Habemus manovram
[06/09/2011 19.38] Finalmente è finita! La manovra, non senza qualche inevitabile difficoltà, è stata definitivamente varata e ci accingiamo con fare sicuro ad uscire da questa crisi che, diciamocelo, ci aveva anche un po rotto i coglioni. Effettivamente aveva ragione il nostro Serenissimo Premier, la crisi non esiste pontificava dall’alto della sua scarpa di suola col tacco ed infatti la crisi è stata soltanto una proiezione mentale di tutte le invidie e le paure di quella parte di popolazione collusa con quei bolscevichi dell’opposizione intenti a far crollare l’impianto capitalista mondiale. Illusi!
Lui si che ha dato prova di sangue freddo. Ogni sera se ne trombava sette e il suo reale augello si alzava come lo spread tra BTP e Bund alla faccia del PIL sempre più discendente. E’ bastato poco alla fine. Non avevamo mai assistito ad un brainstorming di questa portata, mai pensavamo che Calderoli e Bossi fossero così addentro ad argomenti di macroeconomia e finanza mondiale e non lo pensiamo tutt’ora aggiungerei.
Tutto il gotha governante intento ad elaborare delle soluzioni che siano indolori per noi, vessati ma riconoscenti sudditi, ma al tempo stesso siano un massiccio cortisonico per le nostre finanze disastrate da decenni di malgoverno cattocomunista. Manovrona cicciottosa per risanare le finanze più riforme strutturali sul piano fiscale, del welfare, del lavoro e della pubblica amministrazione perchè, lo sappiamo tutti ma non lo vogliamo dire, Brunetta ha ragione: gli statali sono un cancro. Applausi a scena aperta.
Vari stati hanno chiesto il testo integrale della nostra manovra per portarlo nelle loro università come esempio di probitezza…probitità…probitudine…come un bell’esempio di alta finanza e lungimiranza, la BCE ha deciso di stampare delle banconote commemorative con le facce di Tremonti e Berlusconi che giocano a Monopoli e la Svezia ha deciso di candidare il cane della Brambilla al Nobel per la Pace per aver avuto le palle di andarsene da quella cazzo di casa. Cosa volete di più dalla vita? Ora un certo Napolitano mi viene a dire che bisogna essere più spregiudicati, che la manovra deve essere più consistente e che il governo studia ma non si applica. A parte che non ho capito quali competenze ha questo simpatico vecchietto, ma ammesso e non concesso che abbia una minima autorità per rivolgersi in questo modo al governo, ma non crede che siano i mercati che debbano decidere se la manovra sia giusta o sbagliata? Prima decidiamo di intraprendere una strada liberista e poi vogliamo drogare i mercati con correzioni all’ultimo minuto? No, coerenza e unità di intenti innanzitutto altrimenti il popolo non capirebbe.
Nessun taglio agli enti locali, nessun aumento dell’IVA, le pensioni delle donne non sono state toccate, niente prelievi coatti, tagli radicali al costo della politica, lotta senza quartiere all’evasione fiscale e un’austera disciplina della spesa pubblica, questo è il nostro credo e se voi non vi allineate rimarrete inevitabilmente fuori dal nostro cerchio dell’amicizia.
Dio perdona, Berlusconi no.
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