rapporto assoluto con un Assoluto, con un Dio che manda messaggi assurdi.
Il Cristiano è un pazzo, uno psicopatico. Niente lo può salvare dall’essere considerato tale.
Com’è possibile ridurre il Cristianesimo a cultura? Com’è possibile risolverlo a pratica quotidiana e ripetitiva, a preghiera scandita di un’assemblea riunita per pura abitudine?
Essere cristiani significa accettare con fede cieca l’assurdo: un eterno che si fa tempo, un Dio che discende a terra, che si umilia, che si fa carne.
La “teologia scientifica” non ha scampo. Il Cristianesimo non è razionale: è disperazione. Dio non lo si può spiegare, non lo si può conoscere.
Hegel è una “figura comica”: ha preteso di conoscere l’Assoluto e ha perso di vista sé stesso, la sua esistenza.
Sì, perché l’essere umano è esistenza, è contingenza, è possibilità libera. Tutto ciò che egli vive lo vive in relazione alla sua esistenza. Non c’è niente di prestabilito, nessuno schema preordinato, nessuna scelta razionalmente pre-costruita. Il mondo non è Lògos, non è razionalità incarnata, non è Concetto.

Un cristiano vive nell’angoscia, come un “esteta”, o un “uomo etico”, ma ad un differente livello: egli si pone nelle mani di chi l’ha posto, nelle mani dell’Assoluto. E’ un rapporto incomprensibile, di piena obbedienza. L’uomo si riconosce ignorante. E’ignorante di fronte a Dio, che è assoluta onnipotenza.
La religione è allora qualcosa di interiore, di intimo, di spirituale. La Chiesa non la può esteriorizzare. Essere Cristiani significa sperimentare l’assurdo nella propria vita, nella concretezza dell’esistenza.

Chissà cosa avrebbe detto il filosofo danese di fronte alla malsanità e all’astrattezza della religione odierna, alla banalità corrotta di un Cristianesimo sempre meno legato all’interiorità dell’uomo e sempre più dominato dai dogmi della tradizione.

E chissà cosa succederebbe se egli potesse sentire le prediche di molti uomini di Chiesa che al giorno d’oggi portano la sua bandiera in nome del Cattolicesimo. Probabilmente si rivolterebbe nella tomba.

postato da Francesco De Stefano
Commenti (6)
23/09/2007 da Francesco De Stefano
Rispondo
Innanzitutto mi associo a quanto ha detto Andrea e lo ringrazio per essere intervenuto, ma d’altronde anch’egli era stato chimamato in causa in qualità di ”ignorante”.

Per quanto mi riguarda, non ho alcun problema a definirmi ignorante, ho ancora molto da studiare e quanto ho scritto non ha alcuna pretesa di essere una verità assoluta.
Chi studia Filosofia sa benissimo che l’nterpretazione è parte integrante di questa disciplina. Con questo non voglio assolutamente dire che ognuno possa affermare qualsiasi cosa gli venga in mente su un filosofo, un’idea o quant’altro, ma interpretare significa offrire una personale chiave di lettura a quanto si pone di fronte a propri occhi, senza essere accecati dai pregiudizi.

Nel mio articolo ho semplicemente parlato di Kiekegaard in base a quello che sapevo. Sicuramente la mia opinione è frutto di una conoscenza limitata, tuttavia non la ritengo infondata.
Vi ricordo che non sono l’unico a pensare che il pensatore danese non sia ”cattolicizzabile” ( perchè è semplicemente questo in fondo cioò che ho scritto), poichè ci sono molti studiosi, ben più preparati di noi tutti, che sostengono la stessa cosa. Per fare un esempio cito il Professor Proietti dell’Università di Macerata, che voi benissimo conoscete e di cui avete senz’altro ascoltato le lezioni in merito. Il suo pensiero su Kierkegaard (lui si che l’ha letto tutto) non mi sembra distante dal mio, e questo basta a farvi capire che la mia idea è quanto meno rispettabile.

