Zodiac
[19/05/2007 13.37] In un America, devastata dalla paura e dalle mille fobie, ecco arrivare sul grande schermo una storia tragicamente cupa. A ridosso degli anni settanta, un uomo cominciò a farsi beffe delle autorità americane e a mandò nel panico e nell’isteria l’intera nazione, quell’uomo era conosciuto con il nome di Zodiac.
Zodiac era un serial killer, che amava spedire lettere a diversi emittenti locali, come ad esempio il San Francisco Chronicles famoso giornale del luogo, la polizia di stato, l’FBI ecc… cercando di prendersi gioco di loro, deridendoli, e soprattutto raccontando delle sue uccisioni quasi in modo compiaciuto. Quello che Zodiac, volesse fare non è molto chiaro, ma quello che è chiaro sono le conseguenze derivanti dalle sue lettere. Ha gettato una nazione nell’incubo più completo , ha rovinato la carriera e soprattutto la vita a chi per anni interi gli ha dato la caccia invano visto che ad oggi non si hanno sue notizie. Il Film racconta proprio questa sorta di caccia all’uomo attraverso i differenti punti di vista di tre persone. Paul Avery,cronista del San Francisco Chronicle, è colui che per primo va ad occuparsi di un caso così spinoso e complesso, ma è anche colui che per primo lascia la presa abbandonandosi ad una vita fatta di alchool e disperazione. Dave Toschi, è invece un detective che inizia un indagine approfondita sui vari sospettati dei delitti di Zodiac, ma anche lui alla fine è costretto a mollare per insufficienza di prove, e per non compromettere la sua vita privata. Chi invece si ostina fin dall’inizio è Robert Graysmith, vignettista della redazione del Chronicles, abile a decifare i codici che lo stesso Zodiac inviava, prende il caso sul personale, e inizia per lui una pericolosa ossessione che lo porta a perdere perfino l’affetto della sua famiglia. Il film di David Fincher, racconta proprio l’ossessione di questi tre uomini,che nel tentativo di ricercare la verità e la giustizia, perderanno cose a loro care, senza riuscire a catturarlo, nonostante si individui in molti uomini i principali indiziati.
Raccontando la storia attraverso vari punti di vista, Fincher riesce a collegare perfettamente, l’intreccio narrativo,con l’emozione e lo stato d’animo vissuto dalla gente in quei pericolosi anni, ed è quanto meno ammirevole, visto che hai giorni nostri di film così non se ne vedono poi tanti. Soprattutto riesce a coinvolgere lo spettatore, facendolo immedesimare in quei uomini che hanno lottato in nome della giustizia. Fincher questa volta abbandona il suo classico virtuosismo, a favore della materia narrativa , aiutato da una squadra d’attori eccellenti. Robert Downey Jr. interpreta il cronista Paul Avery,con grande intensità, Mark Ruffalo sconosciuto ai più, marchia il film con una prova memorabile nei panni di Dave Toschi; Jake Gyllenhaal, famoso per aver interpretato ruoli difficili e non commerciali, dimostra ancora una volta il suo talento quando interpretando il vignettista Graysmith, diventa quasi pazzo per inseguire la sua preda. Quando questo thriller non thriller, comincia si ha l’impressione di assistere a qualcosa di grande, come la sequenza iniziale, da non perdere. Ultima annotazione riguarda il fatto che Zodiac, come “Miami Vice” è un film girato completamente in digitale, quasi un paradosso visto lo stile e l’argomento trattato siano da film classico, come a voler dimostrare che per entrare bene nel futuro,non bisogna dimenticare il passato.
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