Elephant
[22/12/2011 23.30]
L'elefante di cui nessuno vuole parlare entra nella cristalleria del futuro e infrange giovani speranze.
Infiniti piani sequenza ritoccati da rallentamenti localizzati rendono il film di Gus Van Sant una delle migliori esperienze di identificazione adolescenziale. Più drammatico del mio favorito Paranoid Park ma meno inquisitore, Elephant si "limita" a riportare momenti di vite comuni di ragazzi più o meno soddisfatti di esse, tra cui quelle di due assassini e dei loro assassinati.
Non vengono ricercate in modo troppo calcolatore le cause, le colpe, i moventi o i terrori personali: prima dopo e durante la tragedia l'occhio cronologicamente alterato della storia si incuriosisce di tutto e di tutti con la medesima imparzialità.
Un capolavoro a livello di regia, sceneggiatura e interpretazione che non lascia distogliere lo sguardo fissandolo invece, nonostante l'orrore quasi inosservabile e fedelmente trasmesso del massacro premeditato, sui pensieri segreti e più violenti della frustrazione in embrione e sulle loro conseguenze.
postato da Cinemannaro
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