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23 maggio 2007 Non commettere atti impuri Pedofilia e preti. Per parlare di questo delicatissimo argomento è doveroso fare alcune premesse. Innanzitutto i preti sono persone normali che hanno fatto una propria libera scelta di vita, e così come il più insospettabile dei vicini può rivelarsi essere un mostro, anche un prete può diventare un pedofilo. E' ovvio che non tutti i sacerdoti sono pedofili. Di certo, per il ruolo ricoperto da un canonico, certe notizie possono avere un rilievo maggiore rispetto ad altri casi di abusi sui minori. Il grande problema (e la discussione che in questi giorni è tornata in vigore) riguarda l'atteggiamento della chiesa intesa come gerarchie ecclesiastiche nei confronti di questi criminali.
Nel 2006 la BBC trasmette in Inghilterra un documentario intitolato “Sex crimes and the Vatican”, nel quale si cerca di far luce proprio sulle misure adottate dal clero in molte situazioni di accuse per abusi sui minori. Il video viene trasmesso in diversi paesi del mondo, ma non in Italia, finchè non è stato messo on-line su video.google.com . Grazie al lavoro di www.bispensiero.it, il filmato è stato sottotitolato in italiano e nelle ultime settimane è rapidamente diventato il file più visto. La cosiddetta comunità web ha subito iniziato a diffondere la notizia, mentre nei quotidiani italiani il fatto sembrava scomparso nel nulla, finchè (sempre grazie ad internet), la notizia viene pubblicata su www.punto-informatico.it, e di seguito ripresa da www.beppegrillo.it (il blog più visitato in italia). E' a questo punto che anche la stampa nazionale (in volontario silenzio finora come al solito sugli argomenti interessanti) inizia a pubblicare articoli a riguardo. Finalmente anche la Rai si interessa e decide di comprare il documentario, che verrà trasmesso in una puntata di Annozero.
Come mai tutte queste polemiche? Di cosa parla il video? Ovviamente per capirlo bisognerebbe averlo visto, ma di sicuro alcune delle persone che hanno risposto ai temi affrontati nel filmato (come L'Avvenire) non l'hanno fatto! Sex crimes and the Vatican contiene una serie di testimonianze di persone abusate, ma soprattutto fa riferimento a un documento emanato dalla chiesa nel 1962: il Crimen Sollicitationis. Traducendo dal latino Crimen Sollicitationis significa “crimine d'adescamento”. Nel documentario della BBC introduce questa direttiva Padre Tom Doyle, esperto di diritto canonico, sostenendo che "la direttiva fu emanata nel 1962 ed ai vescovi cattolici di tutto il mondo fu raccomandato di tenerla in cassaforte. Istruisce su come trattare con i preti che adescano nel confessionale. Ma tratta anche di atti esterni ed osceni con bambini di entrambi i sessi, di pedofilia [...] il Crimen Sollicitationis prescrive una politica di segretezza assoluta su tutti gli abusi. Quello che leggiamo qui è una chiara politica di copertura di casi di abuso perpetrati dai preti. E anche la punizione per quelli che vorrebbero richiamare l'attenzione su questi crimini ad opera del Clero. Il che prova che le gerarchie ecclesistiche sono interessate unicamente al controllo della situazione. C'è la chiara evidenza che la preoccupazione è solo di controllare e contenere il problema. Da nessuna parte c'è scritto di aiutare le vittime. La sola cosa che impone, invece, è di terrorizzare le vittime con la minaccia di punirle se raccontano l'accaduto”. Contrario a questa interpretazione è L'Avvenire, che definisce in un'edizione dal titolo INFAME CALUNNIA VIA INTERNET il Crimen Sollicitationis come “un'importante istruzione atta ad «istruire» i casi canonici e portare alla riduzione allo stato laicale i presbiteri coinvolti in nefandezze pedofile. In particolare, trattava delle violazioni del sacramento della confessione”. No. Non avete letto male. Si parla proprio di riduzione allo stato laicale, e non certo di denuncie o condanne. Ma non è tutto. Nel discorso cade anche Joseph Ratzinger, attualmente papa Benedetto XVI, che nel 2001 (allora cerdinale a capo della Congregazione per la Dottrina della Fede) scrisse una lettera ai Vescovi e altri Ordinari Gerarchi della Chiesa Cattolica, raccomandandosi che i casi di abusi dovessero essere di diretta competenza della Congregazione stessa. L'Avvenire arrampicandosi sugli specchi sostiene che ciò è “segno, per chi abbia un minimo di buon senso giuridico, della volontà romana non certo di occultare, ma di dare piuttosto il massimo rilievo a certi reati, riservandone il giudizio non a realtà "locali", potenzialmente condizionabili, ma ad uno dei massimi organi della Santa Sede”. In verità quelle che sono state definite come realtà “locali” potenzialmente condizionabili, altro non sono che i vari tribunali e avvocati che negli ultimi anni hanno intentato centinaia di cause contro preti pedofili, in modo particolare in America. Basti pensare che la diocesi di Boston (presieduta dal cardinale Law, che ha anche votato in conclave per l'elezione di Benedetto XVI), ha chiuso circa 500 cause per pedofilia pagando ben 85 MILIONI DI DOLLARI. Ecco dove vanno a finire i soldi dell'8per mille, non per le buone cause a cui fa riferimento la pubblicità. Nel 2005 un altro tribunale in Texas ha citato in giudizio, con l'accusa di aver coperto i casi di pedofilia in riferimento alle lettere del 2001, nientemeno che il cardinale Ratzinger. Purtroppo per l'avvocato Shea che seguiva il caso, proprio nel 2005 Ratzinger viene eletto papa col nome di Benedetto XVI. Oltre alla carica di guida della Chiesa cattolica, il papa è anche di fatto il Capo di Stato della Città del Vaticano, e per la legge americana gli è stata concessa l'immunità da capo di stato.
In Italia siamo abituati e vedere processi che scompaiono nel nulla, quindi non ci sorprenderemo quando, finita la puntata di Santoro, non si parlerà più di “Sex crimes and the Vatican”. Ma aldilà delle polemiche, resteranno sempre i bambini abusati, a chiedersi un giorno perchè quel prete che li ha violentati non è finito in galera, perchè anche se la diocesi sapeva delle violenze invece di denunciarli li spostava di parrocchia in parrocchia, facendo dilagare il numero di abusi. Ma soprattutto un giorno entreranno in un'edicola italiana, e forse distrattamente vedranno un titolo che li definisce INFAMI perchè hanno denunciato i loro stupratori e chi li copriva. Forse, si chiederanno anche se gil atti impuri non siano limitati al sesso pre-matrimoniale, e se i veri colpevoli, in fondo, non siano proprio le vittime...
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