The Good Shepherd - L'Ombra Del Potere
[23/04/2007 21.44] Eric Roth stimato e premiato sceneggiatore hollywodiano,noto ai più per aver scritto i copioni di film come: Schindler’s List o The Insider, scrisse nel lontano 1994 un copione complesso e affascinante. Tale script, racconta dell’inizio della più famosa agenzia segreta del mondo: la Central Intelligence Agency, meglio nota come CIA. La sceneggiatura, giudicata dai più autorevoli critici come una perla nella carriera di Roth, ha rimbalzato per anni nelle scrivanie dei più illustri registi, tra i quali Francis Ford Coppola e Steven Spielberg, tant’è che sembrava uno dei tanti progetti incompiuti di Hollywood. Nel 2005 finalmente la Universal, che produce e distribuisce il film, trovò in Robert De Niro il regista giusto per adattare tale copione. Robert De Niro la cui unica esperienza registica, risale al lontano 1993 con l’apprezzabile Bronx, si è gettato sin da subito a capofitto sul progetto, rinunciando tra l’altro, a diversi film. The Good Shepherd, è la storia di Edward Wilson, agente segreto e principale fondatore dell’agenzia. Il film di chiaro stampo classico per la costruzione narrativa, racconta di quanti intrighi e di quante menzogne è macchiata l’america, sin dall’inizio della Baia Dei Porci, per arrivare all’epilogo, proprio a ridosso della Guerra Fredda. Edward Wilson che in nome dell’agenzia, sacrificò la sua vita familiare, è visto proprio come suggerisce il titolo,un pastore. Come ogni bravo pastore, anche lui accudisce le sue pecore, si prende talmente cura di loro tanto da diventare il suo unico scopo di vita. Se come detto la sceneggiatura è impeccabile, il problema seppur lieve del film, sta nella regia. De Niro che essendo alla sua seconda regia, appare un po’ acerbo, facendo intuire una regia piuttosto indecisa,a metà tra il metodo Hawksiano classico, e il moderno trand attuale. Un problema risiede proprio nei continui rimandi tra flashback e flashforward, che invece di aiutare la comprensione allo spettatore, lo confonde, necessitando una seconda visione del film. Altro problema, in questo caso passabile, la durata del film. Due ore e quaranta sono una giusta durata per un film che ha tanto da dire come questo, ma il modo in cui il film è raccontato, avrebbe suggerito una durata leggermente inferiore. Il cast però merita un applauso. Il festival di Berlino 2007, in cui il film era in gara, ha premiato il cast intero per un giusto contributo artistico. Matt Damon, che interpreta il ruolo del protagonista, sfodera un’altra convincente prova dopo The Departed, Angelina Jolie, Alec Baldwin, John Turturro e lo stesso De Niro aiutano a rendere il film un epopea classica hollywodiana. Straordinaria come spesso accade, la fotografia curata da Robert Richardson, fidato collaboratore di registi quali Oliver Stone, Martin Scorsese e Quentin Tarantino. Nota di merito per la Medusa che in Italia distribuisce il film, visto che il nostro paese è l’unico europeo, in cui il film viene proiettato nella sua durata originale senza tagli. Una rarità nel mercato delle distribuzioni cinematografiche, che però viene ampiamente apprezzata.
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