Non riesco proprio a capire per quale motivo, voi che vi ritenete ”cattolici” , non riusciate a porvi nel piano del dialogo. Forse siete troppo presi dalle vostre convinzioni e allo stesso tempo incatenati ad esse da non poter aprire la mente verso qualcuno che la pensi diversamente da voi.

Facciamo gli onesti: la Chiesa Cattolica attuale non ha niente a che vedere con la Chiesa proclamata da Gesù Cristo, e se come tu dici, Francesco, quella non è altro che un prolungamento di questa, francamente si è trattato più di uno ”storpiare”, piuttosto che di un ”prolungare”.
La spiritualità di un tempo si è persa nel vuoto, e la fede in Dio si è risolta miseramente in una futile ripetizione di formule sacrali in latino, che vedo conoscete perfettamente e ve ne do merito.

La mia idea di religione è molto distante dalla vostra, ma non per questo vi etichetto come ignoranti e idioti. Rispetto la vostra posizione e sono pronto al VERO DIALOGO e al confronto diretto con i testi, ma non mi venite a dire che anche voi siete disposti a farlo, quando di fatto risolvete la questione dicendo che sono un povero pazzo e che mi sono in sostanza inventato tutto.
Prima di tutto viene il rispetto, e mi sorprendo davvero che non riusciate a portarlo, voi che dite di rifarvi all’insegnamento di Gesù parola per parola.

Detto questo, forse è il caso che mi faccia da parte, del resto sono uno psicopatico che dice idiozie e mi arrendo di fronte al fatto che essendo cattolici, la Verità non può che stare dalla vostra parte.

Vi chiedo scusa se ho scosso le vostre plurisecolari sicurezze e se mi sono permesso di esprimere una mia opinione pur non possedendo quei ”Lumi” che invece accompagnano la vostra nobile vita.

23/09/2007 da AndreaCaso
La Chiesa di San Pietro
L’autore dell’articolo, Francesco De Stefano sarebbe il più adatto a rispondere, ma desidero prendere le sue difese.

Innanzitutto faccio una precisazione di forma. E’ assurdo che ogni volta che si parli di cristianesimo e compagnia bella qualcuno intervenga con gli insulti.
A tal proposito ricordo le parole di un simpatico amico:

”Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna. ”

Magari sapete chi è.

La difesa strenua che fate della religione, che la storiografia, la scienza e la logica moderne stanno facendo decadere da verità assoluta a dubbio esistenziale, è indicativa.
Se non ci fosse stato l’Illuminismo e l’Italia liberale non avesse in seguito posto fine allo strapotere dei chierici, voi sareste stati carne da macello per una nuova violenta crociata.
D’altronde tutte le ideologie che predicano l’utopia, se cadono in mano a qualche cretino, diventano subito fonte di intolleranza. Guardate il comunismo, che in teoria, per qualche sempliciotto, dovrebbe essere l’uguaglianza tra i popoli (che non si sa bene cosa significhi, poi). Si è trasformato in tutto il mondo (senza eccezioni) in campi di concentramento e repressione. Adesso che è finito, checché ne dicano i berlusconiani e i loro cortigiani, la tolleranza deve combattere con i cattolici che intendono la religione come voi.

Ciò premesso:
Francesco Ciccolini prima accusa di aver detto idiozie, poi si calma e ricorda anche a se stesso di darsi una calmata. Prodigioso effetto dell’amore di Gesù? A mio avviso l’autore ha colto un aspetto della personalità del filosofo, e ha dato la sua interpretazione del suo pensiero. Nulla più.
La pretesa della Chiesa e dei suoi cortigiani sciocchi
di avere la verità assoluta in tasca è antistorica e totalitaria. Da quando è nata, essa non ha fatto nient’altro che confezionare dogmi assurdi, proibizionismi insensati, guerre sanginose e abusi di potere. Se oggi non ha più il potere di farlo è grazie a degli uomini coraggiosi che hanno avuto la forza di sfidare questi sacerdoti, non perché nel frattempo si sia ravveduta.
La verità è che voi, cari amici di CL, non siete cristiani, siete clericali. Voi non credete in Dio, credete nei preti, come diceva Montanelli degli italiani.

