Tre colori: Film Bianco
[06/12/2011 22.00]
L'uguaglianza secondo Krzysztof Kieslowski e la vaporosa, terribile "biondezza" di Dominique-Julie Delpy.
In questo film il regista unisce i due paesi: la Francia del titolo e la "propria" Polonia. A questo proposito è singolare la battuta del protagonista alla vista della discarica del proprio paese dopo essere stato malmenato (e dopo un incredibile viaggio: "Gesù, com'è bello essere a casa!".
In una Paperoniana avventura di ascesa e declino finanziario riluce il bianco acciecante del titolo: l'uguaglianza che appiana, distrugge e permette di ricostruire. Il bianco del coito, l'uguaglianza umana di fronte alla morte, l'uguaglianza politica, culturale ed etica che livella tutto (perfino l'amore) lasciando intravedere soltanto i contorni di volontà sommerse.
Il film mi ha (inspiegabilmente?) ricordato due film dei fratelli Coen: Il grande Lebowski per il concetto del "al giorno d'oggi si può comprare di tutto (cadaveri compresi)" e A Serious Man per l'ambientazione polacca un pò depressa, il fratello strano ed il protagonista dimesso, fantozziano e sessualmente tribolato.
Un film sicuramente stimolante, ma lontano dalla regia artistica di Film Blu.
postato da Cinemannaro
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