Rubber
[06/12/2011 21.30]
Quentin Dupieux, meglio noto come musicista con il nome di Mr. Oizo (indimenticabile flat beat!), guida un dichiarato attacco contro la concezione comunemente accettata di "spettacolo".
Il cinema francese è notoriamente peculiare. Per essere più chiari, Woody Allen nel ruolo di regista cieco nel suo Hollywood Ending diceva del suo film: "è stato un fiasco ovunque, ma è stato un successo in Francia!". Come a dire che i francesi amano e filmano cose particolari, in un senso molto vicino a quello che gli stessi hanno, sciovinisticamente, nei confronti della cucina.
Da buon francese, Quentin Dupieux non si esime dal creare qualcosa che vacilla tra l'offensivo e l'intrigante, per poi filmare quelle stesse reazioni che sa di suscitare. Viene ritratta dunque una messinscena omicida live a base di binocoli e surrealtà.
La gomma del titolo, o meglio il copertone, passa da essere un condensato del male puro a serial killer a paladino della veracità cinematografica con una naturalezza resa possibile da uno sguardo bovino e rotolante che vale più di mille parole. Una gomma memorabile, sicuramente.
Le citazioni, avvalendosi del deserto come ulteriore personaggio ostile, non possono che richiamare l'eccellente (e decisamente più ispirato) Electroma dei Daft Punk (anch'essi musicisti francesi!) ed i poteri psicochinetici/teste esplose di Scanners.
Per quanto espresso in modo originale, quello dell'attenzione per le - e della celebrazione delle - cose "senza una ragione" dei film e delle storie è un concetto già sperimentato, e Rubber si pone giustamente come omaggio al "no reason" dell'assurdo incipit piuttosto che come portatore di una logica completamente nuova.
Infine, la piacevole ricomparsa di Roxane Mesquida giovane attrice di nazionalità francese, che avevo già avuto modo di osservare, con più piacere e più calma, in A mia sorella.
Perchè E.T. è marrone?
postato da Cinemannaro
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