Sono sicuro infatti che il vostro Gesù non avrebbe capito un tubo di tutta la ”mariologia”, della ”transustazione”, del ”purgatorio”, del ”preservativo”, e di altre corbellerie tipiche della chiesa moderna. Quando il Cristo affidò a Pietro la sua Chiesa, prendendo per buona la traduzione e l’affidabilità storica dei vangeli, probabilmente non si immaginava nemmeno Gerarchie di Sacerdoti. Anche perché furono proprio quelle gerarchie, in tal caso ebraiche, impaurite forse dal messaggio sovversivo e dalla forza del personaggio, che lo fecero crocifiggere. E questo Kierkgaard forse non l’ha mai detto, ma ci sono persone meno importanti di lui, e non poche, che lo pensano. E non a torto.
22/09/2007 da AndreaCaso
Una risposta verso l’Alto
La religione ha, oltre il volto popolare, anche quello intellettuale, rappresentato egregiamente da CL e compagnia. Come tutte le ideologie, abbiamo l’Intellighenzia che si arrampica sugli specchi, e il popolino ignorante e intollerante che serve per riempire le piazze (oltre i soliti in buona fede naturalmente).
Ieri ci toccava rispondere ai secondi, oggi a i primi.

Non so perché rimani così infastidito dalle cosidette ”critiche” facili. Per criticare qualcosa non è necessario per forza ricorrere a ragionamenti complicati arrampicandosi sugli specchi, come fanno le ideologie (nazisti, comunisti, cristiani, islamici,ecc.) per giustificare le loro efferatezze e le loro illogicità.

D’altronde, come sai bene, all’inizio le comunità cristiane erano tantissime, e la chiesa che si è formata come centro di potere non ha fatto altro che riordinare tutti i ”vangeli” e renderli statici ad ogni tipo di analisi storiografica e logica.
Non c’è da soprendersi se oggi, passati due millenni, qualcuno sorrida a sentirsi propinare dei dogmi, che alla luce della logica e della scienza moderna sono assurdi. Niente di male, per carità, ognuno è libero di credere in quello che vuole, di vestirsi come vuole, anche da prete con i paramenti, ma se poi le critiche vengono facili non si lamenti. Sono facili e basta.

In quanto a Kierkgaard alzo le mani. Sicuramente un ciellino è più preparato di me, visto che studiare queste cose gli servirà per assicurarsi un bel posto di lavoro, una famigliola allegra e magari un accesso in politica.

Probabilmente la lettura del pensiero del filosofo è sbagliata, ma io ricordo che K. citava i cosidetti ”atei cristiani”. Nella mia infinita ignoranza io ho letto questa polemica contro chi pensa più ai dogmi, ai paramenti alle candeline, piuttosto che al messaggio
e alla riflessione individuale.

Ma se sono disposto ad accettare lezioni di religione, lezioni di Illuminismo non le accetto proprio.
Se non fosse per il secolo dei Lumi, saremo ancora sotto il dominio di una Chiesa oscurantista, violenta, ottusa. Ti ricordo che gli islamici, che pure una chiesa non la hanno, non avendo struttura gerarchica piramidale, l’illuminismo non ce l’hanno avuto, e guarda come sono messi.
L’illuminismo non se la cava con quattro citazioni in latino, ma cerca di mettere sotto il vaglio della ragione (intendo logica) tutto ciò che gli viene proposto.
Quindi il lume manca a voi, che accettate tutti gli ”ipse dixit” senza riflettere, non a noi. Ma andare ad accendere le candeline in chiesa non vi servirà.
04/09/2007 da Francesco Ciccolini
A Morte La chiesa Cattolica
Sfortunatamente, non ho avuto modo di parlare a quattr’occhi con il beneamato Kierkegaard, ma sono convintissimo che si sta rivoltando nella tomba per la chiesa di oggi.
Ma credo che i motivi che avete posti voi come causa della sua pena sono un pò diversi.

