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Dante Ferretti22 aprile 2007
Al “sognatore di supporto” Laura honoris causa a Dante Ferretti
Una carriera folgorante e piena di riconoscimenti, una capacità visionaria così significativa da apportare un contributo ricco ed originale alla produzione filmica e teatrale. Con questi presupposti, lo scenografo di fama internazionale Dante Ferretti, ha conquistato il cuore della sua terra natale e si è “aggiudicato” la Laurea Honoris causa in Scienze della Comunicazione. Macerata lo ha festeggiato con una cerimonia all'Auditorium San Paolo e lui, modesto e discreto, si è fatto “vestire” di un titolo che gli si addice profondamente. Dottore in Comunicazione, riconosciuto dall'Ateneo e dall'Accademia di Belle Arti.
Allestire stanze, set cinematografici, teatri, città, paesi e tutto con le capacità dell'artista e dell'artigiano, con la mirabile sintesi di immaginazione e abilità tecnica, con l'amore per i particolari, per i dettagli d'epoca.
Dante Ferretti ha lavorato con i più grandi. Petri, Bellocchio, Cavani, Comencini e poi le produzioni  hollywoodiane con Minghella, Gilliam, Irvin, Burton, De Palma, Scorsese.
“Sognatore di supporto” per le visioni di Fellini e indispensabile “pennello”delle sequenze di Pasolini, mirabili quadri pittorici.
I professori della facoltà di Scienze della Comunicazione e il Rettore dell'Università, Roberto Sani, celebrano questo grande professionista ricordando gli innumerevoli successi e i premi. Riconoscimenti di prestigio che culminano, dopo sette precedenti candidature, con l'Oscar per la scenografia del film “The Aviator”.
La sala è assorta nel silenzio mentre scorrono sullo schermo i bozzetti di Ferretti tratti dal libro a lui dedicato “L’Arte della Scenografia”. E sono schizzi di colore armonici, riproduzioni fedeli di grandiose visioni, piccoli frammenti di realtà immaginata o forse vissuta, sono il suo lavoro.
In sottofondo il Coro dell'Università ripropone brani suggestivi che intervallano le fasi della celebrazione. Così dopo la laudatio, nella quale vengono ripercorse le tappe più significative della carriera di Ferretti, c'è la consegna della medaglia dell’Università e la direttrice dell’Accademia, Anna Verducci, che conferisce a Ferretti il titolo di accademico honoris causa, riconoscimento che si aggiunge al premio Svoboda tributato circa un anno fa dallo stesso istituto.
Poi è il momento della lectio doctoralis intitolata “Il pendolare”, forse per i continui spostamenti attribuibili al lavoro, forse per quel suo animo irrequieto che lo spinge a migliorare sempre, a passare da un lavoro all'altro. Ogni lavoro una morte, ogni lavoro una rinascita. E continua a raccontarsi Ferretti, a far capire l'anima che mette in tutto quello che fa, il trasporto e l'immedesimazione. La sua è una spontanea e commossa dichiarazione di affetto per la propria terra alla quale deve il “concetto sano di lavoro e la tenacia” che lo hanno sempre accompagnato. Sorride Ferretti e parla dell'infanzia trascorsa al cinema, quando già sognava il lavoro che oggi lo rende così fiero e trascurava i compiti per la passione dei film storici.
Silvia Saccomanno

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