Da quello che HO LETTO... è difficile dire che questa strumentalizzazione di Kierkegaard è fatta in favore del cristianesimo, bensì contro.
Come avete appena fatto voi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Lui si rivolta nella tomba perchè sfortunatamente la chiesa non riesce a farvi render conto delle IDIOZIE che dite, e perchè oggi sono rari uomini come lui in grado di vivere il cristianesimo con la stessa radicalità con cui l’ha vissuta lui.

E non scordiamoci mai che la Chiesa Cattolica è stata voluta da Cristo come suo prolungamento.
E concretamente pose a capo di essa San Pietro.
Io non dico di avere la verità in tasca, ma di fronte a 2000 anni di storia, agli amici con cui riesco oggi a sperimentare il Cattolicesimo, far di tutta un’erba un fascio e metter in bocca qualcosa ad un filosofo, quando anche i più grandi studiosi preferiscono astenersi dal farlo, mi sembra semplicemente ingenuo, null’altro.

Al di là del sarcasmo questa non vuole essere una ripicca ma un consiglio a esser più cauti e rigorosi nello scrivere, lo dico a voi come nel dirlo voglio ricordarlo a me stesso.

Spero che pubblicherete questo mio commento a riprova che non siate voi ad applicare la censura che denunziate agli altri.
14/08/2007 da Emanuele
Crescete... voi che venite ”dal basso”
Voi oggi leggete Kierkegaard perché un cattolico di nome Cornelio Fabro (lui sì che aveva ”Amore d’Indagine”) ha imparato il danese e se lo è tradotto. Altro che critiche ingenuotte al dogma, alle candeline o ai paramenti (quelle vengono facili)! Studiate!
Voi che venite ”dal basso” le candeline dei vostri Lumi le avete spente già da tempo, tant’è che avete fatto un pò di confusione nell’articolo: quella verso cui si scaglia Kierkegaard è una Chiesa protestante, luterana, che cestina il fatto di Gesù come un evento passato da ricordare. La Chiesa che invece voi insultate (gratuitamente) da sempre in questo giornale è un’altra: quella Cattolica, che ancora offre quella ”contemporaneità” di Cristo che Kierkegaard tanto cercava.
Et Verbum caro factum est. Et habitavit in nobis.

Homo spiritualis judicat omnia, diceva San Paolo.
Voi invece insultate ”omnia”. Ignoranti!!!
29/05/2007 da AndreaCaso
Si rivolterebbe nella tomba
A quanto ricordo questo grande filosofo fece scandalo anche all’epoca. Oggi è pressoché impossibile riproporre una visione della religione in queste modalità, nell’epoca del ritorno all’oscurantismo clericale. La religione di K. è un cristianesimo individuale, decisamente più vicino a quello storico che quello legato al puro ”culto”, la ”religio” latina, appunto.
Privare i ”cosidetti credenti” del culto significa metterli nelle condizioni di scoprire la nudità e la pazzia della fede. Non c’è più nessun conforto. I fedeli hanno bisogno dei miracoli, delle spiegazioni teologiche popolari e della chiesa con le candeline. Altrimenti perdono di vista il legame che c’è tra cielo e terra. Purtroppo. E’ di questo che i preti e i clericali si fanno forza per dominare le masse. Ma non c’è speranza, è inutile discuterci su. Emigriamo, e lasciamo l’Italia ai boyscout, all’Opus Dei, a CL e al cilicio della Binetti.

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